{"id":10842,"date":"2017-11-16T16:28:15","date_gmt":"2017-11-16T15:28:15","guid":{"rendered":"https:\/\/rimaflow.it\/?p=10842"},"modified":"2017-11-16T16:52:15","modified_gmt":"2017-11-16T15:52:15","slug":"la-valsusa-tra-politiche-di-speculazione-profitti-e-incuria-del-territorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rimaflow.it\/index.php\/2017\/11\/16\/la-valsusa-tra-politiche-di-speculazione-profitti-e-incuria-del-territorio\/","title":{"rendered":"La Valsusa tra politiche di speculazione, profitti e incuria del territorio"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-10843\" src=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/copertina-slide-621-414.jpg\" alt=\"\" width=\"621\" height=\"414\" srcset=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/copertina-slide-621-414.jpg 621w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/copertina-slide-621-414-300x200.jpg 300w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/copertina-slide-621-414-134x90.jpg 134w\" sizes=\"(max-width: 621px) 100vw, 621px\" \/><\/p>\n<p style=\"font-variant-caps: normal; orphans: auto; text-align: start; widows: auto; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; word-spacing: 0px;\"><span style=\"font-size: 9pt;\"><em><span style=\"font-family: Helvetica; color: black;\">Di seguito un testo inviatoci da compagni\/e del movimento NO TAV che\u00a0 resiste agli scempi del territorio. Il testo, che \u00e8 un estratto\/anticipazione della rivista NUNATAK\u00a0 N\u00b0 48, analizza le cause dell&#8217;incendio che hanno devastato la Valle ma anche il Piemonte in generale.\u00a0 Una devastazione che si aggiunge a quella delle opere per i treni ad alta velocit\u00e0. Se per gli incendi ci sono le concause di fattori climatici, di cui una parte riconducibili alle attivit\u00e0 umane, dall&#8217;altra ritroviamo le solite politiche di speculazione, profitti\u00a0 e\u00a0 incuria per il territorio. Politiche che non mirano alla prevenzione ma unicamente alla &#8220;gestione&#8221; delle emergenze.<br \/>\n<\/span><\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>TERRA BRUCIATA<\/strong><\/p>\n<p>Riflessioni dal Piemonte in fiamme<\/p>\n<p>Di Luca Giunti<\/p>\n<p><strong>A fine ottobre, in Valsusa e in Piemonte in generale, si sono prodotti vasti incendi contrastati con molte difficolt\u00e0. Abbiamo cercato di capirne le cause con Luca Giunti, valsusino, conoscitore del territorio per lavoro e per vocazione, oltre che impegnato in prima persona nelle operazioni di contrasto degli incendi. Da un evento non comune ma locale, ne \u00e8 scaturito un discorso di valenza generale sulla montagna, sull\u2019abbandono, sulla gestione delle emergenze e la cura quotidiana del territorio. Cura che non pu\u00f2 essere delegata, ma che si produce soprattutto nelle pratiche quotidiane, scomparse con l\u2019abbandono delle attivit\u00e0 umane in montagna. Gli incendi, infatti, non sono un\u2019emergenza, ma il risultato di un accumulo di concause di cui l\u2019uomo ha le principali responsabilit\u00e0. E di cui in fin dei conti \u00e8 lui a pagare il prezzo: la natura far\u00e0 prima o poi a meno della specie umana, con o senza incendi. Siamo noi che dobbiamo capire come vogliamo vivere sul pianeta che abitiamo.<\/strong><\/p>\n<p>Il Piemonte ha una storia abbastanza lunga di incendi boschivi nel periodo invernale; mentre nel resto d\u2019Italia \u2013 in particolare al Sud e nella Sardegna \u2013 si parla di incendi boschivi in estate, da noi ci sono contesti diversi per cui normalmente gli incendi si verificano in autunno\/ inverno. Negli ultimi quindici giorni per\u00f2, gli incendi scoppiati in Piemonte sono stati molto pi\u00f9 gravi del solito, e ci\u00f2 sostanzialmente per due ragioni, una ragione lontana e una ragione pi\u00f9 vicina. La prima \u00e8 che da cinquant\u2019anni abbiamo completamente abbandonato la manutenzione del nostro territorio e quindi si \u00e8 accumulato al suolo, non tanto sugli alberi ma al suolo, un tappeto di 30-40 centimetri di materiale pronto a essere incendiato. La seconda causa \u00e8 il perdurare di una siccit\u00e0 che dura da tre mesi, e di cui peraltro ancora non si vede la fine. Allora questi due elementi, in concomitanza con una giornata di forte vento, e unite all\u2019incoscienza, al dolo o la pazzia umana, hanno fatto s\u00ec che si accendessero e si diffondessero pi\u00f9 fuochi in Valsusa, mentre gi\u00e0 bruciavano altre parti del Piemonte.<\/p>\n<p>Direi quindi che ci sono alla base un po\u2019 di concause, dal dolo vero e proprio al cambiamento climatico, dall\u2019abbandono dei boschi alle scelte economiche su come gestire i territori e le emergenze, di cui la principale a mio avviso \u00e8 la perdita di una cultura di manutenzione quotidiana del territorio.<\/p>\n<p>Il fenomeno dell\u2019abbandono del territorio, all\u2019origine della gravit\u00e0 degli incendi di questi giorni, non \u00e8 una particolarit\u00e0 del Piemonte, ma \u00e8 diffuso in tutto l\u2019arco alpino, le uniche aree che si salvano sono il Trentino Alto Adige, una certa parte del Veneto, una parte del Friuli e la Val d\u2019Aosta (e questo per ragioni storiche, politi- che, monetarie, alcune di queste sono regioni a Statuto speciale, per cui hanno pi\u00f9 soldi e possono permettersi di finanziare di pi\u00f9 servizi o iniziative che aiutano le persone a rimanere in montagna). In Piemonte questo abbandono \u00e8 particolarmente vistoso, tutta la rete dei sentieri, di cui oggi utilizziamo una minima parte a fini strettamente escursionistici, cent\u2019anni fa, che l\u2019escursionismo non esisteva per nulla, quella rete di percorsi ca- pillare e diffusissima non era altro che la rete che collegava tra di loro decine e decine di borgate, piccole, piccolissime, pi\u00f9 grandi, stagionali, ecc.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la siccit\u00e0, complice nel favorire gli incendi, certo non era prevista, ma tanti scienziati e meteorologi direbbero che alla base c\u2019\u00e8 una grande influenza del fattore umano poich\u00e9 \u00e8 dovuta al cambia- mento climatico il quale \u00e8 innescato da molte delle nostre azioni.<\/p>\n<p>Lo stesso spopolamento \u00e8 stata un\u2019azione umana: al contrario di quanto succede oggi con le popolazioni che migrano dal centro dell\u2019Africa, i nostri nonni o genitori non sono andati via per carestia o perch\u00e9 li ammazzavano; certo sono andati a vivere in condizioni migliori, nel senso che tra fare il contadino in montagna o andare in fabbrica in questa lo stipendio era garantito, per\u00f2 \u00e8 stata in un certo senso una scelta, una scelta collettiva, una scelta politica, forse all\u2019epoca una scelta inevitabile. Forse. Quel che \u00e8 certo \u00e8 che oggi si \u00e8 rivelata una scelta poco lungimirante, una scelta dell\u2019immediato. Questa \u00e8 la causa principale, nel senso che gli incendi di piccola entit\u00e0 ci sono sempre stati, ma con il territorio pulito, quindi con poco combustibile da bruciare, e con centinaia di persone tutti i momenti presenti sul territorio, questi eventi partivano e e finivano avevano un cortissimo raggio di azione, e questa cosa \u00e8 durata ancora fino a pochi anni fa: partivano degli incedi che riuscivamo a contenere, uno o due giorni, qualche squadra dei volontari dell\u2019AIB (l\u2019Anti incendi boschivi), un po\u2019 di paura, un po\u2019 di investimenti e si tappavano; quest\u2019anno \u00e8 arrivato al culmine un processo che si accumulava da qualche decennio: tanto materiale combustibile, tanta siccit\u00e0, e poi una domenica mattina di vento \u00e8 bastato che qualcuno accendesse un fiammifero.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-10844 aligncenter\" src=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/cane-sfondo-bianco-621.jpg\" alt=\"\" width=\"621\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/cane-sfondo-bianco-621.jpg 621w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/cane-sfondo-bianco-621-300x186.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 621px) 100vw, 621px\" \/><\/p>\n<p>Detto in altri termini, magari questo incendio sarebbe potuto non partire domenica scorsa, per\u00f2 noi negli anni abbiamo creato delle condizioni perfette per gli incendi. Quindi, lo dico con molta tristezza e con le lacrime agli occhi \u2013 lacrime di commozione e lacrime fisiche perch\u00e9 sto nel fumo da cinque giorni \u2013 noi raccogliamo i frutti di quello che abbiamo seminato negli ultimi venti-trent\u2019anni. Se posso utilizzare un\u2019espressione forte, abbiamo bisogno di invertire rotta, di esaltare un animo che definirei femminile e di smorzare un animo maschile, nel senso che abbiamo bisogno di recuperare una attenzione, una cura quotidiana alle piccole azioni che salvaguardano, aggiustano, custodiscono il territorio; questa io non la considero una questione di genere \u2013 non vuol dire che i maschi abbiano esclusivamente uno spirito maschile e viceversa \u2013 ma \u00e8 una questione di definizione, la considero uno spirito femminile. Al contrario noi ci siamo abituati a fare azioni solamente di tipo maschile, nel senso di maschilista, fallocratico, un\u2019impresa una volta ogni tanto, grandi mezzi, grandi azioni, per tre-quattro giorni, poi basta. Questo approccio \u00e8 sbagliato, il pianeta ce lo dice che \u00e8 sbagliato e che serve una cura quotidiana capillare e continuativa del territorio.<\/p>\n<p>Purtroppo per\u00f2, \u00e8 un po\u2019 brutale ma bisogna dirlo perch\u00e9 \u00e8 una questione insormontabile, \u00e8 l\u2019emergenza quello che fa alzare di pi\u00f9 il PIL, piuttosto che la prevenzione. La crescita del PIL \u00e8 direttamente proporzionale alla crescita delle emergenze e se noi continueremo a usare il PIL come unico metro per misurare se le cose funzionano allora vivremo continuamente di emergenze, con le tragedie che ne conseguono.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda le recenti riforme, come la Riforma Madia e la conseguente liquidazione del Corpo forestale dello Stato, io non sono tanto esperto da poter esprimere un giudizio motivato e compiuto, non conosco i dettagli, per\u00f2 vedo i risultati, e non da oggi; vedo i risultati di una trasformazione, di un accentramento dei poteri, la costruzione di una macchina per certi versi molto pronta a gestire grandissime emergenze, ma molto meno pronta \u2013 perch\u00e9 rigida \u2013 a gestire medie e piccole emergenze. Certamente far confluire il Corpo forestale dello Stato sotto l\u2019Arma dei Carabinieri da questo punto di vista non \u00e8 stata una scelta lungimirante, e in questi giorni, ma era gi\u00e0 successo qualche mese fa, sull\u2019operativit\u00e0 di campo questa differenza rispetto a prima si \u00e8 vista e si vede. Sinceramente per\u00f2, con un incendio di queste proporzioni, non credo che se fosse partito l\u2019anno scorso con ancora il Corpo forestale vero e proprio sarebbe cambiato granch\u00e9. \u00c8 possibile, ma io non ho gli strumenti per giudicare, che nelle prime ore della prima giornata la partenza di questo specifico incendio (sopra Bussoleno) possa essere stata sottovalutata, quel che \u00e8 chiaro \u00e8 che come singoli e come comunit\u00e0, quindi come societ\u00e0 nel suo complesso, abbiamo bisogno di intervenire molto pi\u00f9 concretamente e quotidianamente sul territorio, oppure non potremo far altro che rincorrere le situazioni di emergenza.<\/p>\n<p>Poi anche la situazione di emergenza, che per\u00f2 viene dopo, potrebbe essere gestita meglio. Devo per\u00f2 anche dire che in questi giorni tutti noi abbiamo visto all\u2019opera centinaia di uomini e di donne dell\u2019AIB, nessuno che si \u00e8 tirato indietro, tutti che tornano a casa soltanto il tempo di lavarsi, mangiare qualcosa e poi ripartire, non mi sembra di poter dire che oggi il problema principale sia la penuria di mezzi sul fuoco, si potrebbe certamente fare qualcosina di pi\u00f9, per carit\u00e0, sempre si pu\u00f2 fare di pi\u00f9, per\u00f2 secondo me mettere troppa luce sul cono dell\u2019emergenza toglie la luce sulla prevenzione, e quello su cui noi siamo difettosissimi \u00e8 la prevenzione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-10845\" src=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/bosco-bruciato-1-621-.jpg\" alt=\"\" width=\"621\" height=\"371\" srcset=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/bosco-bruciato-1-621-.jpg 621w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/bosco-bruciato-1-621--300x179.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 621px) 100vw, 621px\" \/><\/p>\n<p>Quando si va sul campo, poi, \u00e8 fondamentale la conoscenza del territorio, la conoscenza spicciola del territorio, e questa \u00e8 la funzione che mettono in campo in questi giorni i guardia parco come me, che non abbiamo compiti specifici di contrasto al fuoco, ma abbiamo compiti di assistenza logistica e di indirizzo. Ti dico quello che ho fatto io gioved\u00ec, ad esempio: arriva una squadra dei vigili del fuoco di Avigliana che ti dice \u00abdobbiamo andare a tutelare le case in localit\u00e0 Arcossi, come ci andiamo?\u00bb, \u00abvienimi dietro che ti ci porto, \u00e8 inutile che ti spiego sulla mappa \u201cl\u00e0 c\u2019\u00e8 una pista forestale poi l\u00e0 c\u2019\u00e8 una curva, ecc.\u201d\u00bb. Questa \u00e8 la conoscenza del territorio, che \u00e8 anche funzione del fatto che si man- tengano le squadre dell\u2019AIB sul territorio, e che si incentivi il fatto che quando non c\u2019\u00e8 l\u2019emergenza le persone, che siano AIB o normali cittadini, usino il territorio, lo conoscano, questo secondo me \u00e8 un aspetto fondamentale.<\/p>\n<p>Del resto \u00e8 significativo che i questi giorni, parlando con diverse persone, dai volontari a quelli del Corpo forestale dello Stato piuttosto che con la gente che vive il territorio, tutti individuano le stesse cause e tutti ti dicono la stessa cosa: con la condizione in cui versava il territorio \u00abpoteva succedere da un momento all\u2019altro\u00bb, e \u00abla cosa \u201ceccezionale\u201d \u00e8 che non sia successo prima\u00bb. \u00c8 successo domenica scorsa e oggi, che siamo nella domenica successiva, non \u00e8 ancora stato fermato. Su questo, a parte forse un certo ritardo nell\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 per un incendio cos\u00ec grande, posso dire che ci son stati momenti in cui avendo, come dicevamo all\u2019inizio, molti incendi sul territorio piemontese, avremmo tutti avuto bisogno di avere tre o quattro aerei Canadair invece dei due che erano disponibili. Oggi infatti il Piemonte non dispone di nessun Canadair proprio, nel senso che i Canadair sono una flotta nazionale dislocata in una serie di aeroporti considerati baricentrici rispetto alle zone dove potenzialmente possono operare; quelli pi\u00f9 vicini a noi che intervengono in Piemonte sono i Canadair di stanza a Genova. Ecco, questo potrebbe esse re un interessante punto di riflessione per il futuro: in Italia i Canadair sono una ventina, anche meno mi sembra, potremmo stabilire che abbiamo bisogno di raddoppiarne la flotta. Questa potrebbe essere una scelta politica e sociale importante, e da cittadino italiano, e da pacifista, se qualcuno mi dicesse che venti Canadair in pi\u00f9 costano, io gli direi che so dove andare a prendere i soldi: invece di costruire e comprare aerei da guerra, invece degli F35, compriamo venti Canadair che almeno sganciano bombe d\u2019acqua. Questo potrebbe essere l\u2019unico risultato positivo di una tragedia di queste proporzioni, cio\u00e8 farci rendere conto tutti che abbiamo molto pi\u00f9 bisogno dei Canadair che degli F35, molto pi\u00f9 bisogno di un\u2019autobotte che di un carrarmato, molto pi\u00f9 bisogno di tornare a frequentare a piedi quotidianamente il nostro territorio piuttosto che riversarci tutti i sabati e domeniche nei centri commerciali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-10846\" src=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/bosco-bruciato-2-621-ok-.jpg\" alt=\"\" width=\"621\" height=\"432\" srcset=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/bosco-bruciato-2-621-ok-.jpg 621w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/bosco-bruciato-2-621-ok--300x209.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 621px) 100vw, 621px\" \/><\/p>\n<p>Vorrei essere ancora pi\u00f9 brutale, di nuovo con il massimo di rispetto e della partecipazione umana, forse \u00e8 giusto che il fuoco non si sia ancora fermato, perch\u00e9, se si fosse fermato marted\u00ec o mercoled\u00ec, avremmo avuto una scarsa copertura mediatica di questo evento e sarebbe passato come qualsiasi incendio: \u00abogni tanto succede, per\u00f2 la macchina funziona, l\u2019abbiamo tamponato, ecc.\u00bb. La nostra specie non impara, <em>homo sapiens <\/em>non impara. Abbiamo bisogno di prendere delle batoste, ma forti, e spesso non bastano. Forse abbiamo bisogno di una tragedia cos\u00ec grande per capire che dobbiamo fare qualcosa: dobbiamo cambiare un modello di sviluppo, non basta che il prossimo mese ci sia un\u2019ondata di volontari in pi\u00f9 per andare a pulire un po\u2019 il bosco.<\/p>\n<p>Allargando ancora la prospettiva \u2013 mi fate nuovamente fare un discorso non politicamente corretto, ma sono contento perch\u00e9 non sopporto i discorsi politicamente corretti \u2013 quella che stiamo vivendo \u00e8 una tragedia ed \u00e8 una tragedia umana, perch\u00e9 ci sono persone che sono state evacuate dalle proprie case, che hanno visto il lavoro di tanti anni o dei loro nonni bruciato. Ma se la guardiamo in un\u2019ottica naturale o in un\u2019ottica evolutiva, tutto questo non conta nulla, pu\u00f2 essere brutto da dire ma non conta davvero nulla. Gli incendi, in un contesto che fosse completamente naturale, sono una delle componenti che cambiano o sconvolgono le condizioni del sistema, sfavoriscono alcune specie animali e vegetali ma ne favoriscono delle altre, ci sono specie di insetti e di piante che sono strutturate per resistere al fuoco e anzi per immediatamente dopo esplodere nel loro ciclo vitale approfittando delle condizioni circostanti, in cui gli \u00e8 stato fatto il deserto e loro sono le uniche in grado di sopravvivere e colonizzare.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che noi non siamo pi\u00f9 in un contesto naturale e questo fa s\u00ec che si creino dei danni agli aspetti che dicevamo prima o che venga resa l\u2019aria irrespirabile ecc. Ma certamente la natura, soprattutto se la guardiamo nei suoi tempi millenari, di un incendio di questo tipo se ne fa veramente un baffo. Anzi, anche qui, attenzione domani o la prossima settimana, quando questo incendio finalmente sar\u00e0 spento, attenzione a non partire con l\u2019idea che bisogna riforestare; forse non bisogna riforestare, forse \u00e8 meglio lasciar le cose cos\u00ec come stanno, oppure piantare pochi nuclei di alberi. Vi faccio un esempio: per paradosso il parco in cui lavoro io (il Sito di Interesse Comunitario delle Oasi xerotermiche, sopra Foresto, che \u00e8 bruciato in questi giorni), da qualche anno ha ottenuto un finanziamento dall\u2019Unione europea per togliere il bosco. Abbandonando il territorio il bosco ritorna, tornano gli arbusti che coprono i prati e i pascoli e le praterie, mentre quelle praterie prati e pascoli sono degli habitat piuttosto rari nell\u2019Unione europea, ricchi di orchidee e di specie mediterranee, e quindi noi con il taglio mirato e con il pascolamento guidato avevamo messo in piedi un progetto per ridurre il bosco a favore delle praterie. Il fuoco, che ci sta distruggendo tutto, da questo punto di vista ci sta facendo un favore!<\/p>\n<p>Poi, per quanto riguarda gli ungulati, i cervi, i caprioli, i cinghiali, i camosci, presenti nelle zone del fuoco al 90% se ne saranno andati, qualcuno sar\u00e0 morto perch\u00e9 soffocato dal fumo, per\u00f2 generalmente non patiscono cos\u00ec tanto, per la gran parte si saranno spostati; patiscono molto gli insetti, quelli che non possono volare via, patiscono ovviamente molto le piante. Speriamo, nel disastro che abbiamo avuto, che almeno questo riduca la presenza della processionaria, che \u00e8 un insetto parassita particolarmente fastidioso, il quale per\u00f2 ha avuto una grande espansione proprio grazie a noi, perch\u00e9 negli anni siamo stati noi ad avergli creato l\u2019habitat ideale, come del resto ai cinghiali. Certo una gran quantit\u00e0 di questi insetti sar\u00e0 bruciata ma non c\u2019\u00e8 solo la riduzione immediata, soprattutto per gli animali, per tre-quattro-cinque-sei anni l\u00ec non avranno da mangiare quindi saranno ridotti dalla selezione naturale e questo contribuir\u00e0 a ridurne il numero. Cos\u00ec come, in un versante diverso ma con un meccanismo assolutamente identico, il branco di lupi che gravita sul Moncenisio con ogni probabilit\u00e0 non \u00e8 rimasto bruciato o soffocato dall\u2019incendio ma si sposter\u00e0 sicuramente perch\u00e9 nei prossimi due-tre-quattro anni su quest\u2019area ci saranno pochi degli animali che loro possono mangiare, quegli animali sono erbivori e a loro volta non avranno per qualche tempo l\u2019erba di cui nutrirsi. La natura funziona cos\u00ec.<\/p>\n<p>Io sono un\u2019evoluzionista, e non sono credente, quindi sono fatalista: la nostra specie si estinguer\u00e0, se non subito fra cento o mille anni, e non credo che lasceremo chiss\u00e0 quale rimpianto nelle altre specie di questo pianeta. Devo dire che ho scarsissima fiducia nelle capacit\u00e0 di comprensione, di una comprensione vera, che cambi i comportamenti dell\u2019essere umano; ma posso spingermi a questo tipo di riflessione: questo incendio \u00e8 successo in Valsusa, oltre che in altre valli, e la Valsusa negli anni ha dimostrato di essere una terra un po\u2019 speciale, non so perch\u00e9 ma succedono cose strane qui. Vogliamo sperare \u2013 lo metto con il punto interrogativo \u2013 che da questo episodio e da questo territorio nasca una consapevolezza pi\u00f9 forte di quello che dobbiamo fare come cura quotidiana del territorio, tale da allargarsi anche al resto dell\u2019Italia? Io lo spero sinceramente. Per noi. Perch\u00e9 quello che \u00e8 in ballo \u00e8 il futuro della <em>nostra <\/em>vita su questo pianeta, del <em>nostro <\/em>modo di starci su questo pianeta, \u00e8 in gioco la nostra possibilit\u00e0 di viverci meglio, pi\u00f9 sereni, pi\u00f9 pacifici&#8230; Il futuro del pianeta e della vita su questo pianeta, quelli non sono in ballo, quelli continueranno tranquillamente senza di noi. Il pianeta e la vita ci sopravviveranno; per questo pianeta noi non siamo niente di pi\u00f9 che un fastidio, una crosticina di quelle che vanno grattate via per guarire una ferita.<\/p>\n<p><strong>Susa, domenica 29 ottobre 2017 <\/strong><\/p>\n<p><em>Il testo \u00e8 il frutto di una chiacchierata fatta dalla redazione di <strong>Nunatak<\/strong> con <strong>Luca Giunti,<\/strong> proprio nei giorni in cui le fiamme divoravano i boschi della valle. Anche le foto che accompagnano l\u2019articolo, scattate nei boschi della Valsusa in questi giorni, sono di Luca Giunti. <\/em><\/p>\n<p><em>Un ringraziamento particolare a Luca per il tempo che ci ha dedicato in un momento cos\u00ec impegnativo. <\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-10847\" src=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/bosco-bruciato-3-621-.jpg\" alt=\"\" width=\"621\" height=\"442\" srcset=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/bosco-bruciato-3-621-.jpg 621w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/bosco-bruciato-3-621--300x214.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 621px) 100vw, 621px\" \/><\/p>\n<p>RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE<\/p>\n<h2>UN REGALO AI CARABINIERI<\/h2>\n<p>Il 2017 \u00e8 balzato in testa alle classifiche delle emergenze incendi degli ultimi anni, sia come ettari di bosco andati in fumo che come richieste di soccorso aereo, quasi raddoppiate rispetto a cinque anni fa. un simile fenomeno \u00e8 sicuramente conseguenza del progressivo abbandono del territorio di cui abbiamo parlato con Luca Giunti nell\u2019articolo accanto. Con ci\u00f2 si intrecciano gli effetti della recente riorganizzazione del settore anti incendio in Italia: dal 1 gennaio 2017, infatti, in conseguenza della cosiddetta Riforma Madia, voluta dalla ministra della Pubblica amministrazione in nome del \u201crisparmio\u201d e della \u201csemplificazione\u201d,\u00a0 \u00e8 entrata in vigore la soppressione del Corpo forestale dello Stato, con la quale \u00absi \u00e8 notevolmente indebolita quell\u2019opera di presidio sul territorio e di prevenzione che era propria dei nostri uomini\u00bb, dichiara il coordinatore nazionale dei Forestali per il CONAPO, il sindacato autonomo dei Vigili del fuoco.<\/p>\n<p>Gli 8000 forestali sono stati dislocati e ridistribuiti: la quasi totalit\u00e0 (6400) sono confluiti nell\u2019Arma dei carabinieri, i pochi altri tra i Vigili del fuoco (360) e la Pubblica amministrazione (1240). La logica a cui risponde tale riforma \u00e8 evidente: l\u2019accentramento e la militarizzazione di quei corpi che \u2013 seppur statali \u2013 conservavano ancora il difetto di essere relativamente \u201ca portata\u201d delle comunit\u00e0 locali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-10848 alignleft\" src=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/alberi-stretti.jpeg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"870\" \/><\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px;\">Inoltre, il ruolo di questi nuovi \u201ccarabinieri forestali\u201d \u00e8 stato ben chiarito dalla circolare del 7 luglio con cui il comando dei carabinieri ha ordinato alle ex guardie forestali cosa fare in caso d\u2019incendio: non intervenire, non fare nulla, e limitarsi ad avvisare i Vigili del fuoco.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px;\">Peccato che, come denuncia un comunicato stampa di Pro Natura Piemonte proprio a proposito dei recenti incendi in Valsusa, \u00abi Vigili del fuoco hanno fatto e fanno un ottimo lavoro, ma la gestione degli incendi boschivi, cio\u00e8 il loro controllo affinch\u00e9 non si verifichino determinate situazioni di pericolo e si salvaguardi il patrimonio forestale e ambientale, non \u00e8 il loro lavoro o, perlomeno, quello di cui possono avere la direzione. Questo era il compito del Corpo forestale dello Stato, ora assorbito nell\u2019Arma dei carabinieri con altri incarichi\u00bb.<\/p>\n<p>In un colpo solo, migliaia di uomini e donne sono stati co-stretti ad abbandonare compiti di manutenzione del territorio, tra cui la difesa dagli incendi boschivi, passando armi e bagagli a operazioni repressive e di controllo sotto la direzione della benemerita.\u2028Non solo, anche i mezzi prima in dotazione al Corpo forestale sono confluiti nei Carabinieri. Fino all\u2019anno scorso, la Forestale disponeva di una flotta di una trentina di elicotteri in grado di intervenire per operazioni di spegnimento; oggi sono diventati tutti di propriet\u00e0 dei Carabinieri, i quali ne hanno trattenuti per s\u00e9 circa la met\u00e0, convertendoli ad altre finalit\u00e0. gli altri, assegnati ai Vigili del fuoco, si trovano in gran parte parcheggiati negli hangar, bloccati da una serie di complicanze burocratiche, tra revisioni dei protocolli di volo e fermi manutentivi, mentre le fiamme divorano centinaia di ettari di bosco.<\/p>\n<p>Attenzione per\u00f2, la flotta italiana conta anche su 16 Canadair, dislocati su 14 diverse basi sul territorio nazionale, che hanno la particolarit\u00e0 di essere gestiti da ditte private, incaricate delle operazioni di spegnimento tramite gare di appalto e finanziate da soldi pubblici, incassando cifre folli per ogni ora di intervento: 15.000 euro l\u2019ora per un Canadair, 5000 per un elicottero. Ora, con un business dello spegnimento incendi quasi completamente privatizzato e sottratto alla gestione pubblica, non \u00e8 necessario essere dei fanatici complottisti per notare una situazione che sembra fatta apposta per dar fuoco alle polveri. Nessun privato infatti gestirebbe una societ\u00e0 di Canadair \u2013 che non possono far altro che spegnere incendi \u2013 senza la certezza di entrate in grado di coprire spese di volo, manutenzione dei mezzi, stipendi, profitti, e dunque senza la ragionevole certezza di un cer- to numero di roghi ogni anno&#8230; gli incendi insomma, per mantenere in piedi la baracca, ci devono essere.<\/p>\n<p>In una situazione del genere non stupisce che politici, forze dell\u2019ordine, giornali e televisioni facciano di tutto per parlar d\u2019altro, per stornare l\u2019attenzione dalle vere cause e responsabilit\u00e0 e gridare alla ferrea repressione contro i piromani. Mentre il ministro Minniti urla che \u00ablo Stato c\u2019\u00e8!\u00bb e i media esaltano i successi delle forze dell\u2019ordine, \u00abarrestati undici piromani!\u00bb, il WWF rilancia chiedendo \u00abpene esemplari per i piromani\u00bb. non importa che la gran parte dei presunti inneschi si siano rivelati delle bufale, inesistenti, inefficaci, o dei semplici barbecue. Anche qui, \u00e8 perfettamente normale che se migliaia di agenti sono stati obbligati a compiti repressivi, qualche cosa, invece di spegnere gli incendi, dovranno fare.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-10849 aligncenter\" src=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/copertina-nunatak.-400.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"591\" srcset=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/copertina-nunatak.-400.jpg 400w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/copertina-nunatak.-400-203x300.jpg 203w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di seguito un testo inviatoci da compagni\/e del movimento NO TAV che\u00a0 resiste agli scempi del territorio. 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