{"id":11673,"date":"2018-09-17T22:10:19","date_gmt":"2018-09-17T21:10:19","guid":{"rendered":"https:\/\/rimaflow.it\/?p=11673"},"modified":"2019-11-03T20:47:44","modified_gmt":"2019-11-03T19:47:44","slug":"da-articolo21se-lavorare-e-un-reato-arrestateci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rimaflow.it\/index.php\/2018\/09\/17\/da-articolo21se-lavorare-e-un-reato-arrestateci\/","title":{"rendered":"DA ARTICOLO21:&#8221;Se lavorare \u00e8 un reato arrestateci&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-11615\" src=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/17-foto-arrestateci-tutti-960per-web.jpg\" alt=\"\" width=\"621\" height=\"388\" srcset=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/17-foto-arrestateci-tutti-960per-web.jpg 960w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/17-foto-arrestateci-tutti-960per-web-300x188.jpg 300w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/17-foto-arrestateci-tutti-960per-web-768x480.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 621px) 100vw, 621px\" \/><\/p>\n<p><strong>Nel pubblicare l&#8217;articolo di Marina De Ghantuz Cubbe, che ringraziamo per l&#8217;attenzione e il sostegno nei confronti della nostra esperienza\u00a0 e della nostra lotta, ci pare importante far conoscere quanto scrive anche sulla sua pagina <a href=\"http:\/\/m.facebook.com\/story.php?story_fbid=2061695663875630&amp;id=100001056484352\">Facebbok.<\/a><\/strong><\/p>\n<p><em>&#8220;E anche questa volta non potevo non dare il mio (piccolo) contributo in sostegno della Ri-MAFLOW. Ringrazio Articolo Ventuno per aver pubblicato la lettera di Massimo Lettieri scritta dal carcere, che spero tanti colleghi giornalisti leggeranno. <\/em><br \/>\n<em> Perch\u00e9 in questi anni ne abbiamo parlato e ri-parlato della RiMaflow. Io ci ho scritto addirittura una tesi tanto mi sono appassionata a questa esperienza di riappropriazione del lavoro. Perch\u00e9 la RiMaflow \u00e8 prima di tutto coraggio e resistenza, \u00e8 impegno, mutualismo e capacit\u00e0 di autogestione. Parole che loro per primi mi hanno insegnato a capire per il loro valore reale e non retorico. <\/em><br \/>\n<em> Ricordo benissimo il primo giorno in cui sono entrata alla Ri-Malflow, stavo facendo ricerca per la tesi e ad aspettarmi c&#8217;era Gigi Malabarba che mostrandomi tutto quello che aveva realizzato quel gruppo di operai mi spiegava che &#8220;Non aspetti che arrivi un altro padrone o che ti cada la manna dal cielo: ti ricrei le condizioni di lavoro, ti fai un mazzo della miseria perch\u00e9 ci metti anche lavoro volontario, per\u00f2 pu\u00f2 essere un modo di rilanciare l&#8217;economia dal basso. Stiamo costruendo una logistica solidale che passi totalmente al lato della grande distribuzione. Per questo Fuori Mercato&#8221;.<\/em><br \/>\n<em> C&#8217;era Massimo, che orgoglioso mi raccontava che &#8220;A partire da tutte le crisi che ci sono state dal 2009, la battaglia della RiMaflow \u00e8 stata l&#8217;unica con una sua continuit\u00e0 perch\u00e9 abbiamo occupato, siamo qui e stiamo provando a fare questa esperienza con la cooperativa RiMaflow. Non me ne sono mai andato da qua. Non sono mai fuggito&#8221; e c&#8217;era Marisa, che in lacrime mi disse: &#8220;Mi hanno mandato la lettera di licenziamento nel 2012 che mi ha stroncato. Ho rischiato di perdere la casa. Avevo il mutuo con il mio ex marito e poi lui mi ha lasciata. Io ne ho passate tante, ma senza il lavoro perdi la dignit\u00e0. Senza il lavoro mi sento una donna a met\u00e0&#8221;.<\/em><br \/>\n<em> E l\u00ec dentro c&#8217;\u00e8 stato l&#8217;incontro con tante persone importanti per me, come Michele De Palma.<\/em><br \/>\n<em> La verit\u00e0 \u00e8 che dalla RiMaflow non me ne sono mai andata perch\u00e9 non \u00e8 solo uno spazio autogestito, ma \u00e8 un&#8217;esperienza che non finir\u00e0 mai.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da <strong><a href=\"https:\/\/www.articolo21.org\/2018\/09\/se-lavorare-e-un-reato-arrestateci\">Articolo 21<\/a> &#8211; <\/strong>17 settembre 2018<\/p>\n<h2 class=\"entry-title\">Se lavorare \u00e8 un reato arrestateci<\/h2>\n<p>Di <strong>Marina De Ghantuz Cubbe<\/strong><\/p>\n<p>\u201cSe lavorare \u00e8 un reato arrestateci\u201d. Inizia con queste parole la lettera dal carcere di Salerno di un operaio, Massimo Lettieri, presidente della cooperativa RiMaflow. Stampa, televisioni e radio se ne sono occupati negli anni perch\u00e9 la fabbrica \u00e8 stata recuperata nel 2013 dagli operai che erano stati tutti licenziati. L\u2019ultimo proprietario l\u2019aveva chiusa e aveva trasferito la produzione in Polonia. I lavoratori hanno iniziato un percorso per far tornare la fabbrica un sito produttivo prima occupandola e subito dopo sedendosi al tavolo con le istituzioni e la propriet\u00e0 dello stabile per ottenere tutte le autorizzazioni.<\/p>\n<p>Da luglio, la RiMaflow \u00e8 finita in un\u2019inchiesta della Procura di Milano che sta cercando di smantellare un sistema criminale di traffico illecito di rifiuti al nord. Il capannone sequestrato dalla Procura ospitava una sperimentazione di riciclo di carta da parati e quindi Pvc, per sottrarre il materiale alla discarica. Le attivit\u00e0 sono state sempre rese note alle istituzioni che si occupano di riciclo (dall\u2019AMSA, alla A2A, alla Citt\u00e0 metropolitana) e la volont\u00e0 di riavviare la produzione in fabbrica ha convinto gli operai ad accogliere la proposta, arrivata dall\u2019esterno, di lavorare il Pvc in uno degli spazi della fabbrica. Il nesso con le societ\u00e0 coinvolte nell\u2019inchiesta dunque c\u2019\u00e8, ma \u00e8 di tipo commerciale e i lavoratori e le tante realt\u00e0 solidali con la RiMaflow non possono credere che Massimo Lettieri sia accusato di \u201cassociazione a delinquere\u201d.<\/p>\n<p>Il nord Italia non \u00e8 certo nuovo a infiltrazioni mafiose ma la RiMaflow ha portato avanti il suo percorso nel segno della lotta alla mafia e della trasparenza. Dalla Caritas a Libera contro le mafie, da Moni Ovadia a Caparezza: sono tante e significative le realt\u00e0 e le persone che hanno sempre sostenuto la RiMaflow e anche il mondo universitario, italiano e non, ha firmato a sostegno di Massimo Lettieri e di una significativa esperienza di autogestione e mutualismo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Queste le parole di Massimo Lettieri dal carcere:<\/strong><\/p>\n<p><em>Carissimi compagni e compagne,<\/em><\/p>\n<p><em>\u2018se lavorare \u00e8 un reato arrestateci\u2019. Bene, l\u2019hanno fatto!! La nostra provocazione al sistema produttivo italiano l\u2019abbiamo fatta, come da previsione nessuna risposta positiva \u00e8 arrivata, in cambio solo un\u2019azione repressiva.<\/em><br \/>\n<em>Aver letto sul dispositivo di essere un criminale socialmente pericoloso (mi ha colpito, direi sconvolto) evidenzia il declino del sistema, ancor pi\u00f9 perch\u00e9 \u00e8 stato programmato nei mesi di luglio e agosto.<\/em><br \/>\n<em>Nei mesi di luglio e agosto 2010 ho partecipato alle trattative presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Ad agosto 2010 \u00e8 stata ceduta l\u2019attivit\u00e0 produttiva di Maflow SpA ad un gruppo polacco, producendo 230 lavoratori licenziati. Nel mese di agosto 2012 il gruppo polacco annuncia la chiusura dello stabilimento storico di Trezzano sul Naviglio con il licenziamento delle restanti lavoratrici e lavoratori.<\/em><br \/>\n<em>Nelle trattative ho notato che ai tavoli istituzionali i funzionari sedevano fisicamente al lato opposto dei lavoratori, vicino ai padroni.<\/em><br \/>\n<em>Le storture del sistema han prodotto cinque milioni di poveri ed altri dieci milioni di precari che per paura della povert\u00e0 sono disposti a tutto.<\/em><br \/>\n<em>In carcere la visione della societ\u00e0 non cambia, la maggior parte dei detenuti sono analfabeti o semi-analfabeti, economicamente sostenuti dalla delinquenza organizzata, oppure sono poveri.<\/em><br \/>\n<em>Pochi sono i detenuti con un\u2019istruzione superiore o con compiti di rilievo; si racconta che tra i detenuti ci sia un sindaco, un avvocato, comunque restano mosche bianche, numericamente parlando. Essere descritto come un criminale socialmente pericoloso mi preoccupa, \u00e8 da quando sono nato che mi appassiono alle esigenze della societ\u00e0.<\/em><br \/>\n<em>Negli ultimi dieci anni sono stato al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori che hanno pagato la crisi economica con la perdita del posto di lavoro o la perdita dei diritti nei luoghi di lavoro. Insieme a voi, l\u2019assemblea di RiMaflow, ho partecipato alla costruzione della comunit\u00e0, che difende la dignit\u00e0 delle lavoratrici e dei lavoratori attraverso il salario prodotto con il lavoro.<\/em><br \/>\n<em>La difesa di un luogo abbandonato dal sistema produttivo, recuperato e riconsegnato alla societ\u00e0; anche il mio matrimonio con Anna organizzato in un bene confiscato alla mafia, al fianco della comunit\u00e0 \u201cCasa Homer\u201d dei minori non accompagnati di don Massimo Mapelli, tutto di me \u00e8 intriso di socialit\u00e0; non voglio dimenticare l\u2019adesione personale a \u201cFuorimercato\u201d, al movimento delle \u201cFabbriche recuperate\u201d, ai movimenti popolari organizzati da papa Francesco, che proprio sulla questione rifiuti il papa \u2013 da vescovo di Buenos Aires \u2013 ha organizzato i cartoneros: ancora oggi l\u2019organizzazione fornisce un reddito di base ai raccoglitori di carta e cartone.<\/em><br \/>\n<em>La legalit\u00e0 nostrana prevede autorizzazioni di grossi magazzini di stoccaggio, che hanno le stesse criticit\u00e0 ambientali tipiche del settore. Rischio sversamento nel terreno, rischio incendio. Nell\u2019ultima estate si \u00e8 incendiato il magazzino di Milano Muggiano di propriet\u00e0 dell\u2019AMSA e un altro magazzino a Caivano (Napoli); potrei citarne altri dieci ma in carcere sono senza Google per fare le ricerche\u2026<\/em><br \/>\n<em>Questo sistema produce profitti per chi ha le autorizzazioni e danni ambientali alle comunit\u00e0 che li ospitano.<\/em><br \/>\n<em>La legge non \u00e8 uguale per tutti, le carceri sono costruite per i poveri, i maggiori utilizzatori.<\/em><br \/>\n<em>RiMaflow non deve fermarsi. In autogestione le forme di organizzazione sono dinamiche, ho la certezza che l\u2019assemblea sar\u00e0 capace di dare risposte ai problemi chiamati a risolvere.<\/em><br \/>\n<em>In una delle tante assemblee che abbiamo fatto ho ricordato le parole di Kennedy che in un discorso disse pi\u00f9 o meno (no Google): \u201cNon chiedete cosa pu\u00f2 fare per voi la societ\u00e0 (l\u2019America), ma chiedetevi cosa posso dare io alla societ\u00e0, una societ\u00e0 forte pu\u00f2 garantire la protezione necessaria all\u2019esistenza\u201d\u2026<\/em><br \/>\n<em>Mi considero un uomo con un forte senso civico, ho pensato che insieme a voi avrei potuto risolvere molti problemi che il sistema ha prodotto. Non vi nascondo che sono emotivamente provato, per mia fortuna sento la vicinanza della mia famiglia, Anna tutte le settimane mi porta notizie positive sulla resistenza di RiMaflow, mi porta inoltre l\u2019energia che solo l\u2019amore pu\u00f2 ricaricare per resistere nella privazione della libert\u00e0. Rinchiuso dietro le sbarre mi sento come un leone in una gabbia dello zoo.<\/em><br \/>\n<em>Concludo con le parole di don Milani: \u201cA che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca?\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>Un abbraccio<\/em><\/p>\n<p><em>Massimo<\/em><\/p>\n<p><em>OCUPAR RESISTIR PRODUCIR<\/em><\/p>\n<p><em>OGGI E SEMPRE RESISTENZA<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel pubblicare l&#8217;articolo di Marina De Ghantuz Cubbe, che ringraziamo per l&#8217;attenzione e il sostegno nei confronti della nostra esperienza\u00a0 e della nostra lotta, ci pare importante far conoscere quanto scrive anche sulla sua pagina Facebbok. &#8220;E anche questa volta non potevo non dare il mio (piccolo) contributo in sostegno della Ri-MAFLOW. 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