{"id":11682,"date":"2018-09-18T19:55:29","date_gmt":"2018-09-18T18:55:29","guid":{"rendered":"https:\/\/rimaflow.it\/?p=11682"},"modified":"2018-09-25T16:16:13","modified_gmt":"2018-09-25T15:16:13","slug":"come-si-vive-in-rimaflow","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rimaflow.it\/index.php\/2018\/09\/18\/come-si-vive-in-rimaflow\/","title":{"rendered":"Come si vive in Rimaflow"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-11683\" src=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/Lavori-Massimo-Nasir-Pietro-621-414-copia.jpg\" alt=\"\" width=\"621\" height=\"414\" srcset=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/Lavori-Massimo-Nasir-Pietro-621-414-copia.jpg 621w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/Lavori-Massimo-Nasir-Pietro-621-414-copia-300x200.jpg 300w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/Lavori-Massimo-Nasir-Pietro-621-414-copia-134x90.jpg 134w\" sizes=\"(max-width: 621px) 100vw, 621px\" \/><\/p>\n<p>Da <a href=\"http:\/\/www.fuorimercato.com\/pratiche\/234-come-si-vive-in-rimaflow.html\"><strong>FuoriMercato<\/strong><\/a> 18 settembre 2018<\/p>\n<p><em>Come si vive in RiMaflow da quel maledettissimo 26 luglio ? Come si fa a sopportare il ricordo di una mattina in cui arrivano i carabinieri per mettere fine ad un progetto fondato su valori assoluti, quali l&#8217;onest\u00e0, la giustizia sociale, il rispetto dell&#8217;ambiente e soprattutto il rispetto del lavoro ? Come si fa ogni giorno ad affrontare la consapevolezza del fatto che un tuo compagno \u00e8 detenuto ingiustamente in carcere quando tutto intorno a te, in Italia, ha un sapore di malaffare? Come si fa?<\/em><br \/>\n<em> Ce lo racconta Luca Federici, coordinatore dei progetti della cooperativa Ri-maflow.<\/em><br \/>\n<em> Buona lettura.<\/em><\/p>\n<h2>Come si vive in Rimaflow<\/h2>\n<h4 class=\"abstract\">La fabbrica recuperata e autogestita ospiter\u00e0 dal 28 al 30 settembre l\u2019assemblea nazionale di Fuorimercato. Ma qual \u00e8 il clima che si vive in fabbrica? Come si tiene viva questa esperienza?<\/h4>\n<p>Di <strong>Luca Federici<\/strong> \u2013<em> coordinatore Cooperativa RiMaflow<\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10.0pt;\">Lo scorso 26 luglio, all&#8217;alba, un nucleo dei carabinieri di Trezzano sul naviglio si \u00e8 presentato ai cancelli della fabbrica recuperata RiMaflow e ha proceduto alla perquisizione e poi al sequestro del capannone C, ponendovi i sigilli. Si tratta del capannone dove erano posizionati i macchinari per il recupero di carta e plastica\/pvc dalla carta da parati mista, per poter rimettere nel circuito produttivo materia prima pulita.<br \/>\nNello stesso giorno il presidente della Cooperativa RiMaflow, Massimo Lettieri, veniva arrestato mentre si trovava in vacanza con moglie e figli.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10.0pt;\">Di fronte a questo, vogliamo dire con chiarezza che la nostra priorit\u00e0, assoluta e indiscutibile \u00e8 quella che Massimo torni in libert\u00e0; vogliamo possa difendersi, difendere il lavoro della cooperativa RiMaflow e la dignit\u00e0 delle sue lavoratrici e dei suoi lavoratori da uomo libero e insieme a noi tutte e tutti. La campagna &#8220;RiMaflow vivr\u00e0!&#8221; \u00e8 il nostro impegno quotidiano per perseguire quella priorit\u00e0, per ottenere quegli obiettivi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10.0pt;\">Quello che ci \u00e8 capitato, l&#8217;arresto di Massimo, le infamanti accusa a lui e alla Cooperativa di formare una &#8220;associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti\u201d, il durissimo colpo al morale di noi tutte\/i e allo stesso lavoro quotidiano della Cooperativa rappresenta un&#8217;occasione per qualche riflessione su noi stesse\/i e sui nostri progetti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10.0pt;\">I primi giorni sono stati durissimi. Il pensiero di Massimo in isolamento carcerario, la necessit\u00e0 di mettere in piedi immediatamente un pool di avvocati che potesse difendere lui e la cooperativa, l&#8217;impatto dell&#8217;arrivo dei carabinieri e dell&#8217;apposizione dei sigilli sul capannone, dove si stava provando a far funzionare un lavoro pulito di recupero di materiali da non considerare pi\u00f9 semplici &#8220;rifiuti&#8221;.<br \/>\nE allo stesso tempo la necessit\u00e0 di capire come proseguire il nostro lavoro, come non lasciarci andare ad un deriva depressiva &#8211; anche per l&#8217;infamit\u00e0 delle accuse che ci rivolgono.<br \/>\nQui non si tratta di accuse legate alla conflittualit\u00e0 sociale &#8211; dalle quali difenderci attraverso una puntale rivendicazione politica dei nostri comportamenti e la contestazione dell\u2019intero impianto accusatorio. Qui ci accusano di essere parte centrale di un&#8217;associazione a delinquere finalizzata al traffico illegale di rifiuti.<br \/>\nEsattamente tutto quello contro cui abbiamo lottato in questi anni e contro cui ancora stiamo lottando: per un lavoro pulito e dignitoso, per un territorio ecologicamente conservato e libero dalle mafie.<br \/>\nQueste ragioni, questi obiettivi, la pratica dell\u2019autogestione e della condivisione collettiva delle decisioni ci rende certi della nostra innocenza e di quella di Massimo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10.0pt;\">Il clima tra noi \u00e8 fin dal primo momento quello di chi sa che deve mettercela tutta e mantenere le ragioni e le pratiche di un&#8217;impresa collettiva, di un&#8217;autogestione fondata sulla consapevolezza delle difficolt\u00e0 e anche delle potenzialit\u00e0, sociali e politiche.<br \/>\nE allora un secondo impegno prioritario \u00e8 di far funzionare gli strumenti collettivi che ci siamo dati in questi anni. Se la Cooperativa oggi non pu\u00f2 operare pienamente, perch\u00e9 ha i conti bloccati e strumenti di lavoro sequestrati &#8211; rimangono altri strumenti operativi per continuare i nostri progetti &#8211; in particolare quelli produttivi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10.0pt;\">Dopo un primo momento di sconforto, ci stiamo riorganizzando per rispondere alle accuse infamanti rivolte al progetto Rimaflow, a partire dal l&#8217;unica nostra forza, il lavoro.<br \/>\nIl percorso del recupero della fabbrica \u00e8 partito sulla riappropriazione del nostro lavoro, come principale agente di trasformazione della societ\u00e0 e di creazione di ricchezza. Questo ha comportato, nell&#8217;impossibilit\u00e0 di investire capitali, l&#8217;investimento del nostro tempo e del nostro lavoro per il mantenimento dell&#8217;area e la creazione di attivit\u00e0 lavorative capaci di rispondere al bisogno di reddito di lavoratori\/trici e i bisogni sociali ed ecologici del territorio. Il lavoro, il nostro lavoro, \u00e8 la nostra unica ricchezza e forza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10.0pt;\">In questa fase burrascosa \u00e8 lo strumento che possiamo mettere in campo in maniera piena e consapevole per uscire da questa situazione. L\u2019unica strada per dimostrare la bont\u00e0 e la credibilit\u00e0 del progetto Rimaflow \u00e8 lavorare con ancora pi\u00f9 forza per sviluppare le attivit\u00e0 non oggetto delle indagini e che oggi creano condizioni di lavoro per 120 persone. Continuare a manutenere i capannoni per preservarne lo stato ed evitare che i rivestimenti in amianto del tetto si deteriorino, che le falde acquifere e i terreni da bonificare diventino un problema per il territorio. Perch\u00e9 questo \u00e8 Rimaflow: un bene comune per il lavoro, per riportare il lavoro e la centralit\u00e0 dei lavoratori all&#8217;interno da capannoni inquinati ed abbandonati dal padrone.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10.0pt;\">Sappiamo bene quanto sia complicato recuperare una fabbrica con l&#8217;obiettivo di ricreare condizioni di lavoro per 330 persone in una fase di crisi economica e sociale , senza il supporto delle istituzioni locali, senza capitali e soprattutto relegati in una condizione di illegalit\u00e0 dal non vedersi riconosciuto alcun titolo a stare all&#8217;interno dei locali, sulla base della difesa del concetto di propriet\u00e0 privata degli immobili, indipendentemente dalla funzione sociale che questa non esercita pi\u00f9. E quindi propriet\u00e0 privata anche costituzionalmente indifendibile. La stessa propriet\u00e0 che non ha avuto alcuna remora ad abbandonare dei capannoni con importanti problematiche ambientali.<br \/>\nIn 5 anni di recupero della fabbrica abbiamo affrontato spesso sfide, quella in cui siamo finiti oggi \u00e8 la pi\u00f9 dura ma non ci spaventa. Siamo pronti a rispondere alle accuse di associazione a delinquere, siamo pronti a rivendicare e rispondere politicamente alle accuse di attivit\u00e0 lavorativa non autorizzata. Poich\u00e9 l&#8217;unica modalit\u00e0 per recuperare la fabbrica nelle nostre condizioni \u00e8 quella di partire con attivit\u00e0 informali e contemporaneamente iniziare la trattativa per regolarizzarle. Tutte le attivit\u00e0 presenti in Rimaflow hanno questo iter. Si parte con lavoro informale, si acquisiscono le competenze e i contatti per farle funzionare e appena si creano le condizioni politiche per il riconoscimento della nostra attivit\u00e0, la regolarizziamo. Perch\u00e9 il nostro obiettivo \u00e8 sempre quello di un&#8217;attivit\u00e0 lavorativa regolare e economicamente sostenibile nata dall&#8217;investimento del lavoro e non dei capitali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10.0pt;\">E cos\u00ec in un clima difficile ma anche di generosa partecipazione, continuiamo a lavorare e a costruire l&#8217;esperienza quotidiana di un&#8217;impresa collettiva autogestita.<br \/>\nQuesto \u00e8 possibile anche perch\u00e9 fin dal primo momento abbiamo voluto costituire differenti strumenti di operativit\u00e0, mantenendo il massimo di regolarit\u00e0 possibile nel quadro di un&#8217;occupazione illegale.<br \/>\nCos\u00ec abbiamo costruito, oltre alla Cooperativa, anche l&#8217;Associazione Occupy Maflow, l\u2019Associazione Fuorimercato \u2013 Cittadella dell\u2019altra economia (gli artigiani), il Cral (per le attivit\u00e0 di somministrazione e culturali), la prima Associazione Fuorimercato, per la salvaguardia dell\u2019ecosistema e per la sovranit\u00e0 alimentare (insieme a SOS Rosarno), e da poco anche una Srl, totalmente controllata dalla Cooperativa, per alcune attivit\u00e0 produttive altrimenti impossibili.<br \/>\nSe la pratica dell&#8217;autogestione \u00e8 alla base di ognuno di questi strumenti \u2013 ed \u00e8 una pratica per noi irrinunciabile, evidentemente \u2013 allo stesso tempo questa differenziazione ci permetter\u00e0 di mantenere attive le attivit\u00e0 e il lavoro di tutte le 120 persone oggi presenti dentro RiMaflow (tra le quali, ovviamente, c&#8217;\u00e8 anche Massimo che vogliamo presto ancora tra noi).<br \/>\nQuesta \u00e8 una prima riflessione importante: anche nel quadro di un\u2019occupazione illegale, diventa importante costruire strumenti operativi adeguati, che possano essere difesi e che possano dare continuit\u00e0 al lavoro e quindi sicurezza a lavoratrici e lavoratori. Non si tratta di essere \u201clegalitari\u201d, quanto di costruire alternative sostenibili e di non mandare allo sbaraglio donne e uomini che hanno gi\u00e0 pagato una volta (o anche di pi\u00f9) la crisi economica e la marginalit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10.0pt;\">La ripartenza di RiMaflow \u00e8 possibile anche grazie ad un&#8217;altra grande risorsa: la fortissima solidariet\u00e0 che abbiamo sentito intorno a noi in questi giorni.<br \/>\nMessaggi mail, telefonate, post sui social, impegni per iniziative per noi\/con noi, le prime raccolte di fondi per permetterci di lavorare e contribuire alle spese legali.<br \/>\nTutto questo ci d\u00e0 forza e ci conferma in una delle nostre tenaci volont\u00e0: quella di costruire una rete\/organizzazione di esperienze autogestite, alternative e solidali.<br \/>\nFuorimercato &#8211; Autogestione in movimento, e tutte le sue realt\u00e0, si \u00e8 immediatamente attivata su tutto il territorio nazionale e anche coinvolgendo realt\u00e0 organizzate in tutto il mondo e questo ci rende ancora pi\u00f9 coscienti della necessit\u00e0 di questo spazio organizzativo: se infatti da una parte siamo molto contente\/i di ogni solidariet\u00e0 che arriva, di ogni impegno che si affianca alla nostra campagna &#8211; questa stessa campagna \u00e8 un&#8217;occasione per l&#8217;organizzazione di questa stessa solidariet\u00e0.<br \/>\nRafforzare Fuorimercato, allargare la sua rete, organizzare in maniera pi\u00f9 stabile gli scambi, le relazioni, i legami sociali-politici e economici \u00e8 la nostra maggiore risorsa affinch\u00e9 Rimaflow continui a vivere e affinch\u00e9 qualsiasi altra realt\u00e0 possa sperare di crescere nella consapevolezza di far parte di qualcosa di pi\u00f9 grande, con prospettive legate al conflitto sociale e alla proposta di un&#8217;alternativa. Che vive nelle nostre iniziative di oggi.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da FuoriMercato 18 settembre 2018 Come si vive in RiMaflow da quel maledettissimo 26 luglio ? 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