{"id":12022,"date":"2018-11-27T19:11:51","date_gmt":"2018-11-27T18:11:51","guid":{"rendered":"https:\/\/rimaflow.it\/?p=12022"},"modified":"2019-11-03T20:45:54","modified_gmt":"2019-11-03T19:45:54","slug":"rassegna-stampa-del-27-novembre-2018","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rimaflow.it\/index.php\/2018\/11\/27\/rassegna-stampa-del-27-novembre-2018\/","title":{"rendered":"RASSEGNA STAMPA del 27 novembre 2018"},"content":{"rendered":"<h2>RiMaflow, a rischio sgombero dieci anni di fabbrica recuperata e di lotta<\/h2>\n<h4>A Trezzano sul Naviglio gli operai hanno creato la \u00abCittadella dell\u2019altra economia\u00bb. Giovanni Impastato: \u00abMassima vicinanza\u00bb<\/h4>\n<p><strong>Da <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/a-rischio-sgombero-dieci-anni-di-lotta-e-fabbrica-recuperata\/\">&#8220;il manifesto&#8221;<\/a><\/strong> del 27 11 2018<\/p>\n<p>Di Roberto Maggioni\/<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-12028\" src=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/il-manifesto-27-11-18-621-414.jpg\" alt=\"\" width=\"621\" height=\"415\" srcset=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/il-manifesto-27-11-18-621-414.jpg 782w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/il-manifesto-27-11-18-621-414-300x200.jpg 300w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/il-manifesto-27-11-18-621-414-768x513.jpg 768w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/il-manifesto-27-11-18-621-414-134x90.jpg 134w\" sizes=\"(max-width: 621px) 100vw, 621px\" \/><\/p>\n<p>Uno degli ultimi messaggi di solidariet\u00e0 \u00e8 arrivato pochi giorni fa da oltre mille chilometri di distanza: \u00abMassima vicinanza a chi ha tentato di riqualificare una fabbrica destinata alla chiusura creando una Cittadella dell\u2019altra economia che oggi qualcuno vuole bloccare\u00bb. Parole pronunciate a Cinisi da Giovanni Impastato, fratello di Peppino, durante un incontro pubblico intitolato \u00abdisobbedire non \u00e8 reato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>IMPASTATO HA ABBRACCIATO<\/strong> e salutato uno degli operai della RiMaflow sceso a Cinisi a raccontare la storia di questa fabbrica di Trezzano sul Naviglio, 10 Km in linea d\u2019aria dal Duomo di Milano, che da sei anni \u00e8 diventata la principale esperienza di fabbrica recuperata in Italia, un villaggio solidale dove la crisi ha cambiato verso grazie alla lotta degli operai diventando nuova opportunit\u00e0 di lavoro, socialit\u00e0 e integrazione. Ora per\u00f2 tutto questo rischia di finire, pende sulla RiMaflow lo sgombero annunciato per il 28 novembre, uno sgombero che al danno unisce la beffa.<\/p>\n<p><strong>UN\u2019ESPERIENZA SOLIDALE<\/strong> nata contro la speculazione \u00e8 finita in mezzo \u2013 letteralmente \u2013 ad un\u2019inchiesta per traffico di rifiuti e ora la propriet\u00e0 dei capannoni, la banca Unicredit, ha deciso di sfrattare i 120 lavoratori e le decine di soggetti che hanno trovato casa all\u2019interno di quei capannoni. Quella della RiMaflow \u00e8 una storia che getta i semi attorno al 2005, quando quei capannoni si chiamavano solo Maflow.<\/p>\n<p>Era una fabbrica che impiegava 350 lavoratori e che produceva tubi per condizionatori e auto. Una delle tante aziende dell\u2019hinterland di Milano che stavano scegliendo di lasciare questo Paese alla ricerca di manodopera a prezzi pi\u00f9 bassi. La Maflow in quegli anni inizia a trasferire parti della produzione all\u2019estero, mette in cassa integrazione i dipendenti, sposta i macchinari pi\u00f9 importanti in Polonia, perde le principali commesse, come quella con la BMW.<\/p>\n<p><strong>UNA CASCATA DI EVENTI<\/strong> negativi che portano i lavoratori nel 2009 ad intraprendere una dura lotta fino all\u2019occupazione dei capannoni. Non vogliono che i cancelli si chiudano e propongono soluzioni alternative. Tra loro c\u2019\u00e8 un sindacalista della Cub particolarmente testardo, Massimo Lettieri.<\/p>\n<p>Chiede di incontrare il liquidatore, guardare la situazione reale dell\u2019azienda, parlarsi, cercare insieme un nuovo investitore. Insomma, dare un futuro all\u2019azienda e a 350 persone. I nuovi compratori polacchi vogliono tenere solo i lavoratori non iscritti al sindacato e nell\u2019assenza di progettualit\u00e0 lentamente la Maflow muore. Picchetti, manifestazioni e incontri in Prefettura a Milano non impediscono la chiusura definitiva a dicembre 2012.<\/p>\n<p><strong>A QUEL PUNTO UN GRUPPO<\/strong> di operai decide che non si pu\u00f2 tornare a casa cos\u00ec. \u00abFacciamo come in Argentina, lavoriamo senza padroni\u00bb propone qualcuno. \u00c8 l\u2019anno del \u00abWe are the 99%\u00bb, nasce Occupy Maflow che presto diventer\u00e0 RiMaflow: fabbrica recuperata. Dalla produzione di tubi per auto si passa al riuso e riciclo di apparecchiature elettriche ed elettroniche.<\/p>\n<p>La Cittadella dell\u2019altra economia prende forma. Nasce la cooperativa il cui presidente \u00e8 quel sindacalista testardo, Massimo Lettieri, che in quegli anni non si era mai arreso a chi aveva dichiarato fallimento portando il bene materiale pi\u00f9 prezioso per un\u2019azienda, i macchinari, altrove. Alla cooperativa poi negli anni si affiancano decine di altri soggetti tra falegnami, tappezzieri, artigiani che danno vita alla Casa del Mutuo Soccorso.<\/p>\n<p><strong>I SOCI DELLA CASA<\/strong> attraverso il versamento di una quota annuale possono operare all\u2019interno della Cittadella. Si costruisce quella che diventer\u00e0 la rete nazionale \u00abFuorimercato\u00bb. RiMaflow aderisce alla rete di Communia, ha delle sorelle a Milano nello spazio sociale RiMake, collabora con Libera, si occupa di antimafia sociale in un territorio, il sud Milano, pesantemente infiltrato dalla \u2019ndrangheta. Anche Caritas Ambrosiana e Casa della Carit\u00e0 sostengono questa esperienza, cos\u00ec come il parroco di Trezzano, Don Franco, sempre al fianco dei lavoratori nei momenti difficili come in quelli gioiosi: sar\u00e0 proprio Don Franco a sposare Massimo, il sindacalista testardo, e Anna.<\/p>\n<p>Una grande festa in uno dei beni confiscati alle mafie nell\u2019hinterland sud di Milano, la Masseria di Cisliano. Dalla collaborazione con gli Archivi della Resistenza di Fosdinovo nasce l\u2019Amaro Partigiano, gi\u00e0 un classico del Natale degli antifascisti. Per questi lavoratori la sfida pi\u00f9 difficile \u00e8 sempre stata quella di uscire dall\u2019illegalit\u00e0 iniziale, l\u2019occupazione della fabbrica, e regolarizzare le attivit\u00e0. Tenendo bene in mente una cosa: si fa tutto per il bene comune, mai per il profitto privato.<\/p>\n<p><strong>GLI SFORZI PER REGOLARIZZARSI<\/strong> crollano la mattina del 26 luglio 2018 quando nove persone vengono arrestate per traffico illecito di rifiuti. Tra loro c\u2019\u00e8 anche il sindacalista testardo, Massimo Lettieri, presidente della cooperativa. Uno dei capannoni sequestrati si trova all\u2019interno della cittadella della RiMaflow, Massimo si ritrova accusato di \u00abassociazione per delinquere finalizzata al traffico di rifiuti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>PER LUI SCATTA LA MISURA<\/strong> cautelare in carcere, ci rester\u00e0 quattro mesi. \u00abCon le ditte che ci hanno conferito macchinari e materiali con regolari documenti di trasporto, alcune delle quali figurano tra quelle indagate, non abbiamo nulla a che fare per qualsiasi altra loro attivit\u00e0\u00bb scrivono i lavoratori a poche ore dall\u2019arresto.<\/p>\n<p>Al centro dell\u2019inchiesta della procura di Milano finisce il progetto sulla lavorazione di scarti di produzione di carta da parati. \u00abSiamo certi di poter dimostrare la nostra estraneit\u00e0 a questa vicenda e di poterne uscire appena inizier\u00e0 il processo\u00bb ha detto pi\u00f9 volte Gigi Malabarba, sindacalista, gi\u00e0 parlamentare con Rifondazione Comunista che negli della lotta contro la chiusura della Maflow conobbe Massimo Lettieri e non lo moll\u00f2 pi\u00f9.<\/p>\n<p>\u00abSe di Massimo si volesse sintetizzare la figura \u00e8 proprio l\u2019emblema vivente della lotta contro ci\u00f2 per cui \u00e8 stato arrestato\u00bb. Qualche giorno fa Massimo e Gigi sono stati ospiti di Claudio Jampaglia a <em>Radio Popolare<\/em>, Malabarba in studio, Lettieri al telefono dagli arresti domiciliari. \u00abOrmai sono 10 anni di lotta\u00bb ha detto Massimo un po\u2019 emozionato al telefono. \u00abUna lotta necessaria, il capitalismo ha preso il sopravvento sulle persone. Ora sono stato anche in galera, ho visto gli ultimi degli ultimi, conosco gli operai che perdono il lavoro, ci sono una marea di persone che non hanno voce. L\u2019unica opportunit\u00e0 che abbiamo \u00e8 organizzare esperienze positive che diano voce a queste persone\u00bb. Tutto questo dal 28 novembre potrebbe non esistere pi\u00f9. O almeno non a Trezzano, in quella Cittadella autogestita senza padroni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-11063\" src=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/testatina-rossa-NUOVA-dicono-di-noi-621-.jpg\" alt=\"\" width=\"621\" height=\"33\" srcset=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/testatina-rossa-NUOVA-dicono-di-noi-621-.jpg 621w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/testatina-rossa-NUOVA-dicono-di-noi-621--300x16.jpg 300w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/testatina-rossa-NUOVA-dicono-di-noi-621--610x33.jpg 610w\" sizes=\"(max-width: 621px) 100vw, 621px\" \/><\/p>\n<h2>La fabbrica rigenerata sotto sgombero per ordine di Unicredit<\/h2>\n<h4>La storia di RiMaflow, la fabbrica occupata che d\u00e0 lavoro a 120 persone.<\/h4>\n<p>Da <strong><a href=\"http:\/\/www.radiocittafujiko.it\/news\/la-fabbrica-rigenerata-sotto-sgombero-per-ordine-di-unicredit?fbclid=IwAR20hZNyq96PanUW_aPusXAiAlYYCtn-68f8zrEFHB3_AUAkDVPJjDNxTOY\">Radio Citt\u00e0 Fujiko<\/a><\/strong> \/ Marted\u00ec 27 Novembre 2018<\/p>\n<p>di Alessandro Canella<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-12030\" src=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/cancelli-962-414-.jpg\" alt=\"\" width=\"621\" height=\"414\" srcset=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/cancelli-962-414-.jpg 621w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/cancelli-962-414--300x200.jpg 300w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/cancelli-962-414--134x90.jpg 134w\" sizes=\"(max-width: 621px) 100vw, 621px\" \/><\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\">INTERVISTA A GIGI MALABARBA<\/h4>\n<p><!--[if lt IE 9]><script>document.createElement('audio');<\/script><![endif]--><br \/>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-12022-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/RiMaflow_GigiMalabarba-RADIO-Fujiko-.mp3?_=1\" \/><a href=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/RiMaflow_GigiMalabarba-RADIO-Fujiko-.mp3\">https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/RiMaflow_GigiMalabarba-RADIO-Fujiko-.mp3<\/a><\/audio><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da una fabbrica fallita, con un imprenditore polacco che compra e delocalizza, e 330 lavoratori lasciati a casa, \u00e8 nata invece una fabbrica rigenerata, occupata dai lavoratori, che ha creato 120 posti di lavoro. \u00c8 la RiMaflow di Trezzano sul Naviglio, che domani rischia lo sgombero perch\u00e9 Unicredit, proprietaria dell&#8217;immobile, non vuole regolarizzarla. L&#8217;intervista a Gigi Malabarba.<\/p>\n<p>Poteva essere una storia come tante altre, con una fabbrica in bancarotta, un imprenditore che l&#8217;acquista a prezzo stracciato e trasferisce in Polonia la produzione e <strong>330 lavoratori licenziati<\/strong>.<br \/>\nInvece la vicenda di <strong>Maflow<\/strong> di Trezzano sul Naviglio ha assunto una direzione diversa, con <strong>un&#8217;occupazione da parte degli operai, la rigenerazione della fabbrica sul modello argentino e la creazione di 120 posti di lavoro grazie al mutualismo e all&#8217;autorganizzazione<\/strong>.<br \/>\nOra, per\u00f2, questa storia rischia di finire malamente per colpa di una banca, la<strong> Unicredit<\/strong>, che \u00e8 proprietaria dell&#8217;immobile e vuole sgomberarlo.<\/p>\n<p>&#8220;Tutto comincia nel 2009 &#8211; racconta ai nostri microfoni <strong>Gigi Malabarba<\/strong>, un passato da parlarmentare di Rifondazione Comunista &#8211; quindi quasi dieci anni fa, quando la Maflow va in bancarotta. Si \u00e8 presentato un imprenditore polacco che ha fatto finta di rilanciare il sito produttivo, ma in due anni, dopo aver tenuto 80 lavoratori e lasciato in cassintegrazione gli altri 250, licenzia tutti e delocalizza&#8221;.<br \/>\n\u00c8 a quel punto che una quindicina di operai licenziati, capeggiati da<strong> Massimo Lettieri<\/strong>, sindacalista Cub, decide di occupare la fabbrica e rigenerarla, sulla scia di quanto \u00e8 accaduto con la crisi argentina.<\/p>\n<p>Oltre al nucleo iniziale di operai, nel tempo arrivano artigiani, disoccupati di altre fabbriche, pensionati e nel giro di sei anni RiMaflow riesce a creare 120 posti di lavoro. Il tutto attraverso <strong>un&#8217;attivit\u00e0 produttiva che fa del riuso e del riciclo il proprio punto di forza<\/strong>.<br \/>\n&#8220;Fin da subito abbiamo chiesto ad Unicredit, proprietaria dell&#8217;immobile, di regolare la nostra posizione, perch\u00e9 siamo tuttora in occupazione &#8211; sottolinea Malabarba &#8211; Per un periodo Unicredit ha fatto finta di discutere con noi, attraverso un tavolo di negoziato in Prefettura&#8221;.<\/p>\n<p>Un anno fa, per\u00f2, la banca ha abbandonato il tavolo e chiesto<strong> lo sfratto per RiMaflow<\/strong>. O meglio: ha chiesto lo sfratto per l&#8217;immobiliare Virum, che aveva in leasing l&#8217;edificio, che da quando \u00e8 fallita la fabbrica non ha pi\u00f9 potuto pagare. L&#8217;istituto finanziario, quindi, ha avviato la procedura per arrivare a sgomberare lo stabile.<br \/>\n<strong>Domani i lavoratori di RiMaflow dovranno fronteggiare il secondo sfratto esecutivo con forza pubblica<\/strong>, dopo aver ottenuto un rinvio lo scorso 19 settembre.<\/p>\n<p>Come se non bastasse, la cooperativa RiMaflow \u00e8 stata coinvolta in <strong>un&#8217;inchiesta sullo smaltimento illecito di rifiuti<\/strong>, che ha portato prima in carcere e poi ai domiciliari il suo presidente, Massimo Lettieri.<br \/>\n&#8220;Noi respingiamo al mittente ogni accusa e chiediamo la liberazione di Massimo &#8211; afferma Malabarba &#8211; Non \u00e8 pensabile che un&#8217;esperienza nata per sottrarre alla &#8216;ndrangheta il traffico di rifiuti, venga accusata di cose cos\u00ec infamanti&#8221;.<\/p>\n<p>Domattina, giorno in cui \u00e8 atteso l&#8217;arrivo dell&#8217;ufficiale giudiziario con le forze dell&#8217;ordine pronte ad eseguire lo sgombero, i lavoratori si sono dati appuntamento alle 8.00 e hanno chiamato a raccolta quanti credono nelle forme di mutualismo e solidariet\u00e0 e nell&#8217;esperienza di RiMaflow.<br \/>\nCi\u00f2 che chiedono \u00e8 di <strong>riaprire il tavolo in Prefettura e di arrivare a un accordo<\/strong> che, dopo un periodo di comodato d&#8217;uso gratuito, possa portare alla corresponsione di un affitto per rimanere nello stabilimento di Trezzano sul Naviglio.<\/p>\n<p>&#8220;Non si tratta di una questione di ordine pubblico &#8211; insiste Malabarba &#8211; ma \u00e8 una questione sociale e politica&#8221;. Dopo i 330 licenziamenti e la creazione, invece, di 120 posti di lavoro, non \u00e8 pensabile che l&#8217;esperienza di RiMaflow venga spazzata via in questo modo.<br \/>\nGrande assenti in tutta questa vicenda sembrano essere le istituzioni che, se non si sono dimostrate troppo timide, sono state apertamente contrarie all&#8217;esperienza. Primo fra tutti il Comune di Trezzano sul Naviglio, il cui vicesindaco \u00e8 esponente della stessa Unicredit.<\/p>\n<p>&#8220;Quello che per\u00f2 ci ha sorpreso &#8211; conclude l&#8217;ex parlamentare di Rifondazione &#8211; \u00e8 che abbiamo trovato forze sociali, anche di percorsi distanti dal nostro, schierarsi al nostro fianco, come ha fatto la <strong>Caritas<\/strong>&#8220;.<br \/>\nUn fronte sociale inedito, che fa della solidariet\u00e0 e del mutualismo i propri punti di forza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-11063\" src=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/testatina-rossa-NUOVA-dicono-di-noi-621-.jpg\" alt=\"\" width=\"621\" height=\"33\" srcset=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/testatina-rossa-NUOVA-dicono-di-noi-621-.jpg 621w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/testatina-rossa-NUOVA-dicono-di-noi-621--300x16.jpg 300w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/testatina-rossa-NUOVA-dicono-di-noi-621--610x33.jpg 610w\" sizes=\"(max-width: 621px) 100vw, 621px\" \/><\/p>\n<h2>Rischia lo sfratto RiMaflow, fabbrica autogestita<\/h2>\n<p>Da <a href=\"http:\/\/www.metronews.it\/18\/11\/27\/rischia-lo-sfratto-rimaflow-fabbrica-autogestita.html\">&#8220;<strong>METRO&#8221;<\/strong><\/a> &#8211; Marted\u00ec 27 Novembre 2018<\/p>\n<p>Di <strong>Paola Rizzi<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-12031\" src=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/Massimo-Lettieri-Vescovo-di-Milano-Don-Massimo-Mapelli-Caritas-621-414-.jpg\" alt=\"\" width=\"621\" height=\"414\" srcset=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/Massimo-Lettieri-Vescovo-di-Milano-Don-Massimo-Mapelli-Caritas-621-414-.jpg 621w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/Massimo-Lettieri-Vescovo-di-Milano-Don-Massimo-Mapelli-Caritas-621-414--300x200.jpg 300w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/Massimo-Lettieri-Vescovo-di-Milano-Don-Massimo-Mapelli-Caritas-621-414--134x90.jpg 134w\" sizes=\"(max-width: 621px) 100vw, 621px\" \/><\/p>\n<p>Tra gli sponsor hanno anche <strong>Papa Bergoglio<\/strong>, che li ha ricevuti due volte. Ma forse non basta: domani l\u2019ufficiale giudiziario potrebbe mettere la parola fine all\u2019esperienza, unica in Italia, della <strong>RiMaflow,<\/strong> fabbrica automotive di <strong>Trezzano sul Naviglio<\/strong> (allora si chiamava Maflow) <strong>chiusa nel 2013, ma tenuta in vita dagli operai riuniti in cooperativa, che nei 30 mila metri quadri, altrimenti destinati all\u2019abbandono hanno creato lavoro e una speranza per il futuro, il sogno di una fabbrica che non muore ma si ricicla<\/strong>. In 4 capannoni negli anni si sono alternate attivit\u00e0 diverse: dai <strong>laboratori artigiani, alla mensa, alla riparazione di computer e cellulare, al coworking, al rimessaggio camper<\/strong>. <strong>Oggi ci lavorano 120 persone,\u00a0 fra ex dipendenti Maflow, artigiani e disoccupati che si sono aggiunti ai 20 soci iniziali.<\/strong> Un esperimento sociale sostenuto anche da<strong> Caritas e Libera <\/strong>e studiato nelle universit\u00e0 di tutto il mondo.<br \/>\nIl tutto \u00e8 avvenuto in un regime di occupazione, quindi illegale, ma di fatto tollerata, tanto che dal 2015 presso la prefettura si era insediato un tavolo con la propriet\u00e0 dell\u2019area,<strong> Unicredit leasing, e il Comune di Trezzano <\/strong>per un protocollo d\u2019intesa che prevedesse un comodato d\u2019uso di qualche anno per arrivare poi a pagare l\u2019affitto, una volta che alcune attivit\u00e0 avessero preso l\u2019abbrivio grazie alla regolarizzazione.<br \/>\nPuntavano sul riuso,\u00a0 contro lo spreco, ed avevano avviato con un esterno una sperimentazione per il riciclo del pvc contenuto nella carta da parati. Ma sono inciampati in un incidente grave, un\u2019inchiesta che ha coinvolto altre aziende e i fornitori del materiale nell\u2019accusa di associazione a delinquere per traffico illecito di rifiuti. <strong>A luglio \u00e8 stato arrestato il presidente della cooperativa RiMaflow Massimo Lettieri, ora ai domiciliari<\/strong>. \u00abL\u2019unico nostro illecito, alla luce del sole,\u00a0 \u00e8 l\u2019occupazione &#8211; dice <strong>Gigi Malabarba<\/strong> &#8211; da anni lottiamo per trasformare le nostre attivit\u00e0 irregolari in lavoro regolare proprio puntando su un ciclo virtuoso dei rifiuti dialogando con tutte le istituzioni.\u00a0 L\u2019inchiesta \u00e8 paradossale e siamo certi che Massimo ne uscir\u00e0 a testa alta\u00bb. Le altre attivit\u00e0 sono proseguite, ma \u00e8 stata una batosta, con la contemporanea interruzione delle trattative con Unicredit, che ha accelerato sullo sgombero. \u00abImprovvisamente sembra che non si voglia pi\u00f9 tenere in vita questa esperienza\u00bb dice<strong> Michele Morini,<\/strong> un altro socio. I negoziati con la propriet\u00e0 continuano anche in queste ore. La speranza \u00e8 che venga offerta una sede alternativa e molti sono i soggetti che si sono attivati, dalla Caritas, a Don Rigoldi, all\u2019imprenditore <strong>Cabassi<\/strong>, proprietario della sede del Leoncavallo. Domani dalle 8 presidio nella fabbrica di via\u00a0 Boccaccio 1.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-11063\" src=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/testatina-rossa-NUOVA-dicono-di-noi-621-.jpg\" alt=\"\" width=\"621\" height=\"33\" srcset=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/testatina-rossa-NUOVA-dicono-di-noi-621-.jpg 621w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/testatina-rossa-NUOVA-dicono-di-noi-621--300x16.jpg 300w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/testatina-rossa-NUOVA-dicono-di-noi-621--610x33.jpg 610w\" sizes=\"(max-width: 621px) 100vw, 621px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Milano, Unicredit contro RiMaflow, tutti contro Unicredit<\/h2>\n<p>Da <strong><a href=\"https:\/\/www.popoffquotidiano.it\/2018\/11\/27\/milano-unicredit-contro-rimaflow-tutti-contro-unicredit\/\">&#8220;Popoff&#8221;<\/a><\/strong> &#8211; Marted\u00ec 27 Novembre 2018<\/p>\n<p>Di redazione<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-12032\" src=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/locandina-antisfratto-16-noni-621-414.jpg\" alt=\"\" width=\"621\" height=\"414\" srcset=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/locandina-antisfratto-16-noni-621-414.jpg 621w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/locandina-antisfratto-16-noni-621-414-300x200.jpg 300w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/locandina-antisfratto-16-noni-621-414-134x90.jpg 134w\" sizes=\"(max-width: 621px) 100vw, 621px\" \/><\/p>\n<p>La mattina di mercoled\u00ec 28 novembre Unicredit Leasing rischia di cancellare con la forza la RiMaflow di Trezzano sul Naviglio, un\u2019esperienza di autogestione operaia e di mutualismo che in quasi sei anni ha creato dal niente e senza aiuto alcuno 120 posti di lavoro.<\/p>\n<p>Il Leasing caccia lavoratori e lavoratrici attraverso un decreto di sfratto nei confronti di Virum, un\u2019immobiliare inadempiente e inesistente da anni nel sito.<\/p>\n<p>Il decreto del Tribunale permette di ottenere la liberazione dell\u2019area da persone e da cose mentre le istituzioni sbandierano un\u2019inchiesta sullo smaltimento illecito dei rifiuti, che ha portato all\u2019accusa infamante di RiMaflow come parte di un\u2019associazione a delinquere e all\u2019arresto del presidente della Cooperativa, Massimo Lettieri: ossia il rovescio esatto di quanto fatto in questi anni come scelta ambientalista e di contrasto della criminalit\u00e0 organizzata sul nostro territorio da parte di RiMaflow!<\/p>\n<p>Di questa inchiesta non si parla gi\u00e0 pi\u00f9 e si concluder\u00e0 forse senza neppure celebrare un processo, mentre Virum si \u00e8 sciolta come neve al sole ma sembra rimanere in vita solo per essere oggetto dello sfratto! Unicredit Leasing non accetta la regolarizzazione dell\u2019occupazione, come proposto anche dalla Prefettura di Milano per l\u2019alto valore sociale dell\u2019esperienza operaia di tutti questi anni, anni in cui la fabbrica sarebbe stata magari riempita di rifiuti poi dati alle fiamme, come succede ormai quotidianamente proprio in questi territori. Mentre se ci\u00f2 non \u00e8 avvenuto, come non \u00e8 avvenuta alcuna altra conseguenza devastante di inquinamento \u2013 dati i tetti in amianto e il sottosuolo contaminato \u2013 \u00e8 proprio per la custodia del bene da parte dei lavoratori e delle lavoratrici presidianti.<\/p>\n<p>Nessuna istituzione ha dato una mano a trasformare decine e decine di occasioni di lavoro informale in posti di lavoro regolari, ma decine e decine di operai e artigiani sono riusciti a regolarizzarsi proprio attraverso l\u2019attivit\u00e0 della Cooperativa RiMaflow colpita e messa in mora dall\u2019inchiesta giudiziaria.<\/p>\n<p>Proprio come in questi giorni a Riace o al Baobab Experience di Roma le istituzioni cancellano esempi straordinari e a noi vicini di accoglienza nel nome della ripristinata \u2018legalit\u00e0\u2019, cos\u00ec nei confronti di RiMaflow istituzioni inadempienti gioiscono della ripristinata \u2018legalit\u00e0\u2019, provocando il licenziamento per la seconda volta di 120 persone e restituendo all\u2019abbandono e al degrado 30mila metri quadri di capannoni!<\/p>\n<p>Noi non accettiamo questa situazione! Sono migliaia le personalit\u00e0, le associazioni e i movimenti anche su scala internazionale, cos\u00ec come i semplici cittadini che hanno manifestato solidariet\u00e0 a RiMaflow e hanno chiesto e chiedono un tavolo negoziale che impedisca lo sgombero.<\/p>\n<p>Lo rivendicheremo fino al 28 mattina quando saremo ancora una volta tutte e tutti insieme a spiegare all\u2019Ufficiale giudiziario le nostre ragioni e le soluzioni possibili alla controversia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RiMaflow, a rischio sgombero dieci anni di fabbrica recuperata e di lotta A Trezzano sul Naviglio gli operai hanno creato la \u00abCittadella dell\u2019altra economia\u00bb. Giovanni Impastato: \u00abMassima vicinanza\u00bb Da &#8220;il manifesto&#8221; del 27 11 2018 Di Roberto Maggioni\/ Uno degli ultimi messaggi di solidariet\u00e0 \u00e8 arrivato pochi giorni fa da oltre mille chilometri di distanza: [&#038;hellip<\/p>\n","protected":false},"author":1757,"featured_media":12034,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1,366,384],"tags":[130,27,308,324,378],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/rimaflow.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12022"}],"collection":[{"href":"https:\/\/rimaflow.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/rimaflow.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/rimaflow.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1757"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/rimaflow.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12022"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/rimaflow.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12022\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12036,"href":"https:\/\/rimaflow.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12022\/revisions\/12036"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/rimaflow.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12034"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/rimaflow.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12022"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/rimaflow.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12022"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/rimaflow.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12022"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}