{"id":12054,"date":"2018-11-29T15:15:08","date_gmt":"2018-11-29T14:15:08","guid":{"rendered":"https:\/\/rimaflow.it\/?p=12054"},"modified":"2019-11-03T20:45:30","modified_gmt":"2019-11-03T19:45:30","slug":"rassegna-stampa-del-29-11-18","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rimaflow.it\/index.php\/2018\/11\/29\/rassegna-stampa-del-29-11-18\/","title":{"rendered":"RASSEGNA STAMPA DEL 29\/11\/18"},"content":{"rendered":"<h2><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-12055\" src=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/29storie-ri-maflow-lapresse-621.jpg\" alt=\"\" width=\"621\" height=\"414\" srcset=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/29storie-ri-maflow-lapresse-621.jpg 621w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/29storie-ri-maflow-lapresse-621-300x200.jpg 300w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/29storie-ri-maflow-lapresse-621-134x90.jpg 134w\" sizes=\"(max-width: 621px) 100vw, 621px\" \/><\/h2>\n<p>Da <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/rimaflow-la-lotta-paga\/\"><strong>il manifesto<\/strong><\/a> del 29\/11\/18<\/p>\n<h2 class=\"entry-title main-title\">RiMaflow, la lotta paga<\/h2>\n<h4 class=\"entry-title main-title\">RiMaflow. Hanno vinto i lavoratori e i tanti &#8211; oltre 300 persone &#8211; che ieri hanno presidiato l\u2019area: lo sfratto della fabbrica recuperata di Trezzano sul Naviglio \u00e8 stato sospeso fino al 30 aprile 2019<\/h4>\n<p>Di <strong>Roberto Maggioni<\/strong><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<p>Alla RiMaflow hanno vinto i lavoratori, la solidariet\u00e0 e una benvenuta sensibilit\u00e0 istituzionale. Un tempo si sarebbe detto \u00abla lotta paga\u00bb: \u00e8 stato cos\u00ec. Lo sfratto della fabbrica recuperata di Trezzano sul Naviglio \u00e8 stato sospeso fino al 30 aprile 2019.<\/p>\n<p><strong>I PROSSIMI MESI<\/strong> serviranno a trasferire la RiMaflow altrove e lasciare quei capannoni abbandonati e da bonificare alla propriet\u00e0, Unicredit. La nuova sede potrebbe essere poco distante da dove si trova oggi la RiMaflow, i lavoratori hanno gi\u00e0 messo gli occhi su un capannone confinante con l\u2019attuale area e legato alla storia della vecchia Maflow. L\u2019accordo sulla sospensione dello sfratto \u00e8 arrivato in Prefettura a Milano mentre davanti oltre 300 persone presidiavano l\u2019area interna ed esterna dei capannoni. C\u2019erano giovani, meno giovani, operai, sindacalisti, attivisti, persone comuni che da un po\u2019 di tempo non si incrociavano tutte insieme per qualcosa di comune.<\/p>\n<p><strong>IN ALTO, ALL\u2019INGRESSO<\/strong> della portineria, lo striscione simbolo di dieci anni di lotta: \u00able nostre vite valgono pi\u00f9 dei loro profitti\u00bb. Unicredit e la Prefettura hanno riconosciuto per la prima volta questa esperienza come controparte, definendola nel protocollo \u00abfabbrica recuperata\u00bb. \u00c8 scritto anche che Unicredit dar\u00e0 un contributo economico al fondo della Caritas Ambrosiana per il sostegno al lavoro. Nella trattativa un importante ruolo di garanzia lo hanno avuto l\u2019immobiliarista Marco Cabassi e la Caritas Ambrosiana, a partire dal suo presidente Luciano Gualzetti.<\/p>\n<p><strong>\u00ab\u00c8 STATA UN VITTORIA<\/strong> straordinaria e in parte inattesa\u00bb ci dice Gigi Malabarba, tra i protagonisti di questa storia. Malabarba 10 anni fa conobbe Massimo Lettieri e la vertenza dell\u2019allora Maflow, oggi \u00e8 una delle persone pi\u00f9 coinvolte nei progetti della Cittadella dell\u2019altra economia. \u00abVolevamo un negoziato con Unicredt ed eravamo preoccupati di evitare lo sgombero, invece non solo abbiamo avuto la sospensione ma anche un accordo di merito\u00bb. Una vittoria sociale, nel senso che tanti soggetti hanno concorso a questo risultato. \u00ab\u00c8 stata una cosa enorme e abbiamo visto al nostro fianco figure non tradizionalmente nelle lotte\u00bb. Malabarba si riferisce in particolare al cattolicesimo sociale attivo a Milano.<\/p>\n<p>La Caritas, il parroco di Trezzano sul Naviglio si sono innamorati di questa storia e dopo aver contribuito a farla crescere si sono spesi con le istituzioni affinch\u00e9 non morisse.<\/p>\n<p><strong>\u00abLA FIRMA IN CALCE<\/strong> all\u2019accordo del direttore della Caritas Ambrosiana Luciano Gualzetti, la firma del prefetto di Milano Renato Saccone, dei dirigenti di Unicredit e della cooperativa RiMaflow sono la dimostrazione che si va in una direzione importante. Come garante dell\u2019accordo si \u00e8 impegnato anche l\u2019immobiliarista Marco Cabassi\u00bb. Ora l\u2019idea \u00e8 costituire un soggetto n\u00e9 pubblico n\u00e9 privato, fatto di forze che vogliano impegnarsi per la tutela del bene comune e del lavoro, e magari un giorno tornare a dare lavoro a 330 persone, tanti quanti erano i dipendenti della vecchia Maflow.<\/p>\n<p>\u00abQualcosa che possa essere una risposta anche alla crisi del cooperativismo\u00bb dice Malabarba \u00abche spesso \u00e8 diventato uno strumento di competizione al ribasso per la manodopera. Questa cosa sentirsela dire da don Gino Rigoldi al megafono durante il presidio \u00e8 stata un incoraggiamento notevolissimo. La pratica sociale del mutualismo abbatte muri e sfora i tradizionali schieramenti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>MA COSA PREVEDE L\u2019ACCORDO<\/strong> sottoscritto in Prefettura? \u00abI capannoni dove ora ci sono le nostre attivit\u00e0 sono incomprabili, fatiscenti, da bonificare, ci sarebbero costi straordinari da sostenere\u00bb dice Malabarba. \u00abPer questo abbiamo individuato un area adiacente a quella attuale, un capannone dell\u2019Autosystem che aveva riassorbito una parte dei lavoratori licenziati dalla Maflow nel 2012 e che ha chiuso ad aprile 2018. Ora quel capannone \u00e8 vuoto, faceva le stesse attivit\u00e0 della Maflow, l\u2019ipotesi \u00e8 andare l\u00ec, una soluzione geograficamente e simbolicamente vicina all\u2019attuale RiMaflow. \u00c8 un capannone efficiente, i tetti hanno il fotovoltaico\u00bb.<\/p>\n<p><strong>ARRIVATA LA NOTIZIA<\/strong> dell\u2019accordo le persone al presidio si sono abbracciate. In questa Italia incattivita, chiusa nel rancore individuale, questa storia racconta che \u00e8 ancora possibile costruire rapporti reali e solidali. \u00abNon ribalteremo noi con questa piccola realt\u00e0 la situazione generale\u00bb dice Malabarba \u00abma tante piccole situazioni messe insieme dicono che qualcosa di alternativo \u00e8 possibile costruirlo\u00bb. I falegnami, i tappezzieri, gli artigiani della Cittadella dell\u2019altra economia, i 120 lavoratori, l\u2019Amaro Partigiano, la rete Fuorimercato, la ricicleria e tutte le altre attivit\u00e0 continueranno a vivere senza padroni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-11063\" src=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/testatina-rossa-NUOVA-dicono-di-noi-621-.jpg\" alt=\"\" width=\"621\" height=\"33\" srcset=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/testatina-rossa-NUOVA-dicono-di-noi-621-.jpg 621w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/testatina-rossa-NUOVA-dicono-di-noi-621--300x16.jpg 300w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/testatina-rossa-NUOVA-dicono-di-noi-621--610x33.jpg 610w\" sizes=\"(max-width: 621px) 100vw, 621px\" \/><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-12056\" src=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/foto-per-corriere-621.jpg\" alt=\"\" width=\"621\" height=\"414\" srcset=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/foto-per-corriere-621.jpg 621w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/foto-per-corriere-621-300x200.jpg 300w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/foto-per-corriere-621-134x90.jpg 134w\" sizes=\"(max-width: 621px) 100vw, 621px\" \/><\/p>\n<p>Da il <strong>Corriere della sera<\/strong> &#8211; Milano del 29\/11 \/18<\/p>\n<h2>RIMAFLOW, ACCORDO SALVA OPERAI: SEI MESI PER TROVARE UN\u2019ALTRA SEDE<\/h2>\n<h4>Vertice in Prefettura, sgombero rinviato al 30 aprile. Garante Caritas<\/h4>\n<p>Di <strong>Luca Rinaldi e Giampiero Rossi<\/strong><\/p>\n<p>Era iniziata come una giornata di battaglia, ma gi\u00e0 all\u2019ora di pranzo \u00e8 diventata la giornata dell\u2019accordo che ha fatto contenti tutti. La RiMaflow, la fabbrica autogestita di Trezzano sul Naviglio, non sar\u00e0 sgomberata. Ci sar\u00e0 tempo fino al 30 aprile per trovare una nuova sede. E\u2019 questo il senso dell\u2019intesa firmata in prefettura da Unicredit Leasing e dalla cooperativa dei lavoratori. Al mattino qualche centinaio di persone (sindacalisti, militanti dei centri sociali, ma anche don Gino Rigoldi e don Massimo Mapelli della Caritas) si erano radunate per presidiare insieme ai lavoratori il capannone di Trezzano, occupato da sei anni, dove era previsto l\u2019arrivo dell\u2019ufficiale giudiziario con l\u2019ordine di sgombero. L\u2019intento era di resistere. Poi \u00e8 arrivata la notizia dell\u2019apertura di un tavolo, sotto la mediazione del prefetto Renato saccone, e dell\u2019intesa su un percorso che prevede la liberazione dell\u2019immobile ma anche l\u2019individuazione di \u201cun altro sito idoneo dove trasferire le attivit\u00e0\u201d. E sar\u00e0 proprio la Prefettura a monitorare il rispetto degli impegni. Insomma un accordo che, spiega in una nota di Palazzo Diotti, \u201cdopo diversi anni di trattativa pone fine alla delicata e complessa vicenda della ex Maflow di Trezzano sul Naviglio\u201d<\/p>\n<p>Soddisfatti i lavoratori: la cooperativa RiMaflow e l\u2019associazione Occupy Maflow riconoscono il ruolo decisivo del prefetto ma rivendicano anche l\u2019effetto della \u201cmobilitazione\u201d che avrebbe ottenuto l\u2019effetto di portare Unicredit Leasing a negoziare\u201d. E sottolineano che al tavolo in prefettura \u00e8 stato importante il \u201cruolo di garanzia dell\u2019imprenditore Marco Cabassi e del direttore della Caritas ambrosiana Luciano Gualzetti\u201d.<\/p>\n<p>Il percorso, che punta a mantenere in vita il progetto di cooperativa autogestita e assicurare l\u2019occupazione dei 120 soci lavoratori della Maflow hanno riconvertito la fabbrica dal settore <em>automotive<\/em> nell\u2019ambito del riciclo di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Ma per capire l\u2019azione di Unicredit occorre tornare a undici anni fa, quando l\u2019istituto di credito stipula con la societ\u00e0 Virum un contratto di leasing per l\u2019acquisto delle aree. La Virum conceder\u00e0 in sublocazione l\u2019immobile alla Maflow, ma nel 2009 il tribunale dichiara per l\u2019azienda lo stato di insolvenza. Nella fase di amministrazione straordinaria subentrano i polacchi della Boryszew che tentano il rilancio dell\u2019azienda assumendo 80 dipendenti su 320. Ma non funziona. Sempre nel 2011 Virum sospende il pagamento dei canoni di leasing a Unicredit, che tre anni dopo risolve il contratto con la societ\u00e0 e avvia una causa (ancora aperta) per inadempimento contrattuale, ottenendo dal giudice, nel 2015, il decreto di rilascio dell\u2019immobile.<\/p>\n<p>Sono dunque questi mancati pagamenti che hanno messo a rischio l\u2019intera esperienza della RiMaflow. L\u2019immobiliare, hanno sottolineato in questi giorni i lavoratori, \u201csi \u00e8 sciolta come neve al sole ma sembra rimanere in vita solo per essere oggetto dello sfratto\u201d. Tuttavia la Virum \u00e8 tutt\u2019altro che dissolta ed \u00e8 riconducibile alla famiglia Salute, costruttori con base ad Avellino. Negli anni il gruppo Salute \u00e8 comparso in diverse vicende giudiziarie, dalla stagione delle scalate bancarie a un\u2019accusa di tentata estorsione (impigliata tra assoluzioni, condanne e rinvii della Cassazione), fino alla confisca di parte del patrimonio del boss della banda della Magliana Ernesto Diotallevi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"alignnone size-full wp-image-11063\">\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-11063\" src=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/testatina-rossa-NUOVA-dicono-di-noi-621-.jpg\" alt=\"\" width=\"621\" height=\"33\" srcset=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/testatina-rossa-NUOVA-dicono-di-noi-621-.jpg 621w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/testatina-rossa-NUOVA-dicono-di-noi-621--300x16.jpg 300w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/testatina-rossa-NUOVA-dicono-di-noi-621--610x33.jpg 610w\" sizes=\"(max-width: 621px) 100vw, 621px\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-12058\" src=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/il-giorno-.jpg\" alt=\"\" width=\"621\" height=\"411\" srcset=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/il-giorno-.jpg 621w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/il-giorno--300x199.jpg 300w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/il-giorno--134x90.jpg 134w\" sizes=\"(max-width: 621px) 100vw, 621px\" \/><\/p>\n<p>Da <strong><a href=\"https:\/\/www.ilgiorno.it\/sud-milano\/cronaca\/trezzano-rimaflow-sgombero-1.4318656\">IL GIORNO<\/a><\/strong> online del 29 novembre 2018<\/p>\n<h1>Trezzano, RiMaflow non sar\u00e0 sgomberata<\/h1>\n<h4>All&#8217;ultimo spunta l&#8217;intesa: c&#8217;\u00e8 tempo fino al 30 aprile per trovare una nuova sede<\/h4>\n<p>di<strong> Francesca Grillo<\/strong><\/p>\n<p>Trezzano sul Naviglio (Milano), 29 novembre 2018 &#8211; La parola\u00a0 che risuona in RiMaflow \u00e8 sempre una: dignit\u00e0. L\u2019hanno urlata anche mercoled\u00ec, quando <strong>oltre 500 persone hanno raccolto l\u2019appello lanciato dai lavoratori <\/strong>nei giorni scorsi per prendere parte al <strong>presidio anti-sgombero<\/strong>. Era fissata per mercoled\u00ec mattina, infatti, la <strong>procedura che avrebbe sfrattato i lavoratori dell\u2019ex fabbrica recuperata<\/strong>, ma un<strong> accordo in extremis sul tavolo della Prefettura<\/strong> tra i proprietari dell\u2019immobile di via Boccaccio, la UniCredit, e la Cooperativa RiMaflow ha scongiurato il peggio. I lavoratori hanno<strong> fino al 30 aprile per studiare una strategia <\/strong>che consenta di &#8220;<strong>salvare i 120 posti di lavoro<\/strong> che abbiamo creato da quando la fabbrica &#8211; leader nella realizzazione di componenti per auto &#8211; ha spostato la produzione in Polonia, lasciando a casa oltre 300 operai&#8221;, spiega Gigi Malabarba di RiMaflow, in prima linea contro il provvedimento di sgombero dei capannoni che gli ex lavoratori hanno occupato, sei anni fa, &#8220;restituendo la dignit\u00e0 che solo il lavoro pu\u00f2 dare agli operai&#8221;.<\/p>\n<p>Nell\u2019immobile, infatti, si \u00e8 creata una cittadella dei mestieri, con spazi dedicati agli artigiani. Ma \u00e8 una occupazione e ora che la vicenda di Massimo Lettieri, <strong>presidente della Cooperativa agli arresti domiciliari <\/strong>con l\u2019accusa di traffico illecito di rifiuti, ha sollevato clamore, la propriet\u00e0 di quei capannoni rivuole indietro lo spazio. &#8220;<strong>RiMaflow \u00e8 l\u2019occasione di una seconda vita<\/strong>. Sa cosa significa da un giorno all\u2019altro perdere un lavoro con tre figli da mantenere? Disperazione. Solo grazie alla solidariet\u00e0 siamo riusciti a respirare. La pi\u00f9 grande soddisfazione? Vedere i miei figli orgogliosi di me&#8221;, dice Gina Iacovelli, ex operaia. Come lei Maria Rosa Missaglia che ha iniziato a lavorare in Maflow nel 1992: &#8220;Eravano 800, le cose andavano bene. Poi, la decisione scellerata di spostare la produzione e noi tutti a casa. Se dovesse chiudere RiMaflow sarebbe una seconda sconfitta. Ma noi ci crediamo: RiMaflow continuer\u00e0&#8221;. E cos\u00ec sar\u00e0: <strong>lo sfratto \u00e8 stato sospeso<\/strong> e ci sono cinque mesi per individuare un\u2019altra sede dove spostare RiMaflow, riconosciuta &#8220;anche dal prefetto come una <strong>realt\u00e0 socialmente utile<\/strong> &#8211; spiega Luca Federici -. \u00c8 la dimostrazione che \u00e8 possibile rispondere alla crisi grazie alla solidariet\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>Il<strong> sostegno \u00e8 arrivato da molte associazioni<\/strong>, oltre a personalit\u00e0 del panorama culturale come Moni Ovadia. Soddisfatta anche UniCredit: &#8220;RiMaflow si \u00e8 impegnata a collaborare per trasferire le attivit\u00e0 commerciali legali in una nuova sede, secondo la proposta concordata&#8221;. Un\u2019altra sede che probabilmente sar\u00e0 a poche centinaia di metri, sempre a Trezzano. Bisogner\u00e0<strong> trovare una cordata di imprenditori pronti a investire <\/strong>e magari qualche fondo europeo. Ma una cosa \u00e8 certa, dicono i lavoratori: &#8220;RiMaflow vivr\u00e0&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da il manifesto del 29\/11\/18 RiMaflow, la lotta paga RiMaflow. 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