{"id":12657,"date":"2020-02-27T15:19:47","date_gmt":"2020-02-27T14:19:47","guid":{"rendered":"https:\/\/rimaflow.it\/?p=12657"},"modified":"2020-02-27T15:19:47","modified_gmt":"2020-02-27T14:19:47","slug":"ri-parco-dalla-lotta-dei-lavoratori-allimpegno-per-un-bene-comune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rimaflow.it\/index.php\/2020\/02\/27\/ri-parco-dalla-lotta-dei-lavoratori-allimpegno-per-un-bene-comune\/","title":{"rendered":"Ri-Parco. Dalla lotta dei lavoratori all\u2019impegno per un bene comune"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-12661\" src=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/P1170742-621-.jpg\" alt=\"\" width=\"621\" height=\"349\" srcset=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/P1170742-621-.jpg 621w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/P1170742-621--300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 621px) 100vw, 621px\" \/><\/p>\n<p><em>Un articolo di Michele Bianchi dedicato alla memoria di Orazio Maccarone recentemente scomparso, ci racconta la storia e l\u2019esperienza degli amici e compagni\/e di <strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/riparcobenecomune\/\">Ri-Parco Bene Comune<\/a><\/strong> di Magenta. Dalla lotta dei lavoratori\/trici della Novaceta di Magenta in difesa del posto di lavoro a quella per la conservazione del parco, sito all\u2019interno dell\u2019area industriale ed ex CRAL degli operai\/e.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<h2>La storia di Ri-Parco a Magenta: dalla chiusura della fabbrica alla rigenerazione di un bene comune<\/h2>\n<p>di <a href=\"https:\/\/www.labsus.org\/author\/bianchi\/\">Michele Bianchi<\/a><\/p>\n<p>Febbraio 2020<\/p>\n<p>La ridefinizione di un luogo come bene comune \u00e8 un processo lungo e complesso che coinvolge diversi fattori. In questi anni, <strong>Labsus<\/strong> ha raccontato di tante linee sulle quali gruppi di cittadini si sono attivati per salvare, rigenerare e tutelare luoghi e risorse da loro ritenuti fondamentali e di valore per le comunit\u00e0 locali. Tra queste dinamiche di ridefinizione vi \u00e8 una forma di acquisizione dei beni comuni che passa attraverso pratiche di lotta ed occupazione degli spazi; si vedano in questo senso le storie di <a href=\"https:\/\/www.labsus.org\/2019\/11\/vittoria-a-mondeggi-una-sentenza-che-potrebbe-cambiare-il-destino-dei-beni-comuni-in-italia\/\"><strong>Mondeggi<\/strong><\/a>, del <a href=\"https:\/\/www.labsus.org\/2018\/10\/il-lago-che-sogna-e-combatte-anche-con-la-musica\/\">lago della <strong>ex Snia<\/strong><\/a><a href=\"https:\/\/www.labsus.org\/2020\/01\/sviluppo-urbano-integrato-collaborativo\/\"><strong>,<\/strong><\/a> di <strong>Ri-Maflow<\/strong> o di <a href=\"https:\/\/www.labsus.org\/2018\/06\/i-maghi-di-oz-officine-zero-cinque-anni-di-vera-innovazione-sociale\/\"><strong>Officine Zero<\/strong><\/a>.<br \/>\nLa storia raccontata qui \u00e8 legata in maniera molto stretta alle altre, tanto che verrebbe da pensare che vi sia anche una sorta di \u201ccontaminazione\u201d tra chi si trova a vivere queste esperienze parallele che s\u2019incrociano in certi momenti e trovano <strong>la possibilit\u00e0 di un confronto comune<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-12666\" src=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/gruppo-riparco-attrezi-621x414-72.jpg\" alt=\"\" width=\"621\" height=\"414\" srcset=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/gruppo-riparco-attrezi-621x414-72.jpg 621w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/gruppo-riparco-attrezi-621x414-72-300x200.jpg 300w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/gruppo-riparco-attrezi-621x414-72-134x90.jpg 134w\" sizes=\"(max-width: 621px) 100vw, 621px\" \/><\/p>\n<h4>Per capire Ri-parco bisogna andare indietro negli anni<\/h4>\n<p>Ri-parco nasce come iniziativa di lotta contro la chiusura della <strong>Novaceta<\/strong> <strong>di Magenta.<\/strong> Siamo appena fuori Milano, <strong>stretti tra la cerchia dell\u2019hinterland e il parco del Ticino<\/strong>, una zona dalla profonda storia industriale attraversata dal naviglio ticinese che ricorda anche il passato pi\u00f9 remoto fatto di agricoltura. Per capire <strong>Ri-parco<\/strong> bisogna andare indietro negli anni, come mi spiegano alcuni degli attivisti che ho conosciuto, e comprendere certe dinamiche economiche ben pi\u00f9 ampie dei piani industriali della Novaceta.<br \/>\n<strong>Tutto inizia nel 2003<\/strong>, la fabbrica funzionava a pieno regime ed era leader mondiale nella produzione di filato di acetato. Il sito industriale copriva una superficie di 220 mila mq e impiegava 500 lavoratori. Nelle prospettive future di quell\u2019area, per\u00f2, si affaccia la futura zona Expo 2015 nella vicina Rho e il progetto di creare una nuova tangenziale. Il polo produttivo<strong>, non vincolato allora a zona industriale secondo il piano regolatore<\/strong>, diviene quindi un affare appetibile per una riedificazione immobiliare. E infatti in quell\u2019anno la propriet\u00e0 della Novaceta passa dalla Snia (la stessa societ\u00e0 del caso romano) alla BembergCell, gruppo riconducibile all\u2019immobiliarista Maurizio Cimatti. All\u2019epoca i lavoratori rimasero sorpresi e dubbiosi sul perch\u00e9 una societ\u00e0 immobiliare acquisisse una fabbrica. Ciononostante,<strong> la nuova propriet\u00e0 propose un piano industriale per l\u2019ampliamento della produzione<\/strong> (che gi\u00e0 generava un valore annuo di 100 milioni di fatturato). Questo piano, per\u00f2, non si realizzer\u00e0 mai, perch\u00e9 il profitto derivante dall\u2019eventuale riconversione in area residenziale sarebbe stato ben pi\u00f9 alto (stimato secondo esperti intorno ai 600 milioni su tutta l\u2019area). Il progetto, per\u00f2, non decolla grazie ad una delibera proposta dalle minoranze in consiglio comunale che chiedono la conversione ad area industriale, dando seguito alle intenzioni palesi dei nuovi proprietari, ma nei fatti compromettendo il loro futuro progetto di riconversione. Nel 2005 la BembergCell fallisce e dopo due anni l\u2019azienda viene acquisita da Mcm Holding di Gianni Lettieri; anche in questo caso, la nuova propriet\u00e0 punta a rilanciare l\u2019area con un nuovo piano industriale ma nei fatti la holding porter\u00e0 la Novaceta al fallimento nel 2009. <strong>Di qui si apre il lungo processo giudiziario<\/strong> che vede gli ex operai protagonisti in prima linea dovendo loro pagare il conto di tutta quest\u2019opera speculativa. Il giorno dopo il fallimento, un centinaio di loro presentano querela presso la Procura di Milano contro la propriet\u00e0 e partono cos\u00ec le indagini che si concluderanno con condanna in primo grado per 17 accusati nel 2018.<\/p>\n<h4>\u00a0<img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-12663\" src=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/novaceta-benvenuti-in-tribunale.jpg\" alt=\"\" width=\"621\" height=\"464\" srcset=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/novaceta-benvenuti-in-tribunale.jpg 621w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/novaceta-benvenuti-in-tribunale-300x224.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 621px) 100vw, 621px\" \/><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Un presidio attivo, nell\u2019interesse comune<\/h4>\n<p>Nel frattempo,<strong> gli ex operai presidiano i cancelli della fabbrica aspettando notizie e giustizia<\/strong>, cercando di mantenere viva l\u2019attenzione sulla loro vertenza e unito il gruppo nella lotta contro l\u2019ex propriet\u00e0. Tra le file dei lavoratori inizia anche a farsi largo l\u2019idea di riprendersi parte degli spazi come legittima compensazione per le avversioni subite. In particolare, la Novaceta pu\u00f2 vantare un\u2019immensa area dedicata alle attivit\u00e0 sportive, l\u2019ex CRAL. L\u2019art. 11 dello statuto dei lavoratori (legge 300 del 20 maggio 1970) prevede che siano costituti dei circoli per attivit\u00e0 culturali, ricreative e assistenziali formati a maggioranza da rappresentanti dei lavoratori. Il CRAL Novaceta comprendeva un campo da calcio, un campo da tennis coperto, campo da bocce e area per atletica oltre a un piccolo edificio adibito a bar. Nei quasi 60 anni di attivit\u00e0 della Novaceta, l\u2019area era divenuta luogo centrale per la comunit\u00e0 magentina, date le dimensioni di questa, ben pi\u00f9 ampie del parco comunale. Il CRAL ospitava non solo gli operai, ma anche le gare delle scuole locali e dei tornei amatoriali, era quindi vissuto da tutti. Questo spazio, per\u00f2, cadde in una condizione di abbandono insieme a tutto il resto della fabbrica, <strong>un destino contro cui si oppongono gli ex operai che non possono riattivare la produzione<\/strong>, ma possono almeno salvare quest\u2019area verde.<br \/>\nIl primo passo \u00e8 una raccolta di firme (2000 su una popolazione di 23 mila abitanti) servita almeno a chiedere che questo spazio tornasse ad essere uno luogo pubblico. Aspettando l\u2019azione del Comune, nel 2014 gli ex operai entrano nello spazio e iniziano a ripulirlo, visto l\u2019avanzato stato di abbandono. Si voleva dimostrare alla cittadinanza che questo parco poteva essere salvato attraverso l\u2019azione diretta. Inoltre, gli ex operai erano consci che quelle condizioni avrebbero portato al degrado e all\u2019occupazione di quel luogo da parte di attivit\u00e0 criminali. Il processo di recupero continu\u00f2 anche come azione politica presso il consiglio comunale: si chiese al comune di espropriare l\u2019area (mozione che venne bocciata dalla maggioranza) e successivamente di attivarsi per poterla avere in comodato d\u2019uso gratuito (la mozione venne approvata, ma senza alcun seguito). Quindi nel 2016 si decise di passare all\u2019azione diretta e di non aspettare il comune.<\/p>\n<h4>\u2026 e si fa il primo passo<\/h4>\n<p><strong>Di fronte alla palese mancanza di una reale volont\u00e0 da parte dell\u2019amministrazione<\/strong> pubblica, gli ex lavoratori cominciano a strutturare maggiormente la loro presenza presso l\u2019ex CRAL, dal 1\u00b0 maggio 2016, data non casuale, occupandolo permanentemente e creando il progetto Ri-Parco. Nelle intenzioni, questa occupazione vuole essere gemella dell\u2019esperienza Ri-Maflow, che si concretizza nella vicina Trezzano sul Naviglio. Nasce da subito una forte collaborazione tra le due esperienze e Ri-Parco entra anche a far parte della <strong>rete Fuorimercato<\/strong>. Alla base dell\u2019occupazione risiede l\u2019idea<strong> che un bene privato dovrebbe generare effetti positivi<\/strong> invece che creare i danni emersi dalla speculazione spregiudicata di certi soggetti. Gli ex operai legittimano la loro azione sulla base dell\u2019<strong>art. 43 della Costituzione<\/strong>:<\/p>\n<p><em>Ai fini di utilit\u00e0 generale la legge pu\u00f2 riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunit\u00e0 di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazione di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale.<\/em><\/p>\n<h4><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-12659\" src=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/2-a-tavola-960-.jpg\" alt=\"\" width=\"621\" height=\"415\" srcset=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/2-a-tavola-960-.jpg 621w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/2-a-tavola-960--300x200.jpg 300w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/2-a-tavola-960--134x90.jpg 134w\" sizes=\"(max-width: 621px) 100vw, 621px\" \/><\/h4>\n<p>Gli obiettivi che si pone Ri-Parco sono chiari, essere una<\/p>\n<p>realt\u00e0 aggregativa per la propria comunit\u00e0, <strong>restituire lo spazio alla popolazione locale<\/strong> e promuovere nuove forme di attivit\u00e0 ricreativa, sociale e sportiva. Gli attivisti rivendicano la gestione autonoma di questo spazio per l\u2019interesse comune senza aiuto della propriet\u00e0 o del Comune. Ne garantiscono l\u2019apertura, la manutenzione e la sopravvivenza per puntare poi un giorno ad acquisirne la propriet\u00e0 attraverso l\u2019usucapione. Dietro Ri-Parco vi \u00e8 una visione molto pi\u00f9 ampia che chiede di ridiscutere non solo il futuro dell\u2019area Novaceta, ma lo stesso destino di Magenta. <strong>Questa citt\u00e0 operaia,<\/strong> divenuta tale grazie alle tante fabbriche aperte nel secolo scorso, chiede che la sua storia sia tutelata. Si lamenta, inoltre, una mancanza di visione politica negli ultimi 20 anni di deindustrializzazione, che ha condannato la citt\u00e0 all\u2019unico destino di essere appendice di Milano e zona dormitorio.<\/p>\n<h4>A grande richiesta: la maggior partecipazione della cittadinanza<\/h4>\n<p>Le scuole locali sono tornate a svolgere le gare di corsa campestre e un gruppo di giovani attori usa i loro spazi per le prove di teatro. Eppure, nonostante gli immensi sforzi degli attivisti,<strong> Ri-Parco fatica molto a trovare riscontri positivi nella propria comunit\u00e0<\/strong>. Si vorrebbe vedere<strong> ancora pi\u00f9 partecipazione della cittadinanza,<\/strong> come quella espressa recentemente di fronte agli spiacevoli fatti avvenuti durante la notte del <strong>18 gennaio<\/strong>, quando degli ignoti hanno distrutto la piccola sede dell\u2019associazione, gesto che sembrerebbe dettato dalla pura ignoranza e perfidia. Alla richiesta di sostegno hanno risposto in molti permettendo di riparare i danni in tempo per la tradizionale \u201c<strong>trippa del 1 febbraio\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un articolo di Michele Bianchi dedicato alla memoria di Orazio Maccarone recentemente scomparso, ci racconta la storia e l\u2019esperienza degli amici e compagni\/e di Ri-Parco Bene Comune di Magenta. 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