{"id":1406,"date":"2014-04-09T00:15:04","date_gmt":"2014-04-08T23:15:04","guid":{"rendered":"https:\/\/rimaflow.it\/?p=1406"},"modified":"2017-12-01T23:32:56","modified_gmt":"2017-12-01T22:32:56","slug":"la-dignita-del-bauen-non-si-sgombera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rimaflow.it\/index.php\/2014\/04\/09\/la-dignita-del-bauen-non-si-sgombera\/","title":{"rendered":"LA dignit\u00e0 del Bauen non si sgombera"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/BAUEn-articolo-621-.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-1407\" src=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/BAUEn-articolo-621-.jpg\" alt=\"BAUEn articolo 621\" width=\"621\" height=\"388\" srcset=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/BAUEn-articolo-621-.jpg 621w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/BAUEn-articolo-621--300x187.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 621px) 100vw, 621px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Il Bauen Hotel di Buenos Aires, fallito nel 2001, \u00e8 stato occupato nel 2003 trasformandosi in un simbolo delle imprese recuperate e del lavoro senza padroni. Dopo undici anni di autogestione arriva l\u2019ordine di sgombero emesso dalla magistratura. Ma il Bauen non si arrende e rilancia la mobilitazione.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Alioscia Castronovo<\/strong> (Dinamopress)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo a Callao y Corrientes, pieno centro della capitale argentina. A poche centinaia di metri, il Congresso con la sua immensa piazza, dall\u2019altro lato le librerie e i teatri di calle Corrientes, importantissima arteria della metropoli bonarense. Il Bauen Hotel \u00e8 un immenso palazzone di oltre venti piani, costruito durante la dittatura come hotel di lusso per le classi dominanti argentine e le delegazioni europee del Mondiale 1978, abbandonato dopo il licenziamento di tutti i dipendenti e il fallimento dell\u2019impresa nel 2001 e rioccupato il 21 marzo 2003 da un gruppo di ex dipendenti. Da allora la cooperativa del Bauen \u00e8 diventata un simbolo del movimento delle imprese recuperate, trasformandosi da luogo della speculazione, della corruzione e della truffa nei confronti dei lavoratori in esperimento di autogestione, cooperazione e liberazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Bauen \u00e8 stato costruito con un credito ottenuto dall\u2019imprenditore Iurkovic grazie all\u2019intercessione del viceammiraglio Lacoste, membro della dittatura militare. Un debito mai saldato, all\u2019origine della controversia giudiziaria tra la vecchia propriet\u00e0, lo Stato e la cooperativa che autogestisce lo stabile. Non a caso negli ultimi anni le mobilitazioni del 24 marzo, anniversario del golpe militare, insistono molto sul tema delle complicit\u00e0 del potere economico con la giunta militare: \u00e8 proprio questo uno dei casi in questione.\u00a0\u201cIurkovich basura, vos sos la dictadura\u201d\u00a0cantano i lavoratori del Bauen, mettendo in luce vecchie e nuove connivenze dei potentati economici con la dittatura militare. E\u2019 infatti proprio la societ\u00e0 del figlio del vecchio proprietario ad aver richiesto, ed ottenuto dalla magistratura, il reintegro in possesso dello stabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un atto politico grave, un attacco pesante contro una esperienza importante del movimento dei lavoratori senza padrone, che oggi sta conoscendo una fase di interessante di espansione al di l\u00e0 dell\u2019esperienza argentina, anche nello spazio euromediterraneo, come emerso durante l\u2019incontro internazionale\u00a0<a href=\"http:\/\/www.dinamopress.it\/inchieste\/economia-dei-lavoratori-una-sfida-globale\">\u201cEconomia dei lavoratori\u201d tenutosi a Marsiglia<\/a>\u00a0a fine gennaio 2014. A due anni dall\u2019ultima\u00a0<a href=\"http:\/\/www.globalproject.info\/it\/mondi\/buenos-aires-la-dignita-del-bauen-non-si-vende-si-difende\/11340\">grande mobilitazione<\/a>\u00a0in occasione dell\u2019inizio del processo \u00e8 arrivata la sentenza del tribunale, proprio nel giorno dell\u2019undicesimo anniversario dell\u2019occupazione. Al Bauen era in corso un evento di dibattito pubblico al cui interno si stava tenendo la presentazione del IV rilevamento delle fabbriche recuperate argentine a cura di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.recuperadasdoc.com.ar\/index.html\">Facultad Abierta<\/a>, programma di ricerca dell\u2019Universit\u00e0 di Buenos Aires.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andr\u00e8s Ruggeri, direttore di Facultad Abierta \u2013 che ha partecipato ad un dibattito tenutosi ad\u00a0<a href=\"http:\/\/www.dinamopress.it\/bussola\/autogestione-delle-fabbriche-e-cooperazione-produttiva-dallargentina-alleuropa\">Officine Zero di Roma<\/a>\u00a0lo scorso dicembre \u2013 tra gli organizzatori del meeting di gennaio a Marsiglia, ci aggiorna sui dati emersi da questa inchiesta. \u201cIl quarto rilevamento delle imprese autogestite ci mostra come questo movimento continua a crescere in Argentina. Negli ultimi tre anni infatti vi sono stati 63 nuovi casi di occupazione e recupero di fabbriche, per cui arriviamo a contarne 311 per un totale di 13.500 lavoratori impiegati.\u201d Dimostrando cos\u00ec che il fenomeno riguarda la contemporaneit\u00e0 e non solo l\u2019emergenza della crisi del 2001, Andr\u00e8s spiega che \u201ci lavoratori argentini individuano nell\u2019autogestione una reale via di uscita dalla disoccupazione e una forma di risoluzione del problema relativo alla chiusura delle fabbriche e delle imprese, tanto che tra le attuali imprese recuperate circa la met\u00e0 sono nate successivamente alla crisi del 2001. Le fabbriche recuperate nate dalla crisi hanno dimostrato che \u00e8 possibile mantenere in funzione una impresa e mantenere i propri posti di lavoro senza sfruttare altri lavoratori diventando cos\u00ec un esempio vivo dell\u2019economia autogestita dei lavoratori\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cStiamo attraversando un momento difficile, ma vogliamo resistere\u201d ci dice Marcelo della cooperativa Bauen. Per il 15 e 16 aprile \u201cstiamo costruendo due giornate di lotta con l\u2019appoggio e la complicit\u00e0 di artisti, lavoratori, intellettuali, movimenti sociali, per rendere visibile la questione e per far si che la politica sappia rispondere affrontando la questione. Invitiamo a tutti ad appoggiarci, perch\u00e9 solidarizzare con il Bauen vuol dire difendere lo spazio di possibilit\u00e0 di tutte le imprese recuperate, perch\u00e9 non vi siano pi\u00f9 lavoratori soli e abbandonati al loro destino di disoccupazione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Federico, vicepresidente della cooperativa Bauen, conclude affermando che vi \u00e8 \u201cla possibilit\u00e0 concreta dello sgombero, ma devono tener conto della nostra capacit\u00e0 di resistenza, abbiamo l\u2019appoggio da tanti movimenti sociali sia argentini che a livello globale. Noi affermiamo con forza che la cooperativa non abbandoner\u00e0 lo stabile, che non accetteremo l\u2019ordine di sgombero, e chiediamo che lo Stato nazionale prenda posizione anche rispetto alla relazione tra imprenditori e militari durante la dittatura. Visto che il debito con lo stato non \u00e8 stato mai pagato in questi 36 anni, riteniamo che la propriet\u00e0 sia dello Stato e non della famiglia del defunto imprenditore Iurkovic, per cui non vogliamo che l\u2019edificio venga restituito alla Mercoteles, ma piuttosto che venga assegnato a chi lo autogestisce da undici anni\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 15 e il 16 aprile saranno le due giornate di mobilitazione e di solidariet\u00e0 a livello internazionale per difendere e sostenere il Bauen, per affermare che l\u2019hotel appartiene ai suoi lavoratori, ma non solo, che \u00e8 un patrimonio comune delle lotte per l\u2019emancipazione, contro lo sfruttamento, la disoccupazione, l\u2019attacco ai diritti dei lavoratori. E in quanto tale, va difeso da tutti con determinazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Bauen Hotel di Buenos Aires, fallito nel 2001, \u00e8 stato occupato nel 2003 trasformandosi in un simbolo delle imprese recuperate e del lavoro senza padroni. Dopo undici anni di autogestione arriva l\u2019ordine di sgombero emesso dalla magistratura. 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