{"id":1934,"date":"2014-09-30T21:34:58","date_gmt":"2014-09-30T20:34:58","guid":{"rendered":"https:\/\/rimaflow.it\/?p=1934"},"modified":"2017-12-01T23:27:48","modified_gmt":"2017-12-01T22:27:48","slug":"fabbriche-senza-padroni-la-risposta-operaia-alla-crisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rimaflow.it\/index.php\/2014\/09\/30\/fabbriche-senza-padroni-la-risposta-operaia-alla-crisi\/","title":{"rendered":"Fabbriche senza padroni: la risposta operaia alla crisi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/montaggio-striscione-profitti-621.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-1935\" src=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/montaggio-striscione-profitti-621.jpg\" alt=\"montaggio striscione profitti 621\" width=\"621\" height=\"414\" srcset=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/montaggio-striscione-profitti-621.jpg 621w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/montaggio-striscione-profitti-621-300x200.jpg 300w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/montaggio-striscione-profitti-621-600x400.jpg 600w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/montaggio-striscione-profitti-621-134x90.jpg 134w\" sizes=\"(max-width: 621px) 100vw, 621px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Da da <span style=\"color: #ff0000;\"><a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/fabbriche-senza-padroni-la-risposta-operaia-alla-crisi\/\"><span style=\"color: #ff0000;\">Micromega<\/span><\/a><\/span> \/30 settembre 2014<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>intervista a <\/em><strong><i>Andr\u00e9s Ruggeri<\/i><\/strong><em> di <\/em><strong><i>Marco Zerbino<\/i><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019Argentina del post-2001, mentre un intero paese oscillava pericolosamente sull\u2019orlo del baratro a causa di anni di politiche economiche neoliberiste imposte dal menemismo, si sono moltiplicati esempi di fabbriche e imprese recuperate e autogestite dai lavoratori. Casi poi diventati emblematici come quelli della Zanon o della Chilavert rimandano in realt\u00e0 a un fenomeno ben pi\u00f9 ampio, che ha visto diversi stabilimenti e unit\u00e0 produttive portati al fallimento da manager senza scrupoli rinascere, sia pure fra mille difficolt\u00e0, salvando posti di lavoro e dimostrando, ad un tempo, che \u00e8 possibile produrre anche senza padroni. Un processo, reso celebre anche da <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/The_Take_%282004_film%29\"><em>The Take<\/em><\/a>, il bel documentario diretto nel 2004 da Naomi Klein e Avi Lewis, che nell\u2019Europa della crisi e dell\u2019austerit\u00e0 \u00e8 fonte di ispirazione per lotte ed esperimenti analoghi moltiplicatisi negli ultimi anni in Francia, Grecia, Turchia e altri paesi. Fra questi, possiamo annoverare oggi anche l\u2019Italia grazie agli esempi della <a href=\"https:\/\/rimaflow.it\/\">RiMaflow<\/a> di Milano e delle Officine Zero di Roma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al movimento delle imprese recuperate argentine ha di recente dedicato un volume Andr\u00e9s Ruggeri, ricercatore presso la Facolt\u00e0 di Filosofia e Lettere dell\u2019Universit\u00e0 di Buenos Aires. Uscito nei giorni scorsi anche nella traduzione italiana edita da Alegre (A. Ruggeri, <a href=\"http:\/\/ilmegafonoquotidiano.it\/libri\/le-fabbriche-recuperate\"><em>Le fabbriche recuperate. Dalla Zanon alla RiMaflow, un\u2019esperienza concreta contro la crisi<\/em><\/a>, pp. 192, euro 15,00), il libro ripercorre la storia delle Ert (<em>Empresas Recuperadas por sus Trabajadores<\/em>) dal 2001 a oggi e affronta temi centrali quali quelli dell\u2019autogestione e del cooperativismo, del rapporto fra autogestione e mercato capitalista e autogestione e movimento operaio, dell\u2019economia delle imprese recuperate e della loro relazione con il sindacato e con la politica. \u00c8 Ruggeri stesso a spiegarci le caratteristiche del movimento delle Ert, nonch\u00e9 le ragioni per le quali esso ha avuto una cos\u00ec grande visibilit\u00e0 in Argentina.<\/p>\n<p><strong>Che cos\u2019\u00e8 un\u2019impresa recuperata dai lavoratori?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019impresa recuperata dai lavoratori \u00e8 un\u2019impresa a gestione collettiva dei lavoratori. Allo stesso tempo, per\u00f2, con quest\u2019espressione si \u00e8 soliti riferirsi a un processo, pi\u00f9 che a uno stato di cose, a un processo che \u00e8 in molti casi tuttora in corso di svolgimento. Un\u2019impresa autogestita dai lavoratori deriva infatti generalmente da un\u2019impresa precedente che era un impresa capitalista della quale quei lavoratori erano dipendenti. Fra l\u2019altro, il gruppo dei lavoratori non necessariamente rimane lo stesso nel corso di questa trasformazione. Molte imprese recuperate sono occupate, ma non tutte lo sono per forza. La maggior parte di esse, inoltre, si trasformano in cooperative dei lavoratori ma, anche qui, non stiamo parlando di una regola che non ammette eccezioni, dal momento che esistono Ert che non si sono costituite in cooperativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come si \u00e8 arrivati al movimento delle imprese recuperate dai lavoratori in Argentina e in che modo esso si \u00e8 sviluppato a partire dai drammatici eventi che il paese ha vissuto alla fine del 2001?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, in Argentina esistevano delle imprese recuperate dai lavoratori anche <em>prima<\/em> della crisi del dicembre 2001. Ce n\u2019erano gi\u00e0 alcune che si erano formate, in condizioni difficilissime, negli anni dell\u2019egemonia assoluta del menemismo e del neoliberismo. La crisi del 2001 ha pi\u00f9 che altro fatto da moltiplicatore di casi di questo tipo, oltre a dare il l\u00e0 a tutta una serie di manifestazioni di solidariet\u00e0 attorno alle imprese recuperate che hanno cominciato a far parlare di \u201cmovimento\u201d delle imprese recuperate stesse. La grande differenza fra l\u2019Argentina e altri paesi, infatti, non consiste nella presenza o meno di imprese recuperate dai lavoratori ma nel fatto che in Argentina queste sono state all\u2019origine di un vero e proprio movimento. Non saprei dire quanto esso sia stato forte ed efficace, ma di sicuro \u00e8 stato molto visibile, molto capace di esercitare una pressione anche sul potere politico soprattutto nei primi anni, e cio\u00e8 nel 2002, 2003 e 2004. Quando poi la situazione economica del paese si \u00e8 stabilizzata, nel movimento sono comparse delle divisioni, delle fratture, per cui oggi non c\u2019\u00e8 un solo movimento ma varie organizzazioni che includono imprese recuperate. Di fatto si tratta per lo pi\u00f9 di divisioni fra dirigenti politici, che coinvolgono meno la base dei lavoratori, eppure sono presenti. Va anche detto che, nonostante questa frammentazione, il movimento \u00e8 cresciuto molto e ci sono oggi molte pi\u00f9 imprese recuperate e gestite dai lavoratori di un tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Che ruolo ha svolto nel movimento delle imprese recuperate argentine la solidariet\u00e0 sociale che si \u00e8 creata intorno ad esse? Mi riferisco soprattutto al rapporto con la comunit\u00e0 e con il quartiere circostanti, ma anche a quello con altri movimenti sociali e, perch\u00e9 no, con i consumatori, visto che un\u2019impresa vive solo se c\u2019\u00e8 qualcuno che ne compra i prodotti\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 un aspetto fondamentale, perch\u00e9 nessuna impresa \u00e8 stata \u201crecuperata\u201d dai soli lavoratori. Un ruolo importantissimo ai fini del recupero e della messa in produzione \u00e8 stato sempre svolto dalla solidariet\u00e0 sociale e dalle mobilitazioni che si sono create attorno all\u2019impresa stessa. Nel 2001 questo era molto evidente: ad interagire con le Ert c\u2019erano le assemblee popolari di quartiere, il movimento dei <em>piqueteros<\/em>, il movimento studentesco eccetera. C\u2019era un ampio movimento di solidariet\u00e0 che ha avuto un ruolo imprescindibile nel far vivere alcune esperienze. I casi pi\u00f9 famosi sono quelli della Zanon e della Chilavert ma lo stesso \u00e8 successo in molte altre circostanze. Col passare del tempo, e col mutare della situazione del paese, tutto ci\u00f2 \u00e8 un po\u2019 cambiato. Oggi c\u2019\u00e8 pi\u00f9 solidariet\u00e0, ad esempio, <em>tra<\/em> imprese recuperate, e pi\u00f9 solidariet\u00e0 verso quest\u2019ultime da parte di altri tipi di movimenti comunitari, in alcuni casi anche da parte del potere politico e da parte dei sindacati, che inizialmente non vedevano di buon occhio il fenomeno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, questo \u00e8 solo un lato della questione. L\u2019altra faccia della medaglia \u00e8 data da una situazione odierna nella quale i lavoratori di una fabbrica recuperata sono in grado spesso non solo di ricevere solidariet\u00e0 ma anche di darla. Negli ultimi anni si sono andate formando delle attivit\u00e0 di solidariet\u00e0 che partono dalla fabbrica e che rappresentano in qualche modo un\u2019evoluzione della solidariet\u00e0 ricevuta precedentemente dalla comunit\u00e0. \u00c8 cos\u00ec che, nello spazio fisico dell\u2019impresa, vengono create iniziative, ad esempio centri culturali, scuole popolari eccetera, che non rispondono a un logica di razionalit\u00e0 economica, che non servono cio\u00e8 a creare reddito per i lavoratori dell\u2019impresa, ma che vengono comunque considerate da quest\u2019ultimi come una parte essenziale dell\u2019impresa recuperata. Per quanto riguarda invece il ruolo dei consumatori, la questione \u00e8 un po\u2019 diversa perch\u00e9, in generale, le imprese recuperate non producono per la vendita al dettaglio ma per il consumo intermedio, cio\u00e8 per la distribuzione, anche se esistono esempi isolati in cui si fa vendita al dettaglio e anche in questo caso si \u00e8 instaurato un rapporto di solidariet\u00e0 con chi compra per far vivere l\u2019impresa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/rimaflow-250.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-1937\" src=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/rimaflow-250.jpg\" alt=\"rimaflow-250\" width=\"250\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/rimaflow-250.jpg 250w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/rimaflow-250-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/fabbriche-recuperate-130.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-1938\" src=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/fabbriche-recuperate-130.jpg\" alt=\"fabbriche-recuperate-130\" width=\"130\" height=\"206\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un altro aspetto importante \u00e8 quello della forma che assume la propriet\u00e0 dell\u2019impresa gestita dai lavoratori. Storicamente si danno vari esempi: cooperative (la cui esistenza isolata nel mercato capitalistico pone com\u2019\u00e8 noto dei problemi), imprese che lottano per essere nazionalizzate mantenendo per\u00f2 il controllo operaio sulla produzione, semplici imprese \u201cdi Stato\u201d eccetera\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 il tema della propriet\u00e0 non passa per la forma cooperativa. La cooperativa \u00e8 una forma legale che viene adottata per consentire all\u2019impresa di essere un soggetto che ha un suo status giuridico nei confronti dello Stato. Il problema della propriet\u00e0, invece, nasce dal fatto che la maggior parte delle imprese recuperate dai lavoratori erano anteriormente imprese in fallimento ma propriet\u00e0 di alcuni capitalisti, per cui c\u2019\u00e8 un procedimento legale in corso per stabilire di chi sia la propriet\u00e0 che, di fatto, \u00e8 soggetta a disputa. La cooperativa dei lavoratori spesso non ha ancora ereditato la propriet\u00e0, perch\u00e9 in genere questa \u00e8 oggetto di una battaglia legale e c\u2019\u00e8 in corso una mobilitazione per l\u2019espropriazione, ovvero una campagna di pressione affinch\u00e9 il Congresso espropri l\u2019impresa per ragioni di utilit\u00e0 pubblica e la dia ai lavoratori stessi. Ma si tratta di un processo che, nella maggior parte dei casi, \u00e8 lungo ed \u00e8 tuttora in corso, per cui la propriet\u00e0 delle imprese recuperate \u00e8 spesso in una situazione di ambiguit\u00e0 giuridica: i lavoratori spesso hanno il controllo dell\u2019azienda, la usano, ma non ne sono ufficialmente proprietari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tema della propriet\u00e0 \u00e8 separato da quello del rapporto fra cooperativa e mercato. \u00c8 vero che se la cooperativa detiene la propriet\u00e0 ha anche accesso a linee di credito che altrimenti non ha; d\u2019altro lato, se la cooperativa non detiene la propriet\u00e0, \u00e8 in uno stato di precariet\u00e0 giuridica permanente. Ma il problema del rapporto fra cooperativa e mercato \u00e8 un altro problema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Qual \u00e8 il senso dello slogan \u201coccupare, resistere, produrre\u201d?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di uno slogan che in realt\u00e0 il movimento delle imprese recuperate ha ripreso dal movimento dei <i>sem terra<\/i> brasiliani. La sua virt\u00f9 sta nel fatto che riesce a sintetizzare il momento iniziale del processo di recupero: prima l\u2019occupazione, per evitare che vengano portate via le macchine, per evitare che il luogo di lavoro cessi di fatto di esistere; poi la fase di resistenza, perch\u00e9 molto probabilmente dopo l\u2019occupazione ci sar\u00e0 un tentativo di sgombero, un tentativo repressivo da parte della polizia; e poi infine, per far vincere veramente la resistenza, si tratta di far funzionare l\u2019impresa, di produrre e di dimostrare che produrre si pu\u00f2 anche senza il padrone. Si tratta di tre momenti successivi, che tuttavia si possono dare anche simultaneamente: ci sono diverse imprese recuperate in cui si \u00e8 occupato lo stabilimento cominciando subito a produrre e allo stesso tempo tentando di resistere. Nella realt\u00e0, quindi, i tre momenti possono essere separati o congiunti, dipende dalle circostanze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Che rapporto intrattiene il movimento delle imprese recuperate dai lavoratori con il sindacato?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema del sindacato rispetto al movimento delle Ert consiste nel suo percepirsi tradizionalmente come l\u2019organizzazione che rappresenta i lavoratori <i>contro<\/i> i padroni, o comunque come un\u2019istituzione che svolge un ruolo di intermediazione. Tuttavia, qui il padrone non c\u2019\u00e8\u2026 Senza il padrone, il sindacato tradizionale perde interesse a una situazione in cui sembra superfluo. Anche per questo alcuni sindacati, inizialmente, si sono opposti alle imprese recuperate. Ce ne sono poi stati anche altri che hanno invece capito meglio la situazione e hanno cercato di integrare \u2013 e allo stesso tempo di contenere \u2013 i lavoratori all\u2019interno delle rispettive organizzazioni, riconoscendo contemporaneamente di aver a che fare con cooperative senza padrone. Ad ogni modo, si tratta di una relazione conflittuale, perch\u00e9 le imprese recuperate mettono in discussione molte cose, e una di queste \u00e8 proprio il sindacato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>(30 settembre 2014)<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da da Micromega \/30 settembre 2014 intervista a Andr\u00e9s Ruggeri di Marco Zerbino Nell\u2019Argentina del post-2001, mentre un intero paese oscillava pericolosamente sull\u2019orlo del baratro a causa di anni di politiche economiche neoliberiste imposte dal menemismo, si sono moltiplicati esempi di fabbriche e imprese recuperate e autogestite dai lavoratori. 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