{"id":2316,"date":"2014-11-04T22:00:35","date_gmt":"2014-11-04T21:00:35","guid":{"rendered":"https:\/\/rimaflow.it\/?p=2316"},"modified":"2017-12-01T23:37:34","modified_gmt":"2017-12-01T22:37:34","slug":"aam-terra-nuova-rimaflow-la-fabbrica-senza-padroni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rimaflow.it\/index.php\/2014\/11\/04\/aam-terra-nuova-rimaflow-la-fabbrica-senza-padroni\/","title":{"rendered":"AAM Terra Nuova: &#8220;Rimaflow, la fabbrica senza padroni&#8221;"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/aam-terranuova-Rimaflow-.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-2317\" src=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/aam-terranuova-Rimaflow-.jpg\" alt=\"aam terranuova Rimaflow\" width=\"621\" height=\"414\" srcset=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/aam-terranuova-Rimaflow-.jpg 621w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/aam-terranuova-Rimaflow--300x200.jpg 300w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/aam-terranuova-Rimaflow--600x400.jpg 600w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/aam-terranuova-Rimaflow--134x90.jpg 134w\" sizes=\"(max-width: 621px) 100vw, 621px\" \/><\/a><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Rimaflow, la fabbrica senza padroni<\/h2>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Una proposta per superare la crisi del lavoro, un tentativo di ricucire il tessuto sociale dando spazio a proposte, autonomia ed ecologia. Vi raccontiamo la Rimaflow di Trezzano sul Naviglio (Milano), un esperimento concreto di cambiamento.<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di<strong> Francesca Guidotti<\/strong> \/5 novembre 2014<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono giunta alla Rimaflow lasciando il trenino regionale e percorrendo qualche centinaio di metri a piedi nell\u2019area industriale di Trezzano sul Naviglio, a pochi chilometri da Milano. Mi stavo dirigendo verso l\u2019ex Maflow, una fabbrica occupata, per partecipare in veste di presidente RIVE (Rete italiana villaggi ecologici) all\u2019assemblea Sovranit\u00e0 alimentare e sovranit\u00e0 sociale dei territori indetta per individuare un percorso di protesta e di proposta alternativa all\u2019EXPO 2015. Prima di partire mi ero informata sulla RiMaflow. Provavo empatia e stima per il progetto ma non potevo immaginare di trovarmi davanti a fiore cresciuto in mezzo al cemento. Si, un fiore, simbolo di nuova vita e freschezza in mezzo alle rigidit\u00e0 delle condizioni circostanti e bellezza senza pretese.<br \/>\nMa facciamo un passo indietro.<br \/>\nDal 1973 nei 30.000 mq di capannone si producevano componenti e ricambi automobilistici. Nel 2004, lo stabilimento viene acquistato dalla Maflow, che raggiunge la sua massima espansione nel 2007, con 320 dipendenti nel solo stabilimento di Trezzano. Due anni dopo, cominciano i problemi finanziari e si avvia una lenta decadenza con progressivo aumento di licenziamenti.<br \/>\n\u00c9 stato in un contesto di protesta che un seme \u00e8 cominciato a germogliare nella mente dei cassaintegrati: costituire una Cooperativa, una Societ\u00e0 di Mutuo Soccorso, che avrebbe potuto creare lavoro dall\u2019interno invece di arrancare nel trovare commesse esterne. Nel 2012 l\u2019idea diventa pi\u00f9 concreta quanto il centro per l\u2019impiego AFOL Sud Milano di Corsico, che gi\u00e0 supportava i cassintegrati MAFLOW S.p.A., propone un percorso imprenditoriale per tutti i soggetti interessati a costituirsi in Cooperativa. In pi\u00f9, a fine anno, anche la Regione Lombardia prende in considerazione i cassintegrati MAFLOW nell\u2019ambito del proprio progetto di \u201cImpresa Sociale come rescue-company\u201d.<br \/>\nNel frattempo la Maflow chiude i battenti e una parte degli ex dipendenti occupa la fabbrica, costituendosi dal 1\u00b0 Marzo 2013\u00a0 Cooperativa Sociale ONLUS \u201cRiMaflow\u201d e Associazione \u201cOccupy Maflow\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di l\u00ec a poco, la grande apertura mentale e l\u2019impegno dei lavoratori, ha permesso di recuperare 100 posti di lavoro (circa il 30% dei dipendenti nel momento di massima espansione della fabbrica) costituendo la Cittadella dell\u2019altra economia, dove le attivit\u00e0 produttive, il mutuo soccorso e l\u2019ecologia sono state fuse in un\u2019unica cultura.<br \/>\nNell\u2019enorme capannone sono spuntate come funghi varie attivit\u00e0: il la palestra popolare, la sala prove, laboratori artistici, il \u201cBar Abba\u201d, l\u2019ostello per i rifugiati, la sala conferenze. Ma ci\u00f2 che pi\u00f9 mi ha colpito \u00e8 il grande mercato permanente dell\u2019usato in cui si trovano oggetti antichi e moderni, con una vasta possibilit\u00e0 di scelta a prezzi estremamente contenuti. Un po\u2019 pi\u00f9 defilata rispetto al mercato, ma estremamente interessante \u00e8 l\u2019officina per il recupero delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE). Curata dalla cooperativa sociale onlus RiMaflow i rifiuti elettronici vengono riciclati, riutilizzati e rivenduti a basso prezzo oppure regalati a enti meritevoli o persone meno abbienti, conciliando solidariet\u00e0, rispetto per l\u2019ambiente e qualit\u00e0 del prodotto \u201cMade in Italy\u201d. Il principio seguito \u00e8 quello del Riuso a km0, ovvero un reperimento del materiale in un raggio di 100 km, considerando che raccolta e smistamento dei rifiuti rappresentano un costo economico ed ambientale molto alto.<br \/>\nFiore all\u2019occhiello dell\u2019iniziativa sono le autoproduzioni per la filiera Fuorimercato, come il \u201cRimoncello\u201d o la \u201cRipassata\u201d prodotti rispettivamente con i limoni e i pomodori acquistati all\u2019associazione SOS Rosarno a cui offrono, come ai piccoli produttori agricoli del parco Sud di Milano, l\u2019uso degli ambienti della fabbrica per lo smistamento dei prodotti ai G.A.S.<br \/>\nUn fiore che ha spaccato il cemento, quindi. Un\u2019idea che ha valicato le mura dell\u2019abitudine, della rassegnazione, del \u201csi \u00e8 sempre fatto cos\u00ec\u201d. Un passaggio da pianta in vaso a pianta spontanea, da dipendente a indipendente, cogliendo ampiamente le sfumature dell\u2019attuale contesto sociale, storico e culturale. Un felice mix tra resistenza e resilienza.<br \/>\nMa la storia non finisce qui, anzi, \u00e8 appena cominciata.<br \/>\nLe attivit\u00e0 adesso esigono un salto di qualit\u00e0 per assicurare un futuro a questa esperienza e garantire un salario dignitoso a tutti i lavoratori.<br \/>\nSe il prossimo obbiettivo culturale di RiMaflow \u00e8 fare rete con esperienze affini per promuovere iniziative che mostrino l\u2019ampio spettro di proposte alternative alla logica culturale dell\u2019EXPO, sul piano pratico \u00e8 raccogliere la somma di 15.000 euro per l\u2019acquisto di un impianto ad aria compressa fondamentale per alimentare le strumentazioni dell\u2019officina. Per questo sulla piattaforma di crowdfunding (finanziamento collettivo \u201cdal basso\u201d)<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\"><a href=\"https:\/\/www.produzionidalbasso.com\/project\/rimaflow-vuole-vivere\/\"><span style=\"color: #ff0000;\">https:\/\/www.produzionidalbasso.com\/project\/rimaflow-vuole-vivere <\/span><\/a>\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti i simpatizzanti possono dare un segno concreto di riconoscimento del valore socio-culturale dell\u2019iniziativa RiMaflow e la gratitudine per il loro sognare cos\u00ec forte che ha reso reale qualcosa che poteva sembrare impensabile, come un fiore che nasce in <span style=\"color: #000000;\">mezzo al cemento.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.aamterranuova.it\/MappaEcovillaggi\/Ecovillaggi-e-cohousing\/Rimaflow-la-fabbrica-senza-padroni\"><span style=\"color: #ff0000;\">http:\/\/www.aamterranuova.it\/MappaEcovillaggi\/Ecovillaggi-e-cohousing\/Rimaflow-la-fabbrica-senza-padroni<\/span><\/a><\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rimaflow, la fabbrica senza padroni Una proposta per superare la crisi del lavoro, un tentativo di ricucire il tessuto sociale dando spazio a proposte, autonomia ed ecologia. 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