{"id":2360,"date":"2014-11-19T08:00:09","date_gmt":"2014-11-19T07:00:09","guid":{"rendered":"https:\/\/rimaflow.it\/?p=2360"},"modified":"2017-12-01T23:25:45","modified_gmt":"2017-12-01T22:25:45","slug":"lavorare-senza-padroni-dalla-rimaflow-lesempio-di-unalternativa-possibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rimaflow.it\/index.php\/2014\/11\/19\/lavorare-senza-padroni-dalla-rimaflow-lesempio-di-unalternativa-possibile\/","title":{"rendered":"ADISTA: Lavorare senza padroni. Dalla RiMaflow l\u2019esempio di un\u2019alternativa possibile"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Rimaflow-fabbrica_recuperata621-414-.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-2361\" src=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Rimaflow-fabbrica_recuperata621-414-.jpg\" alt=\"Rimaflow fabbrica_recuperata621 414\" width=\"621\" height=\"414\" srcset=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Rimaflow-fabbrica_recuperata621-414-.jpg 621w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Rimaflow-fabbrica_recuperata621-414--300x200.jpg 300w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Rimaflow-fabbrica_recuperata621-414--600x400.jpg 600w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Rimaflow-fabbrica_recuperata621-414--134x90.jpg 134w\" sizes=\"(max-width: 621px) 100vw, 621px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Di <strong>Claudia Fanti<\/strong> -Da Adista n. 42\/14<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tempi di disoccupazione di massa, di licenziamenti, delocalizzazioni, chiusure di stabilimenti e contratti sempre pi\u00f9 precari, \u00e8 diventata, in poco pi\u00f9 di un anno e mezzo, il simbolo di un\u2019alternativa possibile: \u00e8 la RiMaflow, la \u201cfabbrica senza padroni\u201d, occupata da un gruppo di lavoratori e lavoratrici licenziati dalla Maflow, multinazionale della componentistica per le auto, i quali, dopo la chiusura dello stabilimento di Trezzano sul Naviglio e il trasferimento della produzione in Polonia, hanno deciso di riappropriarsi dell\u2019area industriale \u2013 30mila metri quadrati di cui 14mila coperti \u2013 dando vita a una cooperativa onlus per il recupero e il riciclo di materiali di scarto, in particolare apparecchiature elettriche (per saperne di pi\u00f9 si pu\u00f2 consultare il sito www.rimaflow.it). Un progetto di riconversione ecologica pi\u00f9 che mai significativo a fronte di una cronica incapacit\u00e0, anche da parte della sinistra, di conciliare un modello ecocompatibile con la soddisfazione delle necessit\u00e0 della popolazione, a cominciare dalla tutela dei posti di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 cos\u00ec, grazie alla lotta degli operai che non hanno voluto arrendersi, che \u00e8 nata la RiMaflow, dove \u201cRi\u201d, spiegano i lavoratori, sta \u00abper tutte le cose belle che vogliamo rappresentare che cominciano cos\u00ec (Rinascita, Riuso, Riciclo, Riappropriazione, Rivolta \u2013 il debito -, Rivoluzione)\u00bb e \u00abanche per dire \u201cecco di nuovo la Maflow!\u201d, \u201c\u00e8 ancora Maflow!\u201d, pensavate fossimo finiti, invece no!\u00bb. E la fabbrica \u00e8 diventata anche la sede di un Gruppo di acquisto solidale, Fuorimercato, che collabora tanto con i produttori locali quanto con quelli calabresi di Sos Rosarno, l\u2019associazione che combatte caporali e \u2018ndrangheta offrendo speranza e opportunit\u00e0 di riscatto a lavoratori italiani e migranti. E ha avviato un Mercatino dell\u2019usato, con circa 70 espositori permanenti, in massima parte disoccupati e\/o pensionati al minimo, organizzando anche diverse attivit\u00e0 artigianali per creare nuove opportunit\u00e0 di lavoro. Non \u00e8 un caso, insomma, che Jo\u00e3o Pedro St\u00e9dile \u2013 leader di quel Movimento dei Senza Terra che deve proprio alla pratica dell\u2019occupazione tutto ci\u00f2 che ha conquistato nel corso dei suoi 30 anni di vita \u2013 abbia battezzato la fabbrica, durante la sua visita a Milano lo scorso primo novembre, \u00abl\u2019ambasciata del Mst a Milano\u00bb. E non \u00e8 un caso che la RiMaflow abbia ricevuto anche un altro importante riconoscimento: l\u2019invito a partecipare all\u2019Incontro dei movimenti popolari in Vaticano, tra altre organizzazioni del settore informale e dell\u2019economia popolare, a proposito del quale papa Francesco ha detto, nel suo discorso ai movimenti, che \u00abquesto, oltre che lavoro, \u00e8 poesia!\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la \u201cfabbrica senza padrone\u201d ha bisogno dell\u2019aiuto di tutti per fare il salto di qualit\u00e0 che permetta ai lavoratori di vivere dignitosamente: dopo aver ripristinato gran parte dell\u2019impianto elettrico industriale, c\u2019\u00e8 ora bisogno di un grande impianto ad aria compressa, indispensabile per l\u2019avvio della produzione (servono almeno 15mila euro, di cui ne sono stati raccolti quasi la met\u00e0: chi vuole offrire un contributo pu\u00f2 andare alla pagina web <strong><span style=\"color: #ff0000;\"><a href=\"https:\/\/www.produzionidalbasso.com\/project\/rimaflow-vuole-vivere\/\"><span style=\"color: #ff0000;\">www.produzionidalbasso.com\/project\/rimaflow-vuole-vivere<\/span><\/a>)<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00c8 di tutto questo che abbiamo parlato con l\u2019ex senatore di Rifondazione Comunista Gigi Malabarba, presente all\u2019incontro dei movimenti popolari in Vaticano come rappresentante della RiMaflow, nell\u2019intervista che qui di seguito riportiamo. (Claudia fanti)<\/em><\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Una strada praticabile<\/h2>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Intervista a<strong> Gigi Malabarba<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>All\u2019incontro dei movimenti popolari in Vaticano \u201cTerra, Labor, Domus\u201d, c\u2019eri anche tu, in rappresentanza della RiMaflow. Che valutazione puoi offrire di questa singolare esperienza?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 stata una esperienza interessante e molto istruttiva. Nel corso degli anni, soprattutto in relazione alle iniziative di solidariet\u00e0 con le lotte di liberazione in America latina, avevo avuto occasione di incontrare militanti legati alla Teologia della Liberazione, alcuni dei quali persino impegnati in organizzazioni guerrigliere marxiste, per cui l\u2019impegno rivoluzionario di molti cristiani e cristiane mi \u00e8 apparso naturale e, se vuoi, molto conseguente. Che le porte del Vaticano si aprissero per ospitare un incontro internazionale dei movimenti popolari la ritengo per\u00f2 una novit\u00e0, assai apprezzabile.<br \/>\nIndipendentemente dalle ragioni che hanno motivato papa Bergoglio e i suoi collaboratori, si tratta obiettivamente di un riconoscimento delle lotte per il lavoro, la terra e la casa e di uno spazio assai importante per tutte e tutti coloro che nell\u2019ambito della Chiesa sono impegnati nei movimenti sociali. Forse non si tratta di una novit\u00e0 in assoluto: il Concilio Vaticano II, Medell\u00edn e Puebla erano gi\u00e0 parte della storia recente; ma di certo \u00e8 cos\u00ec che appare, dopo i pontificati di Woityla e di Ratzinger\u2026<br \/>\nCome RiMaflow non ne possiamo che trarre un incoraggiamento. Non credo di mettere in difficolt\u00e0 nessuno se dico che, incontrando un rappresentante della Caritas, questi ci ha detto: \u201cBe\u2019, dopo quel che vi ha detto il papa, che problema volete che ci sia per noi a collaborare con una fabbrica occupata?\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come nasce e si sviluppa la RiMaflow? Quali obiettivi persegue?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Maflow operava nel settore automotive e funzionava bene finch\u00e9 il fondo finanziario che l\u2019ha acquisita non ha accollato alla parte produttiva le perdite (pi\u00f9 o meno volute) del settore finanziario. Dopodich\u00e9 sono seguite l\u2019amministrazione straordinaria, la gara d\u2019asta, vinta da un polacco interessato solo a marchio e commesse Bmw, e la conseguente chiusura nel dicembre 2012, che ha lasciato a casa 330 lavoratori e lavoratrici. In mancanza di altri sbocchi lavorativi, e sulla base dell\u2019esperienza di lotta contro la chiusura, che aveva visto anche un periodo di semi-occupazione dello stabilimento tra il 2009 e il 2010, un gruppo ha deciso di non rassegnarsi al licenziamento ed \u00e8 passato all\u2019occupazione, per tentare di rimettere in funzione la fabbrica senza padrone. Partendo dal presupposto che per noi si trattava di una sorta di \u201crisarcimento sociale\u201d per il licenziamento \u2013 roba nostra, per capirsi \u2013 da cui ripartire senza impegnare il nostro tfr o tutti gli ammortizzatori e magari indebitarsi per pagare un affitto per avviare un\u2019attivit\u00e0. Che poi \u00e8 quello che ci consigliavano la Lega delle Cooperative o i professori della Bocconi: diventate imprenditori e assumetevi il rischio d\u2019impresa. Noi abbiamo risposto: il nostro capitale da investire \u00e8 la nostra forza lavoro; certamente rischiamo, ma intanto ci prendiamo quel che \u00e8 nostro.<br \/>\nE cos\u00ec \u00e8 nata RiMaflow, la rinascita della Maflow. E il \u201cri\u201d \u00e8 diventato il nostro suffisso obbligatorio, ben impresso su un grande striscione \u201cprogrammatico\u201d affisso sui cancelli: ri-uso, ri-ciclo, ri-appropriazione, ri-volta il debito, ri-voluzione. Perch\u00e9 \u00e8 in direzione di una produzione indirizzata in senso ecologista che ci stiamo muovendo, che nel nostro piccolo rappresenta sul serio una rivoluzione: recuperare dagli apparecchi elettrici ed elettronici, ma anche dal legno e da altre cose la materia prima da rimettere nel circuito produttivo. \u00c8 un bisogno sociale a cui vogliamo rispondere e fa bene al pianeta. Ma siccome avevamo bisogno di risorse per poter risistemare 14mila mq di capannoni su un\u2019area grande il doppio e comprare i macchinari, ci siamo inventati una \u201cCittadella dell\u2019altra economia\u201d, con un mercato dell\u2019usato e un mercato agricolo, che comprende la logistica per i produttori biologici del Parco Sud Milano, laboratori artigianali, bar-ristorazione, un ostello, attivit\u00e0 culturali\u2026 Ora, oltre ai primi 20 soci, c\u2019\u00e8 un altro centinaio di disoccupati che vive nella Cittadella. Contiamo nei prossimi sei mesi di passare da un rimborso a un vero salario pieno, contributi compresi. Lavoro, reddito, dignit\u00e0 e autogestione sono le altre nostre parole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Esistono diverse altre esperienze di autogestione in Italia e nel mondo, a cominciare dalle <span style=\"color: #ff0000;\"><a href=\"http:\/\/ilmegafonoquotidiano.it\/libri\/le-fabbriche-recuperate\"><span style=\"color: #ff0000;\">fabricas recuperadas argentine<\/span><\/a><\/span>. Esistono collegamenti tra le diverse esperienze? Quali potenzialit\u00e0 e prospettive pu\u00f2 avere questo movimento?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono proprio le fabricas recuperadas argentine che ci hanno ispirato. \u00c8 un tentativo di rispondere alla crisi, non certo \u201cla\u201d soluzione. Come in Argentina, noi ci siamo trovati di fronte al \u201cche fare\u201d dopo la chiusura della fabbrica e non abbiamo accettato che questa fosse la fine di tutto. E con l\u2019autogestione abbiamo individuato il modello migliore per uscire dalla logica di sfruttamento che ci aveva portato ad essere considerati uno \u201cscarto\u201d, come una qualsiasi merce. Un concetto usato, assai significativamente, anche da papa Bergoglio. Noi sappiamo che in una societ\u00e0 dominata dalle leggi del Mercato non \u00e8 possibile far vivere esperienze \u201cfuori mercato\u201d se non all\u2019interno di un quadro di conflitto sociale che conquisti nuove regole. Per questo abbiamo chiamato \u201cautogestione conflittuale\u201d la nostra esperienza, altrimenti c\u2019\u00e8 il rischio di adattarsi alle regole del padrone, il quale concepisce l\u2019attivit\u00e0 di una cooperativa come strumento di auto-sfruttamento in una concorrenza al ribasso nei confronti degli altri lavoratori. Vogliamo forse nasconderci che questa \u00e8 la realt\u00e0 della gran parte delle cooperative nate in questi ultimi anni, malgrado il richiamo al glorioso movimento delle societ\u00e0 di mutuo soccorso di fine Ottocento?<br \/>\nPer questo RiMaflow e le altre esperienze analoghe non devono restare sole, ma devono collegarsi tra loro e lottare nel pi\u00f9 generale mondo del lavoro per ottenere un riconoscimento giuridico, un\u2019assegnazione del luogo in cui operano, che \u00e8 l\u2019unica modalit\u00e0 per consentire un\u2019attivit\u00e0 regolare di produzione. Pur apprezzandone l\u2019esistenza e la positivit\u00e0, non possiamo essere un centro sociale: vogliamo essere una fabbrica recuperata che produce reddito e apre una via verso una nuova economia.<br \/>\nA gennaio abbiamo partecipato al primo incontro europeo delle fabbriche recuperate, dal titolo \u201cL\u2019economia dei lavoratori\u201d, all\u2019interno della Fralib di Marsiglia, una fabbrica occupata e recuperata, e a luglio del 2015 saremo in Venezuela per l\u2019Incontro mondiale che si terr\u00e0 anch\u2019esso in una fabbrica recuperata. L\u2019obiettivo \u00e8 creare un movimento di imprese senza padroni, non solo fabbriche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cosa chiedete al riguardo alla politica italiana?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi verrebbe da rispondere \u201cniente\u201d, perch\u00e9 questa politica \u00e8 contro i lavoratori e gli sfruttati. Tutta quanta, spiace dirlo, anche se i gradi di responsabilit\u00e0 sono diversi. La politica va ricostruita dal basso. Sar\u00e0 forse per questo che poi i movimenti si riuniscono altrove\u2026 Le istituzioni, per\u00f2, sono un interlocutore e noi da queste dobbiamo ottenere, ad esempio, una legge che dica: se un padrone vuole andarsene, magari dopo aver ricevuto sussidi pubblici, se ne vada pure, ma lasci qui fabbrica e macchinari se i lavoratori vogliono rimettere in funzione l\u2019attivit\u00e0. Si tratta del risarcimento sociale per il licenziamento sub\u00ecto.<br \/>\nImpossibile? Le fabbriche argentine dimostrano che \u00e8 possibile. Governi locali o nazionali o sentenze dei tribunali hanno dovuto riconoscere le nuove situazioni, dettando norme tali da consentire la continuit\u00e0 della produzione nelle fabbriche occupate, permettendo per esempio ai lavoratori di entrare in possesso degli impianti e di riprendere e innovare la produzione. Ma solo perch\u00e9 c\u2019\u00e8 stata una lotta che ha imposto tutto ci\u00f2. Da allora, anche governi progressisti latinoamericani come quello venezuelano e quello boliviano hanno sostenuto tale movimento come un progetto economico. Nell\u2019Europa liberista oggi sembra una meta irraggiungibile. Vedremo. Noi stiamo cercando di dimostrare che \u00e8 una strada praticabile, se ci sar\u00e0 il sostegno pi\u00f9 largo di tutte e tutti coloro che combattono questo capitalismo in crisi e credono in un\u2019alternativa. Abbiamo lanciato una campagna di sostegno che abbiamo chiamato \u201cRiMaflow vuole vivere\u201d, con il grande apporto del MST brasiliano e di Jo\u00e3o Pedro St\u00e9dile in particolare. Sul nostro sito<strong> www.rimaflow.it<\/strong> si possono trovare tutte le modalit\u00e0 per partecipare. Lottiamo insieme, riusciremo a cambiarlo questo mondo!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Claudia Fanti -Da Adista n. 42\/14 In tempi di disoccupazione di massa, di licenziamenti, delocalizzazioni, chiusure di stabilimenti e contratti sempre pi\u00f9 precari, \u00e8 diventata, in poco pi\u00f9 di un anno e mezzo, il simbolo di un\u2019alternativa possibile: \u00e8 la RiMaflow, la \u201cfabbrica senza padroni\u201d, occupata da un gruppo di lavoratori e lavoratrici licenziati [&#038;hellip<\/p>\n","protected":false},"author":1757,"featured_media":2361,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[8,7,116],"tags":[136,27],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/rimaflow.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2360"}],"collection":[{"href":"https:\/\/rimaflow.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/rimaflow.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/rimaflow.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1757"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/rimaflow.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2360"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/rimaflow.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2360\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10935,"href":"https:\/\/rimaflow.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2360\/revisions\/10935"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/rimaflow.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2361"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/rimaflow.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2360"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/rimaflow.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2360"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/rimaflow.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2360"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}