{"id":4651,"date":"2017-05-16T01:06:04","date_gmt":"2017-05-16T00:06:04","guid":{"rendered":"https:\/\/rimaflow.it\/?p=4651"},"modified":"2017-05-16T01:10:58","modified_gmt":"2017-05-16T00:10:58","slug":"firmate-la-petizione-in-difesa-di-ri-make-bene-comune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rimaflow.it\/index.php\/2017\/05\/16\/firmate-la-petizione-in-difesa-di-ri-make-bene-comune\/","title":{"rendered":"FIRMATE LA PETIZIONE IN DIFESA DI RI-MAKE BENE COMUNE"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-4653\" src=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/rimake-621-414-palazzo.jpg\" alt=\"\" width=\"621\" height=\"414\" srcset=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/rimake-621-414-palazzo.jpg 621w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/rimake-621-414-palazzo-300x200.jpg 300w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/rimake-621-414-palazzo-134x90.jpg 134w\" sizes=\"(max-width: 621px) 100vw, 621px\" \/><\/p>\n<p><strong>PETIZIONE<\/strong><\/p>\n<h1 class=\"xs-mtn xs-mbl\"><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/Ri.make1\/\">Ri-Make<\/a> \u00e8 un bene comune, difendiamolo!<\/h1>\n<p>Pochi giorni fa ci \u00e8 giunta una notizia: la propriet\u00e0 dello stabile di via Astesani 47, l\u2019ex Bnl recuperata dal progetto Ri-Make, verr\u00e0 trasferita ad una societ\u00e0 immobiliare privata con il compito di vendere lo stabile. Attualmente la propriet\u00e0 dell\u2019immobile \u00e8 in mano ad una societ\u00e0 liquidatrice, Argentaria S.r.l, che 13 anni fa ha ricevuto l\u2019incarico di rivendere lo stabile direttamente dall\u2019autorit\u00e0 giudiziaria, che ha sottratto la propriet\u00e0 dell\u2019ex Bnl ad una societ\u00e0 immobiliare a causa dei debiti contratti. Una storia di fallimenti pi\u00f9 o meno voluti e di indagini penali, infatti, ha portato la vecchia societ\u00e0 proprietaria in tribunale. Uno stabile per altro di un particolare valore architettonico, progettato dai fratelli Latis negli anni \u201860, e oggetto di studi del Politecnico di Milano, e soggetto di importanti mostre fotografiche sul patrimonio architettonico cittadino a Palazzo della Ragione.<\/p>\n<p>A 13 anni di distanza l\u2019immobile \u00e8 ancora invenduto ma negli ultimi 3 anni, dopo 10 di totale abbandono, quel luogo \u00e8 divenuto per Milano un bene comune: il 15 maggio del 2014 Ri-Make ha riaperto le porte di quell\u2019edificio.Ri-Make \u00e8 un bene comune di tutte e tutti. I progetti sociali, culturali e solidali che al suo interno si sono sviluppati, trasformando una banca abbandonata in uno spazio di riferimento per il quartiere e la citt\u00e0 intera, non possono essere messi in pericolo per gli interessi della speculazione immobiliare. La storia di questi tre anni va in direzione decisamente opposta a quegli interessi: \u00e8 la storia di un luogo dove al centro ora stanno le relazioni umane, i bisogni sociali, il dibattito e il confronto, la ricchezza degli scambi culturali.<\/p>\n<p>Il recupero sociale di uno spazio finito in disuso a causa di operazioni illecite, \u00e8 un\u2019esperienza molto simile al recupero dei beni confiscati alle mafie.<\/p>\n<p>&#8220;Ma occupare \u00e8 illegale&#8221;, si dice.<\/p>\n<p>Ma, in tutta questa storia, dove sta davvero la legalit\u00e0?<\/p>\n<p>Formalmente \u00e8 legale tenere uno stabile sfitto, vuoto e abbandonato al degrado, ma \u00e8 giusto? Noi pensiamo sia uno spreco, un\u2019ingiustizia se si pensa al bisogno di spazi di cultura, solidariet\u00e0 e socialit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 legittimo allora tenere interi edifici vuoti, con il solo scopo di far alzare i prezzi del mercato immobiliare, quando ci sono decine di progetti senza la possibilit\u00e0 di avere uno spazio? progetti di assistenza legale ai rifugiati, corsi di informatica, rassegne cinematografiche, pranzi di quartiere, intervento sociale nelle periferie, progetti di promozione del km zero, gruppi di auto-aiuto contro la discriminazione di genere: \u00e8 giusto che non abbiano spazio?<\/p>\n<p>Ri-Make nasce dall\u2019idea che no, non sia giusto e che non dovrebbe essere nemmeno legale, perch\u00e9 i bisogni e la partecipazione di chi vive nei quartieri, soprattutto nelle periferie, dovrebbero stare al primo posto nella gestione di un territorio.<\/p>\n<p>Alcune leggi a dire il vero, gi\u00e0 ci danno ragione, come quella che permette all\u2019amministrazione comunale di divenire proprietaria di beni privati abbandonati da pi\u00f9 di 5 anni. Oppure la legge sulla gi\u00e0 citata confisca dei beni alle mafie, che prevede l\u2019assegnazione di quei beni a progetti di valore sociale. Per altro, uno dei progetti che si \u00e8 sviluppato all\u2019interno dello spazio, il progetto \u201cHotel del mutuo soccorso e della solidariet\u00e0\u201d dell\u2019Associazione Mshikamano \u00e8 stato riconosciuto dalla Commissione Antimafia e dal Comitato Legalit\u00e0 di Regione Lombardia come proposta di riuso innovativo dei beni confiscati alla mafia, e presentato in Regione lo scorso 23\/03\/2017.<\/p>\n<p>Per questo pensiamo sia necessario:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>\u00a0la difesa del valore storico e architettonico dello stabile con un intervento della Soprintendenza all\u2019Archeologia e alle Belle Arti che ha il potere di vincolare i beni culturali per la loro salvaguardia e valorizzazione<\/strong><\/li>\n<li><strong>l\u2019esproprio da parte dell\u2019amministrazione Comunale &#8211; come prevede l\u2019Art.12 sul recupero urbano del nuovo regolamento urbanistico \u2013 e l\u2019emissione di una delibera sull\u2019uso civico dello spazio che ne riconosca la gestione collettiva e partecipata in virt\u00f9 della sua utilit\u00e0 sociale<\/strong> (come gi\u00e0 successo per il Teatro Montevergini occupato di Palermo e per sette spazi autogestiti a Napoli)<\/li>\n<li><strong>la tutela dei tanti progetti sociali, di solidariet\u00e0, culturali e aggregativi nati nello spazio<\/strong>: dalla serigrafia autogestita al coworking artistico gratuito allo sportello di consulenza legale e solidariet\u00e0 a migranti e rifugiati (che copre un vuoto istituzionale nella zona e per il quali siamo stati ricevuti in incontri ufficiali in Prefettura gi\u00e0 due volte); dai percorsi di educazione al genere e di contrasto alla violenza sulle donne ai progetti di cucina popolare; dal sostegno delle produzioni agricole biologiche e a filiera corta alle attivit\u00e0 culturali gratuite e aperte a tutti, attraverso sale prove musicali, rassegne cinematografiche, presentazioni di libri, concerti;<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>\u00a0Noi, firmatari e firmatarie di questa petizione, vogliamo sostenere e tutelare lo spazio di Ri-Make e i tanti progetti che lo abitano, prevenendo qualsiasi atto di sgombero.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Firmiamo perch\u00e9 venga aperto un tavolo di trattativa con la societ\u00e0 liquidatrice e il Comune di Milano, affinch\u00e9 possa trovarsi una soluzione condivisa che garantisca la sopravvivenza dei progetti nati nello spazio e il loro valore sociale e culturale.<\/strong><\/p>\n<h1>Cos\u2019\u00e8 Ri-make e chi lo abita e fa vivere&#8230;<\/h1>\n<p>Ri-Make \u00e8 il nome del progetto con cui \u00e8 stato ri-aperto e recuperato l&#8217;edificio dell&#8217;ex BNL di via Astesani 47 (MM3 Affori FN). Ri-Make fa parte di Communia Network, una rete nazionale di esperienze di riappropriazione e autogestione, di cui fanno parte, sul territorio metropolitano milanese, anche la fabbrica recuperata e autogestita Ri-Maflow (Trezzano sul Naviglio), ed il parco recuperato dell&#8217;ex area Cral di Magenta, oggi Ri-Parco.<\/p>\n<p>In questo momento all&#8217;interno dello spazio di Ri-Make stiamo portando avanti alcuni progetti:<\/p>\n<p><strong>People Before Borders<\/strong>: come rete di collettivi e associazioni, costruiamo un progetto di solidariet\u00e0 con i\/le migranti e rifugiati\/e di questa citt\u00e0 (e in particolare del Campo di Bresso), sostenendo le loro lotte per l&#8217;ottenimento dei documenti e di condizioni di vita dignitose. Oggi, accanto alla lotta per i diritti, costruiamo un progetto di autonomia lavorativa e abitativa per mezzo di forme cooperative e di mutuo aiuto. Inoltre, in collaborazione con uno studio di avvocati, forniamo un servizio consulenza legale completamente gratuita.<\/p>\n<p><strong>Collettivo Femminista Grrramigna<\/strong>: un percorso di condivisione e autonomia di donne che lottano contro tutte le discriminazioni e le violenze di genere, caratterizzando Ri.Make come spazio anti-sessista e queer con l&#8217;organizzazione di feste, presentazione libri e dibattiti, progetti di mutuo aiuto tra donne vittime di violenza e partecipando attivamente alla costruzione del movimento Non Una Di Meno a livello cittadino e nazionale.<\/p>\n<p><strong>Spazio (Af)FuoriMercato<\/strong>: progetto di presentazione e diffusione delle \u00abautoproduzioni\u00bb a filiera corta, autogestita e a &#8220;sfruttamento zero&#8221; (come quelle della fabbrica recuperata Ri-Maflow, dell&#8217;associazione SOS Rosarno, del progetto Netzanet di Bari). Uno spazio aperto per promuovere un consumo critico e consapevole che ha costituito un nuovo Gruppo di acquisto solidale. Da questo progetto \u00e8 nata l\u2019esperienza dei pranzi popolari la domenica &#8211; che permettono a tante persone di passare un pranzo in compagnia con una spesa di soli 3 euro &#8211; e i mercati popolari dei piccoli produttori.<\/p>\n<p><strong>Spazio CoWorking<\/strong>: spazi laboratoriali e produttivi collettivi e in condivisione, costruiti da settori di giovani precari\/e e disoccupati\/e che in una dinamica solidale collaborano a partire dalla propria formazione e dalle proprie competenze, sistematicamente escluse o malpagate dal mercato del lavoro. Tra gli spazi di attivit\u00e0 a disposizione di tutti\/e ci sono laboratori di pittura, serigrafia e stampa, fotografia e camera oscura.<\/p>\n<p><strong>Sala Prove Popolare Autogestita Ri-Make Music<\/strong>: sala prove autogestita a disposizione del quartiere aperta tutte le sere della settimana, che organizza anche concerti e jam session all\u2019interno dello spazio.<\/p>\n<p><strong>Bagdad caf\u00e9 &#8211; Libreria Fuorimercato<\/strong>: una libreria autogestita che presenta piccole case editrici e rende possibile la loro conoscenza, anche attraverso incontri con autrici\/autori.<\/p>\n<p><strong>Collettivo CineCaveau<\/strong>: laboratorio di autoproduzioni video e di studio del linguaggio cinematografico che organizza anche rassegne e proiezioni tematiche all&#8217;interno di Ri-MaKe.<\/p>\n<p>E ancora, spazi per incontri sulla situazione internazionale e la solidariet\u00e0 internazionalista (ricordiamo, tra i tanti organizzati, quelli sulla Siria e sull&#8217;Ucraina); spazi di giocoleria e teatro. E tutto quello che nel prossimo futuro riusciremo a mettere in piedi, insieme a chi \u00e8 interessato\/a a mettere le sue risorse a disposizione di un progetto collettivo e aperto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PETIZIONE Ri-Make \u00e8 un bene comune, difendiamolo! Pochi giorni fa ci \u00e8 giunta una notizia: la propriet\u00e0 dello stabile di via Astesani 47, l\u2019ex Bnl recuperata dal progetto Ri-Make, verr\u00e0 trasferita ad una societ\u00e0 immobiliare privata con il compito di vendere lo stabile. 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