{"id":4942,"date":"2017-07-31T00:50:35","date_gmt":"2017-07-30T23:50:35","guid":{"rendered":"https:\/\/rimaflow.it\/?p=4942"},"modified":"2017-07-31T00:53:32","modified_gmt":"2017-07-30T23:53:32","slug":"la-repubblica-del-30-luglio-lestate-resistente-della-rimaflow","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rimaflow.it\/index.php\/2017\/07\/31\/la-repubblica-del-30-luglio-lestate-resistente-della-rimaflow\/","title":{"rendered":"la REPUBBLICA DEL 30 LUGLIO: &#8220;L&#8217;ESTATE RESISTENTE DELLA RIMAFLOW&#8221;"},"content":{"rendered":"<h2><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-4943\" src=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/arrestateci-cittadella-621-414.jpg\" alt=\"\" width=\"621\" height=\"414\" srcset=\"https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/arrestateci-cittadella-621-414.jpg 621w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/arrestateci-cittadella-621-414-300x200.jpg 300w, https:\/\/rimaflow.it\/wp-content\/uploads\/arrestateci-cittadella-621-414-134x90.jpg 134w\" sizes=\"(max-width: 621px) 100vw, 621px\" \/><\/h2>\n<h2>Trezzano, gli operai Rimaflow contro la chiusura della fabbrica occupata: &#8220;Il lavoro \u00e8 dignit\u00e0, combatteremo&#8221;<\/h2>\n<h4>Da sette anni una cooperativa di 80 persone ha occupato gli spazi dell&#8217;ex azienda metalmeccanica con officine, biblioteca, laboratori. Ma dopo un&#8217;ispezione dei vigili \u00e8 scattata la denuncia in procura<\/h4>\n<p>Da &#8220;<a href=\"http:\/\/milano.repubblica.it\/cronaca\/2017\/07\/30\/news\/milano_rimaflow_fabbrica_occupata_operai-171963481\/\">La Repubblica<\/a>&#8221;\u00a0 del 30 luglio 2017<\/p>\n<p>Di Zita Dazzi<\/p>\n<p>C&#8217;era una volta la Maflow, azienda metalmeccanica da 300 operai che produceva componenti per auto. I padroni l&#8217;hanno chiusa e venduta nel 2010. La notizia \u00e8 che a sette anni di distanza quella che \u00e8 stata ribattezzata Rimaflow &#8211; nella stessa sede dell&#8217;ex fabbrica &#8211; c&#8217;\u00e8 ancora. A Trezzano sul Naviglio la Rimaflow &#8211; nella stessa sede dell&#8217;ex fabbrica dismessa &#8211; lotta perch\u00e9 chi ci lavora possa continuare a farlo. <a href=\"http:\/\/milano.repubblica.it\/cronaca\/2013\/03\/05\/news\/maflow_la_fabbrica_in_fallimento_stata_salvata_dai_suoi_lavoratori-53904322\/\">Una cooperativa si \u00e8 presa in gestione<\/a> &#8211; ovviamente senza alcun tipo di contratto o di autorizzazione &#8211; i 30mila metri quadrati di capannoni e spazi aperti che una volta ospitavano l&#8217;azienda e che oggi, senza l&#8217;occupazione degli ex operai, sarebbero uno scheletro ex industriale. Dieci giorni fa gli agenti della polizia locale sono andati a fare visita alla Rimaflow, dove oggi lavorano 80 fra artigiani, artisti, operai e professionisti, che pagano le utenze, i servizi di pulizia e un piccolo affitto, quando possono, per occupare lo spazio dove svolgono attivit\u00e0 lavorative. &#8220;Qui nessuno guadagna niente pi\u00f9 di quello che serve per restare appena sopra alla linea minima di sopravvivenza &#8211; spiega Luca Federici, portavoce degli operai in lotta -. Tutti abbiamo famiglie e spese da sostenere, senza avere alcun altro reddito. La scelta era se lasciarci ammazzare, o provare a resistere alla crisi, producendo reddito e dignit\u00e0, in un territorio dove la disoccupazione \u00e8 altissima, ma le professionalit\u00e0 ancora tante e vive&#8221;.<\/p>\n<p>I vigili durante la loro ispezione nei grandi magazzini e nelle aree della &#8220;Cittadella dei mestieri e dell&#8217;artigianato&#8221; della Rimaflow, hanno riscontrato quello che \u00e8 sotto gli occhi di tutti: &#8220;Noi lavoriamo e produciamo onestamente, ma non abbiamo le autorizzazioni, anche se abbiamo presentato tutti i progetti e i piani di fattibilit\u00e0 per la bonifica al Comune. Che per\u00f2 non li ha nemmeno presi in esame. Quindi, di fatto, stiamo lavorando in modo abusivo, senza le certificazioni, anche se a nostre spese abbiamo fatto un grande intervento di coibentazione e impermeabilizzazione nel capannone dove una volta avevamo il mercatino del mobile usato, che il Comune ci ha fatto chiudere, e dove adesso invece abbiamo un rimessaggio di camper. Abbiamo speso 5mila euro per mettere in sicurezza lo spazio e il nostro progetto antincendio \u00e8 stato approvato dai vigili&#8221;.<\/p>\n<p>Non baster\u00e0 mai quello che gli operai riescono a fare con le loro forze e i loro pochi fondi da investire. Dopo l&#8217;ispezione dei vigili \u00e8 scattata una denuncia con avviso di garanzia al presidente della cooperativa Rimaflow Massimo Lettieri accusato di &#8220;svolgimento di attivit\u00e0 lavorative non autorizzate&#8221; in un sito ex industriale che non \u00e8 a norma ed \u00e8 anche da bonificare. &#8220;Sicuramente ci sono tanti di quegli stabilimenti non in regola qua attorno, aziende attive e non, senza che questo costituisca uno stimolo alle istituzioni a intervenire. Solo contro di noi si accaniscono, anche se noi siamo i primi a volerci mettere in regola&#8221;, spiegano gli operai. E poi, ai tanti progetti nati in questo angolo di Trezzano si sono interessati in tanti, da Legambiente al Vaticano, come se la Rimaflow diventasse sempre di pi\u00f9 un &#8220;incubatore&#8221; di iniziative professionali, dove la necessit\u00e0 si coniuga con la fantasia, con l&#8217;intraprendenza, con la battaglia politica, con una strenua lotta per mantenere la &#8220;dignit\u00e0&#8221; di lavoratori. Dignit\u00e0, \u00e8 la parola che Lettieri e Federici pronunciano pi\u00f9 spesso mostrando quello che \u00e8 stato costruito dentro al guscio vuoto dell&#8217;ex Maflow.<\/p>\n<p>Questo sono andati a spiegarlo al sindaco Fabio Bottero (Pd) e al Consiglio comunale, presentandosi tutti assieme in aula durante l&#8217;ultima seduta. &#8220;Abbiamo ottenuto una tregua e nell&#8217;estate produrremo tutta la documentazione che ci \u00e8 richiesta per andare a fare una nuova trattativa in prefettura, assieme all&#8217;amministrazione e alla banca che \u00e8 proprietaria dei muri, sperando di riuscire ad avere un aiuto per rilevare questo spazio&#8221;. Girando per capannoni e spazi aperti, si trovano botteghe artigiane, iniziative sperimentali di riciclo di materiali di scarto, una biblioteca curata da un&#8217;associazione di disabili; un magazzino che ospita la merce di Gas milanesi e i prodotti equi di cooperative e associazioni no profit di mezza Italia. Ci sono anche vari artisti e c&#8217;\u00e8 uno studio di un commercialista, un&#8217;area imballaggio per container diretti in Africa gestito da migranti. C&#8217;\u00e8<\/p>\n<p>anche un Cral aziendale con teatro, bar cucina e mensa. Grande amico degli occupanti \u00e8 quel don Massimo Mapelli che dirige la Caritas della zona Sud di Milano e la &#8220;Masseria&#8221; confiscata alla mafia a Cisliano. Sostenitore \u00e8 anche don Gino Rigoldi. &#8220;Sono bravi ragazzi e vanno aiutati &#8211; dice don Gino -. Sono onesti, pieni di energie, di voglia di lavorare. Le istituzioni li aiutino&#8221;. Come andr\u00e0 a finire la partita, si vedr\u00e0 a settembre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trezzano, gli operai Rimaflow contro la chiusura della fabbrica occupata: &#8220;Il lavoro \u00e8 dignit\u00e0, combatteremo&#8221; Da sette anni una cooperativa di 80 persone ha occupato gli spazi dell&#8217;ex azienda metalmeccanica con officine, biblioteca, laboratori. 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