RIMAFLOW E’ BENE COMUNE

Administrator 20 luglio 2017 Commenti disabilitati su RIMAFLOW E’ BENE COMUNE

Le nostre considerazioni dopo le ispezioni al sito e l’incontro con l’Amministrazione comunale: la mobilitazione per ottenere la regolarizzazione continua.

Tutte le istituzioni, le università, istituti di ricerca internazionale e persino le più alte autorità morali come la Santa Sede hanno attribuito a RiMaflow un alto valore sociale per il recupero di una fabbrica chiusa e abbandonata.

La regolarizzazione di attività produttive che hanno dato vita a oltre 90 posti di lavoro è la richiesta avanzata da sempre da parte dei lavoratori e delle lavoratrici e un contratto di comodato – e poi di locazione – è per tutti i soggetti che siedono al tavolo presso la Prefettura (Comune, Unicredit Leasing, RiMaflow e Prefettura stessa) la condizione di base. Ogni ispezione oggi, come quella dello scorso 27 giugno, non può quindi che registrare ancora “irregolarità”, va da sé.

D’altro canto, il testo-base del Protocollo tra le parti assunto dalla Prefettura è quello proposto dalla Cooperativa RiMaflow. Il Comune di Trezzano l’ha approvato, con limitate modifiche che noi abbiamo accolto, ma non così la proprietà – Unicredit Leasing – essenzialmente a causa di un contenzioso legale con l’immobiliare Virum che avrebbe tuttora il possesso dell’area: tesi a verbale dell’ultimo incontro in Prefettura.

Tutto ciò che era in potere della Cooperativa (regolarizzazione dei lavoratori e diverse norme di sicurezza e antincendio) è stato realizzato e documentato. Ora spetta alle istituzioni tutte e a Unicredit Leasing passare dalle parole ai fatti e garantire la condizione per richiedere le autorizzazioni mancanti: il contratto.

Ancor prima dell’incontro con l’Amministrazione comunale di martedì scorso (incontro da noi sollecitato e prontamente concesso), la Cooperativa ha chiesto incontri a tutti gli attori in campo: da Unicredit Leasing a Città metropolitana di Milano, nonché – con tre atti successivi – alla Prefettura stessa, sede eletta per la sottoscrizione del Protocollo.

Noi abbiamo fatto la nostra parte, non aspettando che il lavoro ci piovesse in testa dopo il licenziamento. E oggi il sito industriale di via Boccaccio non è né uno dei locali abbandonati da UniCredit, come quello in piazza San Lorenzo, ne, ancora peggio, un’altra De Malena a Trezzano, (esempi di degrado ambientale, pericolo per la comunità e abbandono)

Gli altri (imprese e istituzioni a tutti i livelli) hanno tutti la coscienza a posto? Auspichiamo che il positivo colloquio con il vicesindaco Spendio e la Giunta comunale possa consentire di arrivare alla regolarizzazione che – a detta di tutti – è sempre stata un punto di arrivo, senza iniziative traumatiche che vanificherebbero gli sforzi di anni da parte dei lavoratori e di tutti i soggetti che hanno a cuore il diritto al lavoro e alla dignità delle persone.

I lavoratori e lavoratrici RiMaflow

20 luglio 2017

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