Campagna di sottoscrizione “Rimaflow vivrà”: le nostre necessità

rimaflowadmin 2 ottobre 2018 Commenti disabilitati su Campagna di sottoscrizione “Rimaflow vivrà”: le nostre necessità

La durata del processo, le ingenti spese legali e ancor più le spese processuali ci fanno ipotizzare cifre da capogiro insostenibili da Massimo e da noi come gruppo di lavoratori e lavoratrici in autogestione, privati oltretutto degli strumenti di lavoro dallo stesso intervento della magistratura; sappiamo infatti che – se pur riusciremo a dimostrare l’inesistenza dell’associazione a delinquere, un’accusa infamante e inaccettabile! –  subiremo in ogni caso una condanna per reati amministrativi, perchè su questo non ci saranno sconti. Come abbiamo sempre detto – questi “reati” derivanti dall’occupazione e dalle mancate autorizzazioni per permettere a 120 persone di poter lavorare da sei anni noi li rivendichiamo. Perchè vogliamo che diventi un diritto per chi è stato licenziato da un padrone, che è scappato, di riappropriarsi della fabbrica come risarcimento sociale: lo rivendichiamo anche per chi verrà dopo di noi! Dobbiamo attrezzarci quindi a pagare nel tempo tra i 150 e i 200mila euro. Soldi che neppure parzialmente andranno per il sostegno al reddito, perchè pensiamo che questo debba essere prodotto dal nostro lavoro, che in ogni caso porteremo avanti. Difendere RiMaflow oggi è difendere tutti i percorsi di mutualismo conflittuale dal basso che intendano dar vita ad attività di lavoro autogestito e a reti di economia sociale FuoriMercato.

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Nel video Gigi Malabarba puntualizza la situazione di RiMaflow e pone alcune necessità della campagna di solidarietà.

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