Un’economia altra, delle lavoratrici e dei lavoratori, è possibile

rimaflowadmin 17 aprile 2019 Commenti disabilitati su Un’economia altra, delle lavoratrici e dei lavoratori, è possibile

 

Di Elisa Gigliarelli, del Comitato organizzatore dell’incontro

Si è concluso domenica l’Incontro Europeo “l’Economia dei Lavoratori e delle Lavoratrici” che si è tenuto nella fabbrica recuperata RiMaflow, a Trezzano sul Naviglio. La dinamica nasce nel 2007 in Argentina riunendo molte delle imprese recuperate e rimesse in produzione da parte degli stessi  lavoratori, come risposta alle chiusure di massa generate dalla crisi del 2001. Da allora il meccanismo è cresciuto riunendo ogni due anni imprese recuperate, collettivi di lavoro, esponenti di movimenti sociali  e popolari, ricercatori e sindacati. Dal 2014 si è allargato coinvolgendo realtà da numerosi paesi, dando così inizio agli incontri regionali (Sudamericano, dell’America Centrale e Settentrionale ed Euromediterraneo), anche essi convocati ogni due anni.

Lo spazio promuove dibattito ed organizzazione attorno a tutti gli aspetti relazionati alla partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici nell’organizzazione economica, attraverso l’autogestione, come forma specifica di contrasto ed alternativa alla distruttività del capitalismo contemporaneo che condanna una crescente maggioranza dei lavoratori del mondo allo sfruttamento, alla precarietà, alla disoccupazione, mentre scatena guerre, discriminazione e devastazione ambientale. La fase particolarmente aggressiva che affrontiamo, caratterizzata dall’avanzata delle destre mondiali, dipinge uno scenario drammatico.Tuttavia, le esperienze di resistenza in questo ambito sono molte e l’obiettivo di questo spazio è quello di fare da cassa di risonanza e collegamento tra di esse.

L’incontro euromediterraneo, giunto alla sua terza edizione, muove dall’emergere delle prime esperienze che nell’area europea sono sorte in risposta alla crisi del 2008.  Oltre alla RiMaflow ed alla Vio.me di Salonicco (la fabbrica recuperata greca che ha ospitato la seconda edizione nel 2016) ha riunito esperienze da Francia, Spagna, Ungheria, Croazia, Slovenia, Grecia, Belgio, Germania, Federazione Russa e Kurdistan. Delegazioni sono inoltre venute dall’Argentina e dal Brasile. Novità dell’incontro è stata la partecipazione delle realtà dell’ambito rurale con una forte apertura del dibattito ai temi dell’agroecologia ed alle connessioni tra realtà rurali ed urbane.

Questo ha comportato un ampiamento del confronto tra realtà anche sui temi dell’agroecologia e autodeterminazione alimentare, che ha visto la partecipazione di numerosi collettivi e reti di lavoratori rurali, tra cui l’esperienza di Mondeggi ed il Soc-Sat, Sindicato obreros del campo – Sindicato andaluz de trabajadores/ras, aderente alla Via Campesina. Proprio in Andalusia la CGT, Confederacion general del trabajo, da sempre presente nella rete, è stata invitata ad organizzare  il prossimo incontro regionale in collaborazione con il Soc-Sat. Un avanzamento rilevante si è dato inoltre nell’ambito reti di distribuzione, che ha visto un vivace scambio tra organizzazioni di consumatori e produttori, che si sono posti l’ambizioso obiettivo di creare col tempo una rete di distribuzione a sfruttamento zero, attivando processi di filiera e cercando collegamenti con settori organizzati nel campo della logistica.

Altra novità dell’incontro è stata una forte impronta della prospettiva di genere e l’emergere di spazi di discussione sulla centralità dell’autogestione della riproduzione oltre che della produzione. La discussione si è incentrata in particolare sulle pratiche di condivisione delle cure interne alle esperienze, nel confronto tra altre esperienze come mense, cliniche ed asili solidali. È poi stata messa a tema la necessità di rafforzare e mettere in rete sartorie, cucine e produzioni autogestite, specificamente volte a rafforzare l’autonomia economica come elemento necessario a favorire l’uscita dalle situazioni di violenza di genere.

Altro asse della discussione si è dato nell’ambito delle esperienze di welfare dal basso ed attorno all’autogestione come strumento di contrasto alla distruzione del welfare ed alla privatizzazione del settore pubblico. Da questo punto di vista si è aperto un confronto attorno alle pratiche messe in campo in questo ambito, con particolare attenzione a quelle volte a creare risposte per le fasce precarie e giovanili ed a contrastare i sistemi di welfare escludenti.

Il confronto tra alcune realtà sindacali internazionali, esperienze di mutualismo conflittuale e del sindacalismo di base ha poi evidenziato l’urgenza di reinventare la funzione sindacale e ridare nuovo impulso alla sua organizzazione. Risulta particolarmente urgente dotarsi di strumenti mutualistici per dare un supporto a chi resta senza lavoro e creare le condizioni per una rialfabetizzazione diffusa dei diritti del lavoro.

Una tre giorni ricca di spunti e da cui si è usciti con un desiderio di spinta verso l’allargamento di questo ambito di confronto, tanto a livello internazionale coinvolgendo realtà dal continente asiatico e quello africano, ma anche nella prospettiva di tessere alleanza con pezzi organizzati del lavoro informale o migrante, sulle tracce di quanto sta avvenendo nel continente latinamericano.

La domenica si è poi chiusa con il festeggiamento di una vittoria: la presa in consegna di quella che sarà la nuova sede della RiMaflow. I partecipanti si sono mossi in corteo ed hanno simbolicamente inaugurato lo stabile, conquistato grazie ad una lunga battaglia ed al sostegno e la solidarietà di molti.

Su stimolo e proposta delle realtà del Centro e Sudamerica , il prossimo incontro internazionale si terrà a settembre del 2019 in Brasile nei pressi di San Paolo, nella sede della scuola di formazione del Movimento Sem Terra, Florestan Fernandez. Una scelta simbolica imprtante per sostenere i processi organizzativi in seno a movimenti che al momento si trovano in prima linea contro l’attacco da parte del governo Bolsonaro, per lanciare un chiaro segnale alla destra mondiale: da qui non un passo indietro.

 

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