MayDay MayDay. L’Exproprio tour arriva a Milano

Administrator 29 aprile 2014 0

may day tour 621

Di CommuniaNet

Il primo maggio Milano, la metropli-vetrina che continua la sua trasformazione e deformazione in preparazione di Expo2015, sarà attraversata da un fiume di lavoratori e lavoratrici, precari e precarie, nativ* e migranti, studenti e studentesse, donne e lgbit, che non accettano l’imposizione di debito, sfruttamento e precarizzazione. Non solo, faranno di più. Per tre giorni dal 2 al 4 maggio con the NED (No Expo Days) riempiranno la città di suoni, immagini, voci, azioni, informazione e controinformazione, per rivendicare e riprendersi vecchi e nuovi diritti.

Mentre il velo che ci separa dall’Esposizione poco a poco si assottiglia, le opere inutili si moltiplicano: speculazione edilizia che devasta e modifica irrimediabilmente interi quartieri, vie di cemento chiamate “vie d’acqua” che distruggono i parchi cittadini, poteri speciali e deroghe che indebitano, privatizzano, “flessibilizzano”.

Expo2015 punta in alto ed il suo portato simbolico ed ideologico ha una dimensione nazionale ed internazionale. Centinaia di Stati parteciperanno, mostrando al mondo le loro “eccellenze”. Troviamo così Israele, che ha fatto fiorire il deserto (e gli affari del bio-tech) con l’acqua rubata ai palestinesi. Oppure la Russia di Putin, impegnata a difendere militarmente i suoi interessi “ambientali” (come il grande business del gas Gazprom). E non mancheranno multinazionali come Monsanto, che quotidianamente distrugge le realtà contadine con la sua politica “ambientalista” di mercato.

Le contraddizioni però esplodono e le opposizioni si moltiplicano. Abbiamo visto la risposta a più voci dei comitati No Canal che in questi mesi hanno impedito la trasformazione desolante che attendeva i parchi milanesi di Trenno, Pertini e delle Cave. La loro lotta che non si arrende ha dato senso e compiutezza a quella No Expo e a loro va tutta la solidarietà e il sostegno di chi difende ambiente e territori da devastazione, biocidio, piani di governo del territorio che rispecchiano solo le brame di pochi.

In questo solco è partito anche il tour di Exproprio, che nell’ultimo mese ci ha visti partecipi in prima persona e che non si fermerà certo con il primo maggio. Continua infatti la stagione dell’attacco ai beni comuni, al lavoro e ai diritti sociali, tra il ricatto del debito pubblico e la Troika che continua ad imporre austerità, tagli, privatizzazioni da una parte e patto di stabilità e corsa al pareggio di bilancio dall’altra.

I giovani e le giovani pagano moltissimo, complice la politica del nemmeno troppo nuovo premier, che a colpi di Jobs Act e decreto Poletti ha istituzionalizzato e benedetto l’aziendalizzazione dei luoghi della formazione e della produzione del sapere. Nonostante le dichiarazioni del ministro dell’economia Padoan, secondo cui tutto questo aiuterà la crescita occupazionale, la verità evidente a tutt* è un altra, cioè la precarietà è diventata normalità e la disoccupazione giovanile è ai massimi storici. Le dottrine sull’occupabilità e l’individualizzazione dei rapporti di lavoro, tradotte in provvedimenti sul lavoro a tempo determinato, apprendistato e “riforma” degli ammortizzatori sociali, impongono – tra l’altro – anche un radicale ripensamento delle forme di organizzazione sindacale cosi come si sono affermate e le abbiamo conosciute.
Contemporaneamente si continua a tessere all’ombra dei media il TTIP, il progetto di partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti, che legherà a doppio filo il grande mercato Europa agli Stati Uniti, creando la più grande zona di libero mercato al mondo senza nessuna decisione democratica. Si ridistribuisce la ricchezza e si ridefiniscono le frontiere, militarizzando e rafforzando il razzismo. Mentre si fa finta di cancellare – differendolo nel tempo – il reato di clandestinità, la situazione non cambia affatto, anzi si aumentano gli stanziamenti di Frontex, la “guardia” della vecchia Europa che pattuglia i confini e il razzismo istituzionale segrega i lavoratori e le lavoratrici migranti ridisegnando le gerarchie della cittadinanza e dello sfruttamento. Dovrà però iniziare ora a misurarsi con l’opposizione crescente ai CIE, di cui purtroppo si continua a parlare a Roma come a Bologna e Milano, e agli scioperi dei settori della logistica, in particolar modo della Grande Distribuzione Organizzata, che negli ultimi mesi si sono raccontati da sé.

Come giovani e migranti, donne e lgbit sono i soggetti più esposti e che più hanno saputo rispondere ai continui attacchi in termini di reddito, salute, emancipazione, liberazione. Basta guardare alla neo-ministra della salute Lorenzin, che recentemente ha espresso le sue mire a “piani nazionali di fertilià” o alla situazione greca, dove la sanità è al limite del crollo a discapito della salute, a volte della vita, delle donne. Forze reazionarie, omo-transfobiche, estremiste e cattoliche, sostenute dalla crisi, hanno raccolto consensi ovunque, soprattutto in Francia e nello Stato Spagnolo, dove una legge integralista e liberticida rischia di far ricadere migliaia di donne nell’aborto clandestino. Eppure il grido dei movimenti femministi e lgbit si è levato forte anche in Italia, con “yo decido” prima e con avanzate rivendicazioni di audeterminazione e libera scelta consapevole poi.

Le mobilitazioni degli ultimi mesi rendono nuovamente evidente che un movimento ampio, unitario e radicato nei territori necessita di un lavoro continuo dal basso, fatto di esperienze e pratiche che aiutino l’autorganizzazione e l’opposizione alle politiche di austerità e di distruzione dei beni comuni, in una dimensione almeno continentale. Per questo e forti di questo aderiamo e parteciperemo alla mobilitazione europea lanciata da Blockupy Francoforte dal 15 al 25 maggio. Allo stesso modo il 17 maggio a Roma, insieme a tanti e tante altre, risponderemo ad un’Europa che si prepara alle elezioni parlamentari, per connettere le forze, le lotte e le esperienze, riappropriandoci di territori e diritti attraverso mutuo soccorso ed autorganizzazione, e per rivendicare una democrazia partecipativa e dal basso per tutt*.

Info No Expo Bus da Roma

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