15.680 euro per una produzione senza padroni.

rimaflowadmin 28 Dicembre 2014 0

il botto di rimaflow 621

Oggi, 23 dicembre, la Campagna “RiMaflow vuole vivere” ha raggiunto 15.680 euro, superando l’obiettivo: noi lavoratori e lavoratrici della fabbrica recuperata e autogestita RiMaflow di Trezzano sul Naviglio potremo così acquistare il compressore necessario per potervi agganciare i macchinari e far ripartire la produzione. Senza padroni.
Un grande ringraziamento a tutti i nodi della Rete Communia e alle tante realtà politico-sociali che hanno organizzato iniziative in tutta Italia (e anche all’estero!) per promuovere la sottoscrizione e il progetto di autogestione. Un grande ringraziamento a tutte le personalità ‘combattenti’ che hanno lanciato l’Appello internazionale per RiMaflow promosso da Evo Morales, Joao Pedro Stedile, Ken Loach, Frei Betto, Themba Chauke, Andrés Ruggeri e dalle Empresas recuperadas argentine. Tutti e tutte voi siete oggi insieme a noi ‘i padroni comuni’ di queste infrastrutture!
I costi degli allacciamenti elettrici per il Capannone ‘C’ dove si svolgerà l’attività di produzione, per la messa a norma degli impianti e per la sicurezza andranno sicuramente oltre gli altri 15.000 euro che stiamo man mano cercando di mettere da parte con il nostro lavoro volontario. Ogni altro contributo sarà quindi sempre ben accetto.
Ma non è di soli contributi economici che RiMaflow potrà vivere. Solo se altre realtà produttive, di fabbrica o anche di riappropriazione di terre o nel settore dei servizi svilupperanno analoghe iniziative di autogestione anche il nostro progetto sarà realmente sostenibile. Da soli non ce la potremo fare. Da soli non potremo ottenere che l’occupazione di un luogo di lavoro per la sua rimessa in funzione senza padrone possa essere riconosciuto come diritto di chi ci lavora: questo potrà essere solo il risultato di un forte conflitto sociale generalizzato nel paese e anche a livello europeo per un cambiamento radicale dei rapporti di forza contro l’1% degli sfruttatori, per riprendere il felice slogan degli Indignados e di Occupy Wall Street.
E’ questa per noi l’autogestione conflittuale che abbiamo voluto presentare nella prefazione all’edizione italiana del libro di Andrés Ruggeri “Le fabbriche recuperate. Dalla Zanon alla RiMaflow: un’esperienza concreta contro la crisi”.
Nei prossimi giorni faremo un bilancio più preciso della Campagna, che comunque vedrà ancora alcune iniziative a inizio 2015 e che si salderà con la mobilitazione No Expo, contro cioè un modello economico e sociale devastante che dovremo tutte e tutti quanti insieme sconfiggere.
Un abbraccio e un augurio di buone feste da tutti i lavoratori e da tutte le lavoratrici di
RiMaflow

ABBIAMO RAGGIUNTO E SUPERATO L’OBIETTIVO MINIMO

MA NATURALMENTE SI PUO’ CONTINUARE A SOTTOSCRIVERE

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