sabato 11 aprile ore 21: tributo a Frank Zappa con A-Material band

Administrator 4 aprile 2015 0

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Tributo a FRANK ZAPPA – A-Material Band

La negazione dell’ovvio in musica

La band nasce da un’idea di Michele Ferrara che chiama con se un gruppo di musicisti dell’area milanese. L’idea proposta è un patchwork di stili che la band ricompone con il grandangolo del jazz restituendo un insieme musicale di ampio respiro. Musicisti con passione amatoriale (da cui il nome del gruppo A-Material Band) e talento che affrontano una sfida complessa, in quanto musica non facilmente etichettabile, ma affascinante. Ciò che il direttore musicale Michele Ferrara, sia come autore di brani originali sia come arrangiatore di tutta la musica proposta e selezionata, propone alla band e agli ascoltatori è una rappresentazione di una moltitudine di sapori musicali particolari. Sicuramente la musica che si ascolta è jazz, ma nella sua accezione più ampia possibile.

Tutti i musicisti della band hanno frequentato gli ambiti musicali fra i più vari: big band di jazz classico e modern, combo jazz dedicati agli standard, gruppi rock, soul, funky, brasil, e (perché no?) orchestre di musica classica, pop, musica italiana e ballo liscio. Quindi una formazione votata all’eclettismo non fine a se stesso; la “sezione fiati” completa e flessibile in cui sono utilizzati tutti i sax (soprano, alto, tenore e baritono), il clarinetto, il flauto, gli ottoni (tromba e trombone); una ricca “sezione ritmica” con piano, chitarra, basso e batteria.

La musica proposta è un sapiente mix di grandi del jazz noti sia per la loro capacità di inclusione di mondi musicali altri (Coltrane) sia per la volontà di disallinearsi pur restando ancorati alla tradizione afro-americana (Mingus, Monk), di grandi innovatori contemporanei (Zorn, Horvitz, ecc) e di composizioni originali.

Di Coltrane la band propone il brano Olè che fin dal titolo richiama il proprio debito verso la musica di tradizione ispanica; di Mingus Haitian Fight Song, con il quale il grande contrabbassista si inserisce nel pieno dell’impegno politico “black” degli anni cinquanta, omaggiando la musica caraibica e più implicitamente la musica africana; di Monk un classico del be-bop quale Well you needn’t tra i tanti brani con i quali l’imponente pianista entra nell’olimpo della musica jazz facendosi apprezzare anche e non solo per le sue melodie asimmetriche.

Poi un gruppo di brani di autori della scena sperimentale ed alternativa legata all’improvvisazione, anche radicale, americana (Zorn, Horvitz, Frisell) ed europea (Portal, Louiss); autori in cui l’idea di suono della loro musica è sovente più originale della struttura delle loro composizioni.

Di John Zorn, iperattivo e iperprolifico musicista capace di passare dal jazz alla musica classica, passando per il doo wop, il country ed il rock&roll, che da molti è riconosciuto come il più importante alfiere della Radical Jewish Culture newyorchese sono eseguiti due brani: Bith Aneth, dai sapori mediorientali tratto dal primo lavoro dell’epopea Masada, e Tamalpais dedicato al monte da cui si domina l’oceano californiano tratto dal recente Song Project ma presente già nel cd Alhambra Love Songs.

Di Wayne Horvitz, sodale per lungo tempo di Zorn, sono proposti il malinconico ed elegiaco walzer di The Little Parade e Hearts are broken anemico lamento blues su cui si scatena potente l’improvvisazione.

Le produzioni originali sono composizioni che vanno dal funk di Eclipse’s melody, all’omaggio a Bill Frisell di Foundation, e alle visioni dolci e tormentate di Dream e tenere di Dream too che Michele Ferrara dedica alla sua famiglia.

Fra i vari autori delle musiche che la band propone per ultimo si riporta il vero nume tutelare della banda a-materiale e cioè l’immenso compositore, chitarrista, cantante e band leader Frank Zappa.

Il grande italo-americano ha segnato la scena musicale americana e mondiale per più di 40 anni, non solo con il suo eclettismo ma anche con l’ironia, il sarcasmo e l’impertinente anticonformismo. Dissacratore per eccellenza della musica della seconda metà del Novecento, oggi molti musicisti gli devono molto e fra questi anche l’A-Material band. Non a caso la composizione dell’organico richiama la mitica super-band che ha accompagnato Frank Zappa nell’ultimo tour mondiale; alcuni degli a-materiali hanno assistito a quei concerti e ne conservano memoria indelebile.

Del geniale Frank Zappa, sono riproposte tre composizioni: Blessed Relief, jazz waltz tratto dal disco The Grand Wazoo del 1972 realizzato con una grande orchestra e dalle forti connotazioni jazzistiche; Whipping Post tratto dal repertorio del grande band rock californiana degli Allman Brothers ed inserito nel proprio repertorio da Zappa dopo che in un concerto del 1974 era stato richiesto come bis da un fan ubriaco; ed infine dal brano Muffin man brano con il quale Zappa spesso amava chiudere i suoi concerti e che ben rappresenta le sue capacità di chitarrista rock.

 immaterial band

La band

Salvo Vaiana, trumpet

Michele Ferrara, trombone, direzione

Stefan Mandolfo, clarinet, alto sax

Diego Pavan, soprano e alto sax

Cristiano Zacchetti, tenor sax

Marco Bertasini, baritone sax, flute

Mimmo Del Giudice, electric bass

Roberto Bassi, guitar

Carlo Fedele, piano

Massimo Genini, drums

 

“Senza la musica per decorarlo il tempo sarebbe solo una noiosa sequela di scadenze produttive e di date in cui pagare le bollette” (Frank Zappa)

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